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Dal mondo

Fiducia tra Fisco e grandi imprese.
Le indicazioni dell’Ocse in un report 

L'Organizzazione internazionale punta a limitare la pianificazione fiscale aggressiva e altre forme elusive da parte delle big corporations

Fiducia persone

Costruire una relazione di fiducia tra Amministrazioni fiscali e multinazionali per aumentare la tax compliance, ossia l’adeguamento spontaneo alle regole fiscali, da parte di queste ultime. Questo è uno degli orientamenti principali emersi nell’indagine condotta dall’Ocse intervistando oltre 1.200 funzionari del Fisco appartenenti a 138 giurisdizioni sul tema dei comportamenti fiscali da parte delle grandi aziende. I risultati della survey sono contenuti nel report Tax Morale II: Building Trust between Tax Administrations and Large Businesses  pubblicato di recente dall’Organizzazione con sede a Parigi.

L’analisi: funzionari del Fisco e multinazionali a confronto
L’attività economica delle multinazionali è sempre più sotto i riflettori dell’opinione pubblica, dei mass media e dei potenziali investitori. Sul fronte fiscale, da anni l’attenzione dell’Ocse è concentrata sulla necessità di mettere a punto strategie a livello internazionale che limitino la pianificazione fiscale aggressiva e altre forme elusive da parte delle grandi imprese. I dati analizzati mostrano come la percezione dei comportamenti delle grandi aziende da parte dei funzionari delle Amministrazioni fiscali vari a seconda dei contesti e che sia in generale più positiva nei Paesi dell’area Ocse che in quelli dell’Asia, dell’Africa e dell’America Latina.  Questo risultato si riscontra nei diversi ambiti in cui è stato misurato il rapporto di fiducia Fisco-multinazionali: ad esempio, se le grandi aziende pagano in tempo o se cooperano con le Amministrazioni. Ai rappresentanti delle multinazionali, invece, è stato chiesto quali sono i fattori che, secondo loro, causano l’incertezza in ambito fiscale: dall’organizzazione delle Amministrazioni fiscali al sistema legislativo, dal contenzioso alla dimensione internazionale della loro attività.

Più fiducia Fisco-imprese, maggiore compliance
Dall’analisi dei dati emergono alcuni fattori chiave in base alla quale l’Ocse formula le proprie raccomandazioni per migliorare la tax morale delle grandi imprese, ovvero la propensione ad adempiere ai propri obblighi fiscali. Una delle azioni più efficaci da mettere in campo è quella di rafforzare la fiducia tra Fisco e contribuenti. Tra gli strumenti più adeguati, i programmi di cooperative compliance, l’organizzazione di incontri durante i quali le amministrazioni possono informare le imprese sulle novità e ricevere suggerimenti dall’altra parte su come semplificare procedure e processi. Utile anche il lancio di consultazioni pubbliche su nuove norme da introdurre a cui contribuenti e imprese possono partecipare inviando le proprie opinioni e diventando così parte attiva del processo di formazione delle leggi. Inoltre, proprio perché il comportamento delle grandi imprese rispetto al tema della tassazione è oggetto di crescente attenzione, sembra necessario, ribadisce l’Ocse, coinvolgere altri stakeholder (investitori e società civile) che possono influenzare i comportamenti fiscali delle multinazionali.

I Paesi in via di sviluppo
Il report evidenzia come i Paesi in via di sviluppo, in particolare, siano maggiormente dipendenti dalle entrate fiscali provenienti dalle grandi imprese. Nel dettaglio, nel 2019 l’imposta sul reddito delle società era pari al 20,1% delle entrate totali nell’Asia del Pacifico, al 19,2% in Africa, al 15,5% in America Latina e al 10% nell’area Ocse. E la stragrande maggioranza delle entrate di questo tipo provengono dalle multinazionali.
Inoltre, i Paesi in via di sviluppo soffrono di più l’evasione fiscale internazionale che è pari all’1,3 del loro Pil, contro l’1% del Pil per i Paesi dell’area Ocse.

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