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Dal mondo

Francia: approda in Parlamento
la legge di stabilità 2014

Il documento, definito budget, è stato presentato nei giorni scorsi e molte sono le novità indicate in dettaglio

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Anche in Francia è tempo di finanziaria. Il progetto di legge, definita in francese "budget", all’esame del Parlamento prevede la riduzione del deficit di bilancio dall’attuale 4,1% del Pil al 3,6%, oltre la soglia del 3% che dovrebbe però essere raggiunta alla fine del 2015.
 
L’entità complessiva della manovra
Per conseguire l’obiettivo è stata messa a punto per l’anno prossimo una manovra da 18 miliardi di euro, l'80% dei quali destinato a provenire dai tagli alla spesa pubblica (15 miliardi in totale), la differenza arriverà dalle maggiori entrate, 2 dei quali da un rafforzamento della lotta all’evasione fiscale e per il resto da tasse aggiuntive e modifiche degli sgravi fiscali, che andranno ad aggiungersi ai 6 miliardi già programmati, derivanti dalla rimodulazione delle aliquote Iva.
Famiglie, imprese, lotta all’evasione e fiscalità locale sono al centro delle nuove misure del fisco francese.
 
Persone fisiche
Revisione degli scaglioni di reddito e maggiorazione della décote
Dopo due anni di “congelamento”, gli scaglioni di reddito previsti per il calcolo dell’imposta sul reddito (IR) saranno aggiornati in considerazione dell’aumento dell’indice dei prezzi al consumo escluso il tabacco (0,8% rispetto al 2012) secondo la seguente tabella:

 
Scaglioni di reddito attuali  Aliquota Scaglioni di reddito proposti
da 0 a 5.963€ 0% Da 0 a 6.088€
da 5.964€ a 11.896€ 5,50% da 6.011€ a 11.991€
da 11.897€ a 26.420€ 14% da 11.992€ a 26.631€
da 26.421€ a 70.830€ 30% da 26.332€ a 71.937€
da 70.831€a 150.000 € 41% da 71.938€ a 151.200€
oltre 150.000€ 41% oltre 151.200€
    Contemporaneamente all’indicizzazione degli scaglioni è prevista una maggiorazione della décote (abbattimento dell’imposta lorda) dagli attuali 480 euro a 508 euro. In particolare i contribuenti la cui imposta lorda è inferiore a un importo fisso stabilito annualmente beneficiano di una riduzione d’imposta pari alla differenza tra la metà di detto importo fisso e la metà dell’imposta lorda.  
Esempio
Imposta lorda 400 euro; décote: (508:2) – (400:2) = 54 euro; imposta lorda dopo la décote: 346 euro.


A partire da questo importo devono essere scomputati detrazioni per oneri, ritenute e crediti di imposta per determinare l’imposta netta. Il costo complessivo della misura è stimato in 893 milioni di euro a decorrere dal 2014.

 
Riduzione del limite massimo del vantaggio procurato dal quoziente familiare
I contribuenti il cui reddito eccede un dato ammontare possono ottenere un vantaggio di imposta dall’applicazione del meccanismo del quoziente familiare. Il vantaggio tuttavia non può superare un tetto massimo (plafond), fissato per ogni mezza parte o quota del foyer fiscal. Per evitare di favorire i redditi più alti e per rafforzare la progressività dell’imposizione è previsto l’abbassamento del vantaggio massimo da 2mila euro a 1.500 euro per ogni mezza parte accordata al foyer fiscal per carichi di famiglia e da 4.040 euro a 3.540 euro per i contribuenti con carichi di famiglia che vivono soli (celibi, divorziati). Il plafond specifico previsto per particolari tipologie di contribuenti (invalidi, vedovi con figli a carico e combattenti) non subirà modifiche.
Il maggior gettito derivante dall’applicazione del nuovo plafond ai redditi relativi al periodo di imposta 2013 è stimato in 1,03 miliardi di euro.
 
