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Dal mondo

FMI: per il sud-est asiatico
il fisco è volano per la crescita

È una delle conclusioni di rilievo emersa al termine della conferenza che si è svolta in Indonesia

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L’Indonesia, e più precisamente Giacarta, il 12 luglio scorso è stata al centro di un convegno, patrocinato dal Fondo monetario internazionale, a cui ha partecipato lo stesso vice direttore generale sul tema della crescita economica in Asia.
Nel corso dell’incontro è stata sottolineata l’importanza di una collaborazione stretta tra lo Stato indonesiano e il Fondo monetario internazionale soprattutto nell’ambito di un tema sempre di attualità come quello della politica fiscale internazionale.
 


L’importanza dell’Indonesia
Perché l’Indonesia? Vista la portata del tema della conferenza è stato scelto lo Stato indonesiano in quanto è un Paese che ha un ruolo chiave e di influenza nell’ambito ASEAN, ovvero l’Associazione delle nazioni del sud est asiatico fondata nel 1967 con lo scopo principale di promuovere la cooperazione e l'assistenza reciproca fra gli Stati membri per accelerare il progresso economico e aumentare la stabilità della regione. L’incontro del 12 luglio costituisce, tra l’altro, una semplice tappa di un cammino verso l’incontro annuale del FMI 2018, che si terrà a Bali nel prossimo ottobre. Obiettivo del dibattito è proprio quello di sensibilizzare i Paesi dell'area ASEAN ad una migliore gestione internazionale delle entrate fiscali per favorire una maggiore e diffusa crescita economica.
 
Dalle prospettive economiche al ruolo del Fisco
L’approccio utilizzato, nel corso dell’incontro internazionale, prevede prima una descrizione della visione dell’FMI sulle prospettive economiche dell’area ASEAN, poi la politica fiscale nazionale ed infine si conclude con il tema della politica fiscale internazionale.  
Quanto alle prospettive economiche per l’ FMI la crescita economica dei Paesi coinvolti è tornata a crescere dopo circa  un decennio di andamento deludente.  Infatti, la prospettiva asiatica di crescita economica è attualmente quella con il più marcato trend positivo al mondo, tanto da costituire il più importante contributo alla crescita mondiale per diversi anni. Le ragioni di questo successo sono dovute al fatto che mentre da una parte lo stimolo delle politiche continua a sostenere la domanda interna in Cina e in Giappone, dall’altra, le politiche di investimenti in infrastrutture e servizi pubblici stanno sostenendo la crescita in sud-est asiatico. E tra queste l'economia indonesiana è stata uno dei punti di forza tra le grandi economie emergenti: la crescita è solida, l'inflazione gestibile e il deficit di parte corrente contenuto.
 
Aumento delle entrate e spesa pubblica catalizzatori per la crescita
Quanto all’esigenza di crescita economica, l'aumento delle entrate e della spesa pubblica costituiscono dei catalizzatori essenziali per la crescita stessa, soprattutto in un periodo storico nel quale le esigenze di risorse fiscali stanno aumentando, mentre rispetto ad altre regioni del mondo, le entrate fiscali sono relativamente basse in Asia. Ed il fatto che si tratti di una sorta di tradizione non può essere assunto a scusante per non sviluppare politiche fiscali più remunerative.
Ecco che allora, proprio gli aspetti internazionali della tassazione sono stati per molti anni al centro dei dibattiti nei consigli del FMI, con l’intento di mobilitare le entrate fiscali delle imprese in coerenza con il tema proposto dallo stesso Fondo per i Paesi dell’area ASEAN.

Gli effetti indesiderati dell’integrazione ASEAN
Dopo la costituzione della Comunità economica ASEAN, l'espansione dell'integrazione economica e degli investimenti transfrontalieri hanno prodotto effetti collaterali indesiderati tra cui, una pianificazione fiscale aggressiva rivolta alle aziende multinazionali e regionali che ha finito per coinvolgere gli stessi Paesi che si sono sfidati a colpi di esenzioni e incentivi fiscali. L'impatto negativo di queste politiche fiscali aggressive sulle imprese, sui Paesi e sulle regioni ha costituito per lungo tempo una costante preoccupazione per l’FMI.
 
Politiche fiscali aggressive e pianificazione fiscale
Proprio il susseguirsi di politiche fiscali aggressive, ad opera dei vari Paesi, ha portato a una crescente attenzione alla pianificazione fiscale e in tal senso nuove iniziative sono state intraprese per tutta risposta. Tra queste spicca l'adozione di uno scambio automatico di informazioni fiscali,  a livello internazionale, su iniziativa G20-OECD dello Base Erosion e Profit Shifting (BEPS), strumento importante ma che non affronta tutti i problemi fiscali internazionali, in particolare quelli che sono più rilevanti per i Paesi in via di sviluppo. Quali soluzioni più praticabili sono allo studio varie misure volte ad aiutare i paesi a sviluppare modi per contrastare lo spostamento artificiale dei profitti e dei beni verso aree a bassa tassazione.
 
Il ruolo della concorrenza fiscale
Sulle problematiche legate alla concorrenza fiscale è chiaro che si tratta di questioni che vanno oltre i confini nazionali ed è auspicabile che i governi lavorino insieme, anche su base regionale, per aumentare la cooperazione e per la  ricerca di soluzioni condivise.
Tuttavia, non ci si può aspettare che la fissazione del sistema fiscale internazionale e la limitazione della concorrenza fiscale siano sufficienti per soddisfare le ambiziose esigenze di maggior gettito soprattutto per i Paesi dell’area ASEAN. La vera sfida della tassazione delle società è in gran parte quella di preservare le entrate provenienti da attività transfrontaliere.
In questo contesto la mobilitazione delle entrate può fornire le risorse necessarie per far progredire le economie dell'Asia sud-orientale e contribuire a raggiungere importanti obiettivi di crescita, di resilienza e di cooperazione inclusiva. Tutti obiettivi che non possono passare in secondo piano quando si affrontano le questioni legate alla politica fiscale internazionale.
 
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