Articolo pubblicato su FiscoOggi (https://fiscooggi.it/)

Dal mondo

Fisco e imprese: a confrontola tassazione nella Ue

Uno studio Confindustria-Deloitte compara la tassazione sulla società e sul socio di 5 Paesi europei

Thumbnail
Lo studio “Imposizione societaria - regimi fiscali a confronto” realizzato dagli uffici economici di Confindustria in collaborazione con quelli della Deloitte hanno confrontato l’effective tax rate sugli utili di un’impresa in Germania, Regno Unito, Francia, Spagna partendo dai dati italiani. In particolare, l’analisi ha comparato, in primo luogo, l’onere fiscale che grava su una società “tipo” residente in Italia e l’ipotetica tassazione che la stessa azienda avrebbe subito se fosse stata localizzata in uno dei quattro più importanti Paesi dell’Unione Europea. L’esame ha tenuto conto della tassazione base, ossia l’imposta sul reddito delle società, e delle altre principali forme di imposizione che gravano sulle imprese situate nei Paesi presi in esame (per cui sono state calcolate le imposte locali sugli affari, le imposte sugli immobili, le imposte di solidarietà sociale ed altre specifiche tasse locali).  In secondo luogo, lo studio ha considerato la tassazione del reddito in capo al socio, dopo l’assolvimento delle imposte dovute sull’utile prodotto e distribuito.   La società “campione” Alfa La società Alfa presa nell’esempio prospettato è residente in Italia e ha un fatturato annuo di 27,7 milioni di euro, svolge attività di Ricerca & Sviluppo nel campo dell’automazione dei processi industriali e del testing di componenti e prodotti finiti, ha 180 dipendenti, ed esporta circa il 65 per cento delle produzioni. È stato analizzato il bilancio di Alfa al 31 dicembre 2009 e il relativo Modello Unico della dichiarazione dei redditi. Infine è stata determinata l’ipotetica tassazione applicando le norme che disciplinano l’imposizione sul reddito d’impresa. Tanto detto, una volta pagate le tasse italiane su un utile ante imposte pari a 896.503 euro Alfa ha chiuso il bilancio con un utile netto di 383.511 euro. Se l’azienda avesse operato in Francia l’utile netto sarebbe stato pari a 352.027 (e cioè inferiore dell’8 per cento); in Germania, invece, l’utile avrebbe avuto il segno positivo (+20 per cento), pari a 461.254 euro, così come nel Regno Unito (+37 per cento) pari a 525.242 euro e in Spagna (+58 per cento) pari a 605.347 euro. In percentuale, quindi, la Francia si attesta con un carico fiscale che tocca la soglia del 60 per cento. Italia, Germania e Regno Unito si collocano in una fascia intermedia (58 per cento, 43 per cento e 40 per cento) mentre la Spagna si posiziona sotto la soglia del 30 per cento (29 per cento). Sulle aliquote dell’imposta sul reddito, inoltre, la Francia si impone con 33,33 per cento seguita da Spagna (30 per cento) e Italia (27,5 per cento). Regno Unito e Germania, invece, si posizionano su un livello più basso (21,15 per cento e 15,83 per cento).   Il socio Tizio Il rapporto, inoltre, per verificare il diverso modo con cui è affrontato il problema della doppia imposizione e l’effettivo onere fiscale complessivo nei diversi Paesi, ha considerato la tassazione del reddito in capo ai soci dell’azienda per l’utile distribuito dalla società.  Lo studio ha analizzato le diverse ipotesi di distribuzione di un dividendo in Italia e nel caso di una ripartizione pari al 50 per cento. L’imposizione fiscale sul socio Tizio sarebbe stata pari al 71% in Francia, che continua ad attestarsi come il Paese meno concorrente. Seguono Italia (-5 per cento), Germania (-24%), Regno Unito (-33 per cento) e, infine, Spagna (-44 per cento). Nel dettaglio, fatta base 296.106 euro le imposte dovute da Tizio e della società Alfa in Italia in Francia avremmo avuto un +20.140 euro, in Germania un -87.310 euro, nel Regno Unito un -135.237 euro, in Spagna un -173.325 euro. In Italia i dividendi sono assoggettati a tassazione per il 49,72% del loro ammontare. In Francia i dividendi, al netto dei contributi sociali deducibili, sono assoggettati a tassazione per il 60% del loro ammontare con una esenzione di 1.525 euro (3.50 euro in caso di dichiarazione congiunta). In Germania i dividendi ricevuti come “private investment” (cioè, non derivanti da attività d’impresa) sono assoggettati a una ritenuta del 26,38% (pari al 25% + il social surcharge del 5,5 per cento applicato all’imposta) e spetta un’esenzione pari a 801 euro (1.602 euro in caso di dichiarazione congiunta). Nel caso in cui l’imposta così determinata ecceda l’imposta calcolata secondo le aliquote vigenti per le persone fisiche, è possibile optare per la tassazione ordinaria. Nel Regno Unito i dividendi sono assoggettati a tassazione per il 100% del loro ammontare. La base imponibile comprende il credito d’imposta sul dividendo. In Spagna i dividendi sono assoggettati a tassazione per il loro intero ammontare al netto di una quota esente pari a 1.500 euro.


Fonti: Confindustria  
URL: https://www.fiscooggi.it/rubrica/dal-mondo/articolo/fisco-e-imprese-confrontola-tassazione-nella-ue