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Dal mondo

Fatca: anche il Sudafrica
dice sì all’accordo antievasione

Un nuovo Stato va ad aggiungersi all’elenco dei Paesi che hanno già accettato di aderire al piano degli Usa

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A poche settimane dall’entrata in vigore degli accordi Fatca, anche il Sudafrica sceglie la via della trasparenza fiscale. Il 9 giugno scorso, infatti, il ministro delle Finanze sudafricano Nhlanhla Musa Nene e l'ambasciatore degli Stati Uniti in Sudafrica, Patrick Gaspard, hanno firmato l’accordo intergovernativo che impegna i rispettivi Paesi ad una reciproca collaborazione nella lotta all’evasione fisale internazionale.

I termini dell’accordo
Come per gli altri Paesi che aderiscono alla normativa statunitense del Fatca (Foreign Account Tax Compliance Act), l’Agenzia sudafricana delle Entrate, South Africa Revenue Service (SARS), chiederà alle istituzioni finanziarie che operano nel proprio territorio i dati e le informazioni sui titolari dei conti detenuti da cittadini statunitensi, in modo da comunicarli automaticamente alla sua omologa a stelle e strisce, l’Internal Revenue Service. ll ministro delle Finanze sudafricano ha dichiarato che il suo Paese si è impegnato nello scambio automatico di informazioni a fini fiscali "per rendere il mondo un posto più trasparente dal punto di vista fiscale: un impegno espresso sia nel corso del G20, sia durante il Global Forum sulla trasparenza e lo scambio di informazioni a fini fiscali". "L’implementazione del Fatca è il primo passo del Sudafrica verso l’Automatic Exchange of Information (AEOI) e questo porrà le basi per estendere l’AEOI ad altri partner", ha sottolineato il ministro Nhlanhla Musa Nene.
 
Favorire la tax compliance
L’ambasciatore americano Gaspard ha rimarcato che «la firma di questi accordi rappresenta un importante passo in avanti nella collaborazione tra Stati Uniti e Sudafrica per combattere l'evasione fiscale. Quando un contribuente d’oltreoceano non paga quello che deve, altri contribuenti devono caricarsi di una quota superiore di oneri fiscali», ha continuato Gaspard. "L’accordo intergovernativo, che migliora la tax compliance internazionale ed implementa la normativa del Fatca, è una parte importante dello sforzo che il governo degli Stati Uniti sta facendo verso questa direzione" ha concluso.
 
Ai blocchi di partenza da fine giugno
Con la normativa del Foreign Account Tax Compliance Act, che entrerà in vigore a pieno regime dal prossimo 1 luglio, gli Stati Uniti riceveranno dalle istituzioni finanziarie estere (come banche, fiduciarie, finanziarie, ecc.) i nomi e i principali dati finanziari dei connazionali che detengono conti all’estero per importi superiori a 50 mila dollari. La mancata comunicazione, da parte di questi istituti, di informazioni come i saldi e gli importi in entrata e in uscita dai conti, comporterà l’applicazione di una trattenuta del 30% sui redditi di natura finanziaria di fonte americana e sui relativi pagamenti (dividendi, interessi, salari, ecc.). Attualmente le istituzioni finanziarie che hanno aderito agli accordi Fatca sono circa 80mila.
 
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