Modifiche al regime di tassazione delle plusvalenze immobiliari
In base all’attuale regime di tassazione, le plusvalenze derivanti dalla cessione di beni e diritti immobiliari (esclusi gli immobili adibiti ad abitazione principale) posseduti da meno di 30 anni di importo inferiore a 50mila euro sono assoggettate a tassazione separata applicando l’aliquota del 19% (alla quale si deve aggiungere il 15,5% a titolo di contributi); invece, le plusvalenze di importo superiore a 50.000 euro sono assoggettate ad imposizione progressiva (2% fino a 100mila euro; 3% per importi tra 100mila euro e 150mila euro, 4% per importi tra 150mila euro e 200mila euro, 5% per importi tra 200mila e 250mila euro, 6% per importi superiori a 260mila euro). Inoltre, è previsto un abbattimento progressivo della base imponibile in ragione del periodo di detenzione del bene (2% per ogni anno di detenzione del bene successivo al quinto e fino al diciassettesimo, 4% dal diciottesimo anno e fino al ventitreesimo, 8% dopo il ventiquattresimo) che porta all’esenzione totale della plusvalenza al trentesimo anno di detenzione. Poiché l’attuale regime non favorisce la vendita di beni immobili, ne viene proposta la modifica operando una distinzione tra plusvalenze da cessione di terreni edificabili e plusvalenze da cessione di immobili diversi da terreni edificabili e relativi diritti immobiliari.

Le plusvalenze da cessioni di terreni edificabili...
In particolare, alle plusvalenze derivanti da cessioni di terreni edificabili intervenute fino al 31 dicembre 2013 continuerà ad essere applicato l’attuale regime mentre per le plusvalenze realizzate a decorrere dal 1° gennaio 2014, anche a seguito di cessioni risultanti da un compromesso di vendita registrato prima del 31 dicembre 2013, è proposta la soppressione dell’abbattimento in funzione del periodo di detenzione.

... e da cessioni di immobili diversi dai terreni edificabili
Invece, con riferimento alle plusvalenze derivanti dalla cessione di immobili diversi dai terreni edificabili intervenute a decorrere dal 1° settembre 2013, sono previste - ai fini dell’esenzione dall’imposta sui redditi e dell’esonero contributivo - differenti modalità di calcolo dell’abbattimento.
L’esenzione totale ai fini dell’IR sarà acquisita dopo 22 anni di detenzione mediante applicazione di un abbattimento della base imponibile in misura pari al 6% per ogni anno di detenzione del bene successivo al quinto e del 4% per il ventiduesimo anno. L’esonero totale a fini contributivi sarà acquisito sempre dopo 30 anni di detenzione, ma mediante l’applicazione di un abbattimento della base imponibile in misure percentuali differenti: 1,65% per ogni anno di detenzione del bene successivo al quinto e fino al ventunesimo, 1,60% per il ventiduesimo anno e 9% per ogni anno successivo.
Per ridinamizzare nell’immediato il mercato immobiliare, è previsto che per le cessioni intervenute tra il 1° settembre 2013 e il 31 agosto 2014 si applichi un abbattimento della base imponibile in misura pari al 25%, sia ai fini fiscali che contributivi.
La misura ha un costo stimato in 260 milioni di euro nel 2013, 475 milioni di euro nel 2014 e 75 milioni di euro dal 2015.
 
Modifiche al regime di tassazione delle plusvalenze mobiliari
Le plusvalenze realizzate a seguito di cessioni di valori mobiliari e diritti societari sono assoggettate a tassazione progressiva previo abbattimento della base imponibile in funzione del periodo di detenzione (5% per ogni anno dal secondo al quarto anno, 10% per ogni anno compreso tra il quarto e il settimo, aumentato di 5 punti percentuali per ogni anno di detenzione superiore al sesto, per arrivare all’esenzione totale dopo il dodicesimo anno di detenzione).
Per le plusvalenze realizzate a decorrere dal 1° settembre 2013, è proposta l’applicazione di un abbattimento pari al 50% per ogni anno di detenzione a partire dal secondo e fino al settimo e pari al 65% a partire dall’ottavo anno di detenzione. Nelle ipotesi in cui le plusvalenze derivino da cessioni effettuate nell’ambito della famiglia ovvero dalla cessione di titoli di PMI create da meno di 10 anni o di giovani imprese innovative, è prevista una maggiorazione dell’abbattimento (50% a partire dal primo anno di detenzione e fino al quarto, 65% fino al settimo e 85% a partire dall’ottavo). Ad eccezione degli altri regimi derogatori per i quali le modifiche si applicheranno alle plusvalenze realizzate a decorrere dal 1° gennaio 2014, le plusvalenze realizzate dal 1° gennaio 2013 a seguito della cessione di titoli dei dirigenti a riposo di PMI, attualmente esenti se i titoli sono detenuti da più di otto anni, saranno assoggettate a tassazione e beneficeranno dell’abbattimento maggiorato oltre ad un abbattimento in misura fissa, pari a 500.000 euro.
Il costo complessivo della misura si attesta sui 350 milioni di euro nel 2014, 300 milioni di euro nel 2015 e 340 milioni di euro dal 2016. 
 
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