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Dal mondo

Expo 2010: Cina e Ue un binomioa elevato potenziale economico

Gli scambi commerciali al centro dell'incontro internazionale in corso di svolgimento a Shanghai

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Rafforzare la cooperazione doganale per facilitare il commercio legale e proteggere i cittadini: questo il leit motiv della conferenza internazionale che si tiene in questi giorni presso l'Esposizione universale di Shangai. Gli scambi commerciali tra la Cina e l'Unione europea sono il tema centrale della conferenza, a cui partecipa Algirdas Semeta, commissario europeo per la Fiscalità e l'Unione doganale, audit e lotta antifrode.

Sicurezza della catena di approvvigionamento, tutela dei diritti di proprietà intellettuale e lotta al contrabbando di sigarette tra i temi principali del meeting, aperto dalle parole di Semeta: "Il rispetto delle norme doganali è essenziale per proteggere i nostri cittadini e garantire la libera circolazione delle merci tra paesi che sono partner commerciali".

Un rapporto chiave, quello tra Ue-Cina, perché il mercato europeo rappresenta il principale sbocco dei prodotti cinesi mentre la Cina costituisce la maggiore fonte di importazioni dell'Europa e il suo secondo partner commerciale dopo gli Usa. Per garantire la sicurezza delle merci esportate, Ue e Cina hanno intensificato negli ultimi anni la cooperazione doganale e hanno avviato progetti pilota, tra cui Smart and Secure Trade Lanes (SSTL). Nato nel 2006 in via sperimentale in Gran Bretagna, nei Paesi Bassi e nel porto cinese di Shenzen, il progetto, finalizzato a garantire la sicurezza delle merci per l'intero percorso della loro esportazione, sarà esteso a Belgio, Francia, Germania, Italia e Shangai.

Nel 2009 Cina e Ue, inoltre, hanno siglato un'intesa per rafforzare gli accordi doganali per tutelare i diritti di proprietà intellettuale e combattere la contraffazione e la pirateria delle merci oggetto degli scambi. Durante la conferenza, si discuterà dell'eventualità di prorogare le norme fino al 2010.
Infine, focus sulla strategie di cooperazione da mettere in campo per contrastare il commercio illegale di sigarette. Un mercato nero che comporta per gli stati Ue una perdita annuale fino a 10 miliardi di euro di imposte evase. Anche in quest'ambito, i due partner hanno avviato un patto di assistenza reciproca (nel 2004). Dal 2008, inoltre, è presente a Pechino un funzionario dell'Olaf (ufficio Antifrode dell'Ue) con il ruolo di cooperare con le autorità doganali cinesi per combattere il contrabbando di sigarette.
 

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