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Dal mondo

Francia: approda in Parlamento
la legge di stabilità 2014 (2)

Il documento, definito budget, è stato presentato nei giorni scorsi e molte sono le novità per il prossimo anno

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Anche in Francia è tempo di legge di stabilità. Il progetto di legge, definito budget, all’esame del Parlamento prevede la riduzione del deficit di bilancio dall’attuale 4,1% del Pil al 3,6%, oltre la soglia del 3% che dovrebbe però essere raggiunta alla fine del 2015.
 
I provvedimenti adottati e le finalità
Tra i provvedimenti che trovano spazio nella legge di stabilità alcune misure sono dedicate al risparmio energetico con alcune modifiche alla attuale legislazione per una opportuna semplificazione e un maggiore coordinamento delle agevolazioni. Interventi di modifica sono poi previsti in tema di successioni, imposte indirette (aliquota Iva sui biglietti di ingresso al cinema), imposta sulle società, sulle retribuzioni elevate dei dirigenti e manager di imprese private, l’introduzione dell’ammortamento accelerato per i robot industriali, la proroga del regime agevolativo a favore delle “giovani imprese innovative”.
 
Interventi per il risparmio energetico
Nell’ambito del “piano casa” e in linea con la pianificazione dell’economia e della politica ambientale (legge-quadro “Grenelle”), il Governo ha posto l’obiettivo di rinnovare 500mila abitazioni ogni anno entro il 2017 per contribuire al miglioramento energetico dell’habitat. Attualmente esistono due agevolazioni volte ad incoraggiare il miglioramento dell’efficienza energetica delle abitazioni:
  • il credito d'imposta per "lo sviluppo sostenibile" (CIDD), introdotto nel 2005, che consente di detrarre dalle imposte una percentuale dei costi sostenuti per impianti e materiali acquistati per migliorare l'efficienza energetica della prima casa (variabile fra il 15% e il 45%, a seconda degli impianti acquistati e della tipologia dell’intervento);
  • l’eco-prestito a tasso zero (éco-PTZ), introdotto nel 2009, che permette di finanziare per importi fino a 30.000 euro sia i lavori destinati a garantire una performance energetica minima delle unità immobiliari già esistenti adibite ad abitazione principale, sia un insieme di lavori omogenei destinati al miglioramento della prestazione termica delle abitazioni, compresi i condomini e gli alloggi in affitti. 
Semplificazione e non soltanto del quadro di agevolazioni fiscali
Le modifiche proposte mirano ad una semplificazione e ad un coordinamento tra le due agevolazioni. In particolare, il CIDD spetterà in misura pari al 15% dei costi sostenuti per l’esecuzione di singoli lavori, maggiorato al 25% se i costi sono sostenuti nell’ambito di un più ampio progetto di miglioramento della performance energetica. In quest’ultimo caso i costi devono essere sostenuti per la realizzazione di almeno due delle seguenti tipologie di lavori: isolamento termico e installazione di impianti che utilizzano una fonte di energia rinnovabile per i quali il contribuente non beneficia già di un’agevolazione. Sono quindi esclusi i costi sostenuti per l’installazione di impianti fotovoltaici, degli impianti per la regolazione del riscaldamento e di quelli per la raccolta e il trattamento delle acque piovane. L’agevolazione non spetterà ai proprietari di appartamenti concessi in locazione, atteso che i costi sostenuti per interventi volti al risparmio energetico sono ricompresi tra le spese per migliorie, manutenzione o riparazione dell’immobile deducibili dal reddito fondiario. Quanto all’éco-PTZ, al fine di incentivare i lavori di manutenzione straordinaria nei condomini e nelle comproprietà, il termine massimo per la realizzazione degli interventi per il risparmio energetico, attualmente previsto in due anni, viene spostato a tre anni. Infine, poiché il CIDD è applicato fino al 31 dicembre 2015, è proposta la proroga dell’eco-PTZ (in vigore fino al 31 dicembre 2013) alla medesima data. La misura non comporta oneri per bilancio statale.
 
