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Dal mondo

Il Fisco nell’era del digitale:
Iota racconta le best practice

L’Organizzazione europea pubblica un report sul rapporto tra Amministrazioni tributarie e nuove tecnologie

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Benvenuti nell’era del Fisco digitale. Il report “Impact of digitalisation on the transformation of tax administration”, pubblicato da Iota, Intra-European Organisation of Tax Administrations, offre una panoramica delle best practice, delle criticità e delle opportunità per il futuro riguardanti l’uso delle nuove tecnologie. La pubblicazione è frutto del confronto che si è tenuto tra Amministrazioni fiscali europee, Organizzazioni internazionali e società di consulenze durante la ventiduesima Assemblea generale Iota (Bratislava, 25-27 giugno 2018).
  
I pionieri dei servizi digitali
L’Estonia si conferma uno dei Paesi più digitalizzati al mondo: il 96% della popolazione è utente abituale dei servizi offerti online non solo dal Fisco ma da tutta la Pubblica amministrazione.
In ambito più strettamente tributario, l’Agenzia delle Entrate britannica vanta una strategia di sviluppo digitale ormai ampia e consolidata. Dal 2013 è stata messa a punto la “Multichannel digital tax platform”, un’infrastruttura basata su tecnologia open source, con cui il Fisco di Sua Maestà mette a disposizione dei cittadini ben 146 servizi fiscali online. L’Amministrazione, inoltre, in collaborazione con 120 sviluppatori di software, sta realizzando una strategia Api (Interface application program) per migliorare l’usabilità dei servizi offerti.  
 
E-fattura e precompilata
Fatturazione elettronica e dichiarazione precompilata si confermano i servizi digitali di punta di molte Amministrazioni fiscali e non solo di quella italiana. L’Agenzia tributaria spagnola, ad esempio, ha lanciato dal luglio 2017 il sistema SII, Suministro inmediato de la informacion (invio immediato dell’informazione), che permette di mandare alle Entrate (entro quattro giorni) i dati relativi alle operazioni per le quali è stata rilasciata o ricevuta una fattura. Il servizio è stato introdotto con un duplice obiettivo: da una parte semplificare gli adempimenti a carico dei contribuenti; dall’altra consentire al Fisco di rafforzare i controlli sulle operazioni. Da ottobre 2017 è disponibile un assistente virtuale per aiutare i contribuenti nell’utilizzo del nuovo sistema: fino al 22 giugno 2018 i quesiti posti dagli utenti sono stati quasi 48mila.
Anche in America Latina la fatturazione elettronica è ampiamente diffusa: introdotta per la prima volta in Cile nel 2003 è stata poi adottata da numerosi Paesi limitrofi, come illustra nel report un rappresentante del Ciat (Inter-American centre for tax administrations).
Per quanto riguarda i servizi online, la pubblicazione Iota riporta anche le esperienze di Slovacchia e Portogallo: la prima ha introdotto la e-fattura nel 2004; il secondo, invece, ha reso obbligatoria da quest’anno per tutti i contribuenti la dichiarazione precompilata online.
 
Tra blockchain e chatbot
Il Fisco finlandese punta su intelligenza artificiale e sulle nuove frontiere del blockchain e degli smart contracts. Per le Entrate di Helsinki queste ultime due tecnologie potrebbero essere utilizzate insieme: in questo modo le transazioni che avvengono in questa sorta di registro virtuale rappresentato dal blockchain possono essere tassate in tempo reale e in modo automatico senza alcun aggravio per il contribuente.
L’Amministrazione finanziaria finlandese sta mettendo a punto anche una chatbot in collaborazione con il Dipartimento Immigrazione attraverso l’integrazione dei propri servizi: in pratica, quando un utente della chabot del Servizio immigrazione porrà delle domande di carattere fiscale sarà immediatamente reindirizzato verso la chatbot dell’Amministrazione tributaria che risponderà al quesito.
In Francia, invece, il Fisco d’Oltralpe punta da un paio di anni sui cosiddetti eventi “Hackathon” durante i quali sviluppatori informatici, esperti tributari, start up, eccetera, lavorano insieme sugli open data messi a disposizione dalla Pubblica Amministrazione per realizzare nuovi software e applicazioni.
La Russia ha presentato il sistema basato sulla tecnologia Rfid (Radio-frequency identification), introdotto come progetto pilota nell’agosto del 2016 per monitorare i movimenti di pellicce e altri prodotti di pelletteria attraverso un’etichettatura obbligatoria sui prodotti. La nuova procedura ha permesso di contrastare il mercato nero e, visto il successo ottenuto, il Governo di Mosca ha deciso di estenderla anche ad altri settori come quello farmaceutico, per combattere il commercio di medicinali contraffatti.
 
Il punto di vista " altro"
Nel report sono presenti anche le testimonianze di Organizzazioni internazionali e di esperti tributari, chiamati a condividere il loro punto di vista sulle sfide del Fisco digitale.
Il rappresentante dell’Accenture evidenzia come, in base ai dati raccolti dalle ricerche condotte dalla società di consulenza, i cittadini abbiano sempre più bisogno di servizi digitali e personalizzati.
L’Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), invece, mette in evidenza come le nuove tecnologie possano essere sfruttare per garantire servizi costruiti su misura in base alle diverse tipologie di contribuenti.
 
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