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Dal mondo

Fisco globale: donne più compliant,
sulle tasse più oneste degli uomini

Lo studio, pubblicato sul Journal of Behavioral and Experimental Economics, rivela differenze di genere distinte

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La storia dell’evasione fiscale necessita urgentemente una revisione, anzi, un riordino, un ammodernamento. I dati pubblicati di recente sul Journal of Behavioral and Experimental Economics mostrano, infatti, l’emergere d’una differenza sostanziale tra donne e uomini al momento di effettuare scelte a favore o contro la tax compliance, ovvero, pro o avverso il pagamento delle tasse e delle imposte dovute. In breve, le donne esibiscono una maggiore inclinazione a versare il dovuto, mentre gli uomini emergono per essere decisamente più orientati nel dribblare il fisco, quasi fosse un tratto distintivo del contribuente-maschio.

I dati dello studio
In pratica, secondo la nuova ricerca, gli uomini avrebbero una probabilità maggiore, più alta, rispetto alle donne, di evadere le tasse dovute. Il nuovo studio, infatti, suggerisce in modo chiaro ed evidente che gli uomini tendono, soprattutto, a ricorrere a scorciatoie e a vie più complesse e intricate pur di ridurre l’ammontare della rispettiva base imponibile da sottoporre a tassazione, e tutto questo in palese e aperto contrasto con le colleghe-donne che, all’opposto, risultano in ogni caso più oneste.

Il contribuente-maschio, non soltanto prono a evadere
Tuttavia, i risultati mostrano anche che gli uomini potrebbero essere più disposti o inclini a versare la loro piena quota d’imposte qualora ricevessero informazioni ad hoc su dove andranno a finire i soldi o su come saranno spesi. Questo atteggiamento, o meglio, comportamento riscontrato soprattutto negli uomini pone in evidenza un fattore spesso dimenticato: l’evasione fiscale non risponde esclusivamente a finalità strategiche o di profitto, spesso infatti sono altri gli elementi, in particolare quelli psicologici, che incidono.
I dettagli dello studio
Gli autori e i ricercatori dello studio hanno intervistato circa 1.500 persone negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Svezia e in Italia, con l’obiettivo di valutare gli atteggiamenti e gli eventuali livelli di differenziazione riguardo al pagamento di tasse e imposte tra i contribuenti che rientrano nelle categorie dei lavoratori autonomi e dei professionisti, cioè coloro che non s’avvalgono alla fonte del sostituto d’imposta, ma che hanno quindi una gestione più libera nel compilar la propria dichiarazione dei redditi.

I risultati non sempre in linea
La ricerca ha rivelato prove convincenti in merito al fatto che la conformità fiscale è maggiore per le donne rispetto agli uomini. Quest’ultimi però, sembrano reagire in modo più sensibile e immediato agli incentivi legati al pagamento delle tasse, all’introduzione di nuovi stimoli e, più in generale, alle novità che si succedono. Le donne, invece, sono conformi anche quando non si aspettano nulla in cambio. Un dato questo che accomuna le donne di tutti i Paesi in cui questa particolare sperimentazione è stata condotta.

Un dato su cui riflettere
Gli autori dello studio, in maggioranza economisti ed esperti di finanza, considerano il dato finale estremamente significativo. In particolare, infatti, alla luce delle differenze emerse, è loro opinione che un ulteriore impulso in direzione d’una maggiore parità di retribuzione donne-uomini e l’introduzione di misure mirate a facilitare l’ingresso di più donne nel mercato del lavoro potrebbero davvero avere un impatto sostanziale sulla eventuale riduzione del gap fiscale, cioè del fenomeno dell’evasione.

Il metodo di studio applicato dai ricercatori
Nel dettaglio, i partecipanti alla ricerca hanno preso parte a veri e propri esperimenti di laboratorio e di gruppo, in cui hanno svolto un finto lavoro, che li autorizzava comunque a "guadagnare" una piccola somma di denaro. Inoltre, ciascuno dei soggetti selezionati, è stato informato che sarebbe stato tassato e che quindi sarebbe stato chiesto loro di dichiarare espressamente il loro reddito. I partecipanti sono stati inoltre preavvisati della probabilità che il 5 per cento di loro sarebbe stato controllato e che, se fossero stati scoperti ad evadere, avrebbero dovuto pagare una sanzione pari al doppio del valore di qualsiasi tassa fossero destinati a pagare ma avessero evaso.
Infine, diversi esperimenti sono stati condotti con aliquote e strutture fiscali diverse, mentre il gettito fiscale è stato diviso in parti uguali tra i partecipanti dopo ogni sessione.
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