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Dal mondo

Fisco equo, semplice e antievasione.
Il piano della Commissione europea

Da qui al 2024 un’agenda di oltre 25 misure tributarie per snellire le regole e contrastare con più efficacia frodi e abusi fiscali

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Un pacchetto di più azioni in campo fiscale che aiuti a sostenere la ripresa economica europea e a garantire in modo strutturale una fiscalità più equa e semplice. Per sommi capi, è questa l’impostazione con cui la Commissione europea ha presentato la scorsa settimana il nuovo piano di misure fiscali che dovrebbe venire adottato, tassello per tassello, nel corso dei prossimi quattro anni. Tre le carreggiate parallele di questa roadmap: un insieme di 25 azioni che mirano specificamente al contrasto della concorrenza fiscale sleale e a una semplificazione delle regole e degli adempimenti per i contribuenti europei; il varo di una nuova direttiva sulla cooperazione amministrativa tra gli Stati membri, una Dac 7 questa volta riguardante i redditi prodotti dall’economia digitale; una riforma del codice di condotta per la tassazione delle imprese, compreso un aggiornamento della Lista dei Paesi terzi non cooperativi dal punto di vista fiscale.

Le 25 azioni per semplificare e potenziare il fisco europeo
Il primo punto della strategia della Commissione è un piano di modifiche alla normativa fiscale europea che la Commissione intende adottare da qui al 2024. Si tratta di 25 innovazioni che intervengono in diversi ambiti delle regole fiscali comunitarie, alcuni per semplificare gli adempimenti e ridurre gli oneri amministrativi, altri per rendere più incisivo il contrasto alla pianificazione fiscale aggressiva e alle frodi.
Sotto il primo aspetto rientrano, per esempio, l’adozione di un univoco codice di identificazione ai fini Iva valido per tutti i Paesi Ue, un cambiamento che renderebbe il mercato unico ancora più integrato ai fini Iva. Sempre in casa Iva, verrà portato avanti il cantiere per l’adattamento della normativa comunitaria alle peculiarità dell’economia digitale. Tra le altre misure in programma, anche un intervento sulla definizione e di funzionamento della residenza fiscale per gli operatori attivi sulle piazze di più Paesi, in modo da ridurre i possibili casi di doppia imposizione, e un potenziamento dei meccanismi di risoluzione preventiva delle controversie fiscali tra Paesi membri. Sul fronte del contrasto all’evasione, il perno delle innovazioni è invece l’uso più efficace dei dati e delle nuove tecnologie, sia nella cooperazione tra Stati che a livello di Eurofisc, il network degli esperti fiscali europei.

Si allarga lo scambio automatico di informazioni
La Commissione ha annunciato inoltre la proposta di una nuova modifica alla direttiva 2011/16/EU sulla cooperazione amministrativa, una DAC 7 che estenderà le norme sullo scambio automatico di informazioni fiscali tra Paesi Ue alle vendite realizzate online, quindi coinvolgendo i gestori delle piattaforme digitali. Secondo questa nuova Dac, infatti, l’attività di reporting riguarderà i gestori delle piattaforme digitali, che saranno chiamati a comunicare alle amministrazioni fiscali di competenza i dati relativi alle vendite realizzate dagli operatori commerciali sui loro portali. I dati saranno poi oggetto di scambio automatico tra i Paesi dell’Unione come previsto per altri tipi di informazioni, come quelle sui conti finanziari o quelle sui meccanismi transfrontalieri soggetti all’obbligo di notifica.

Le novità sul Codice di condotta per la tassazione delle imprese
Il terzo e ultimo punto è lo sviluppo di una comunicazione sulla buona governance in materia fiscale, che comprende anche una riforma del Codice di condotta Ue in materia di tassazione delle imprese. Adottato dalla Commissione nel 1997, il codice di condotta fissa i criteri per valutare le misure fiscali che potenzialmente possano portare a una concorrenza fiscale dannosa e agisce su diversi temi, dalla trasparenza allo scambio di informazioni in materia di prezzi di trasferimento. All’interno delle istituzioni europee, il gruppo di lavoro sul codice di condotta è l’organismo incaricato di condurre le verifiche propedeutiche all’aggiornamento periodico della lista Ue delle giurisdizioni non cooperative in materia fiscale. Proprio su questo fronte intende agire la Commissione: “Finora la lista ha incoraggiato i paesi terzi ad adottare norme di buona governance in materia fiscale – specifica nel piano - ma occorre fare di più”.

I prossimi appuntamenti nell’agenda fiscale europea
Il pacchetto costituisce la prima parte di più ampia agenda che la Commissione sta costruendo in materia fiscale. I prossimi capitoli, che non sono stati affrontati dal piano, sono due: da una parte la tassazione dell’economia digitale, con l’individuazione di una base imponibile unica per la corporate tax. L’altro è la parte fiscale del Green New Deal, il grande progetto europeo che punta a far raggiungere all’Unione europea la neutralità climatica entro il 2050, che comprenderà diversi capitoli, tra cui la riforma della tassazione dell’energia.

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