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Finanza, reddito minimo,governance, tre per Ue

Settimana cruciale per il Parlamento europeo alle prese con alcuni temi di forte attualità

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Mantenere sotto controllo il deficit nazionale, essere più rigorosi nell'applicazione delle norme sul Patto di stabilità, incentivi e sanzioni efficaci per garantirne il rispetto, attuare la strategia Ue 2020, assicurare una attenzione speciale ai progetti nei settori dell'energia, ricerca e innovazione, sanità e istruzione. Sono alcuni dei punti qualificanti della risoluzione sulle iniziative da intraprendere per combattere la crisi finanziaria. Istituire un Fondo monetario europeo permanente, introdurre un sistema che permetta di emettere obbligazioni europee, far fronte a eccedenze di bilancio e deficit, dare pieno sostegno alle proposte legislative della Commissione europea sul tema della tassazione del settore finanziario sono invece i tratti salienti dell'altra risoluzione sulla governance economica. Introdurre sistemi di reddito minimo comunitario in tutti gli Stati membri, predisporre adeguate strategie di intervento nei riguardi dei cosiddetti lavoratori poveri è il tema di rilevo della terza risoluzione approvata lo stesso giorno, il 20 ottobre.

Il settore finanziario al centro del G20 di Toronto
Contribuire alla copertura di oneri di interventi statali che, se realizzati, devono mirare a stabilizzare il sistema finanziario. È una delle indicazioni scaturite dall'ultimo G20 di Toronto nell'ambito del quale gli Stati partecipanti hanno convenuto che il settore finanziario deve farsi carico di fornire un apporto giusto e cospicuo. Sul punto c'è chi ritiene di imporre un prelievo sulle attività finanziarie mentre altri propongono percorsi e soluzioni differenti.

Limitare la speculazione: le iniziative di Parlamento e Commissione
Nella risoluzione sulla governance gli eurodeputati sottolineano l'importanza, a fini antispeculativi, di una tassa sulle transazioni finanziarie. L'obiettivo è migliorare il funzionamento del mercato e contribuire, attraverso il gettito dell'imposta, a finanziare i beni pubblici mondiali e ridurre i deficit pubblici. Sempre il Parlamento europeo ha approvato il 10 marzo una risoluzione con cui chiede a Consiglio e Commissione di verificare in che modo una tassa sulle operazioni finanziarie possa essere utilizzata per finanziare la cooperazione allo sviluppo, in particolare ai fini della lotta ai cambiamenti climatici, e contribuire al bilancio dell'Unione europea. Nella comunicazione del 7 ottobre sulla tassazione del settore finanziario (COM(2010)549), la Commissione europea ha proposto l'introduzione di due tasse. La prima sulle transazioni finanziarie (TTF) e la seconda sulle attività finanziarie (TAF).

Le motivazioni della Commissione europea
Migliorare l'efficienza e la stabilità dei mercati finanziari; creare le condizioni per una crescita più sostenibile, in linea con la strategia per la crescita e l'occupazione Europa 2020; adeguare il sistema fiscale del settore finanziario considerato che gran parte dei servizi nell'UE è esente dall'imposta sul valore aggiunto, dato che la maggior parte del reddito prodotto si basa sui margini, e non facilmente tassabile nell'ambito del sistema attuale dell'Iva. Sono le tre motivazioni di rilievo che giustificano, secondo la Commissione, un adeguamento del sistema fiscale per fare in modo che il settore finanziario possa contribuire in misura giusta ai bilanci pubblici.

Una rappresentanza forte e coerente
Conferire la responsabilità per gli affari economici e monetari a un Vicepresidente della Commissione europea. È una delle proposte avanzate dagli eurodeputati che, come sottolineato in una nota del Parlamento europeo, dovrebbe presiedere il Consiglio Ecofin e l'Eurogruppo e rappresentare l'Unione europea presso gli organismi internazionali competenti. L'obiettivo è di parlare con una voce più forte e coerente a livello internazionale.

Stabilità finanziaria e obbligazioni europee
Rendere permanente lo strumento europeo per la stabilità finanziaria. Per farlo nella risoluzione gli eurodeputati chiedono l'istituzione, previa analisi della Commissione, di un Fondo europeo permanente. Alla Commissione viene anche richiesto di predisporre uno studio di fattibilità per introdurre un sistema in grado di emettere obbligazioni europee.

Reddito minimo comunitario per combattere la povertà
Garantire un adeguato standard di vita, favorire l'integrazione sociale e combattere la povertà. Sono i tre obiettivi che gli eurodeputati, nell'anno europeo contro la povertà, ritengono di poter raggiungere con l'introduzione di sistemi di reddito minimo comunitario in tutti gli Stati membri. Nella risoluzione non legislativa votata il 20 ottobre si precisa che il reddito minimo dovrebbe essere fissato al 60% del reddito medio del Paese cui si riferisce. Gli eurodeputati hanno invitato la Commissione a presentare "un'iniziativa" in grado di elaborare un piano specifico d'azione in questo settore. Un altro tema di rilievo che ha suscitato l'attenzione degli eurodeputati è quello dei lavoratori poveri che è in crescita. In questo contesto diviene essenziale predisporre una serie di interventi mirati. Dal salario di sussistenza che deve essere superiore alla soglia di povertà alle integrazioni per chi si trova al di sotto della soglia di povertà.


Fonti informative

  • Finanza e governance

Relazione economica sulla governance
Testo della risoluzione (20 ottobre)

  • Reddito minimo

Testo della risoluzione (20 ottobre)

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