Modifiche in materia di imposta sulle successioni
L’acquisto della proprietà di beni immobili a titolo di successione è particolarmente difficile, soprattutto nel caso di beni indivisi, in talune zone del territorio francese (Corsica, Dipartimenti Oltre Mare) in cui la delimitazione catastale è inesistente o incerta. Anche se la ricostituzione della proprietà è una questione prettamente civilistica, il Governo ritiene che l’introduzione di alcune misure di carattere fiscale possa contribuire ad una risoluzione della problematica in materia. Pertanto, per le successioni aperte a decorrere dalla data di pubblicazione della legge finanziaria, è previsto:
  • un termine di 24 mesi per la presentazione delle dichiarazioni di successione in cui sono ricompresi immobili o diritti immobiliari di cui non è certa la proprietà, in modo da consentire agli eredi di esperire tutte le procedure necessarie alla ricostituzione del titolo;
  • l’introduzione di una deduzione dall’attivo ereditario, nel limite del valore dei beni immobili interessati dalla successione, per le spese afferenti alla ricostituzione del titolo sostenute dagli eredi;
  • l’esenzione totale dall’imposta sulle successioni per gli immobili non edificati indivisi ovvero dei diritti immobiliari relativi ad una particella di valore inferiore a 5.000 euro la cui proprietà è incerta, a condizione che ne sia ricostituita la proprietà.
 
Modifiche dell’aliquota Iva sui biglietti di ingresso ai cinema
Per allineare la fiscalità degli spettacoli cinematografici a quella sugli spettacoli dal vivo (rappresentazioni teatrali e concerti), è prevista l’applicazione dell’aliquota Iva ridotta (5% dal 1° gennaio 2014) anche sui biglietti di ingresso alle sale cinematografiche.
Con questa modifica le minori entrate sono stimate in 60 milioni di euro.
 
Imprese
Modifiche in materia di imposta sulle società
Le imprese assoggettate all’imposta sulle società che realizzano un volume d’affari annuo superiore a 250 milioni di euro devono versare un contributo straordinario in misura pari al 5% dell’IS dovuta in relazione agli esercizi chiusi a decorrere dal 31 dicembre 2011 e comunque fino al 30 dicembre 2015, indipendentemente dalla durata dell’esercizio sociale. Con riferimento agli esercizi sociali chiusi a decorrere dal 31 dicembre 2013, il Governo propone di elevare l’aliquota del contributo straordinario al 10,7%.
Le maggiori entrate derivanti dalla misura non sono quantificate.
 
Il contributo straordinario sulle retribuzioni elevate
Il Governo propone di richiedere uno sforzo di solidarietà alle imprese mediante l’assoggettamento ad un prelievo eccezionale dei compensi elevati corrisposti o spettanti a qualunque titolo (stipendi, gettoni di presenza, premi di produzione, partecipazioni, stock option, ecc.) ai propri dipendenti e dirigenti nel 2013 e nel 2014. Il contributo straordinario sarà pari al 50% della frazione di compenso lordo che eccede un milione di euro, ma non potrà superare il 5% del volume d’affari dichiarato dall’impresa per il 2013 e per il 2014.
470 imprese per compensi attribuiti a circa 1.000 dirigenti e dipendenti sono interessate che si tradurrebbe in maggiori entrate per 260 milioni di euro nel 2014 e per 160 milioni di euro nel 2015.
 
L’ammortamento accelerato per i robot industriali
Per favorire il rilancio economico attraverso il miglioramento del processo produttivo e l’utilizzo di tecnologie del futuro, alle piccole e medie imprese che tra il primo ottobre 2013 e il 31 dicembre 2015 effettuano investimenti nel campo della robotica per la produzione industriale, così come definita dalla norma EN ISO 8373, è concessa la possibilità di ammortizzare le immobilizzazioni in un periodo di 24 mesi.
La misura sarebbe applicata nei limiti degli aiuti c.d. “de minimis”. 
 
La proroga del regime agevolativo per le “giovani imprese innovative”
Il regime “giovane impresa innovativa” (Jeune Entreprise Innovante - JEI), introdotto dalla legge finanziaria 2004, prevede che le piccole e medie imprese esistenti da meno di otto anni alla data del 1° gennaio 2004 o create tra il primo gennaio 2004 e il 31 dicembre 2013 - se sostengono spese di ricerca che rappresentano almeno il 15% dei costi totali dell’esercizio - possono beneficiare, nei limiti degli aiuti c.d. “de minimis”, delle seguenti agevolazioni fiscali e contributive:
  • non imponibilità dei ricavi realizzati nel primo esercizio a partire da quello in cui l’impresa assume la qualifica di JEI e imponibilità parziale, nella misura del 50%, nell’esercizio successivo;
  • esenzione dal pagamento dell’imposta forfettaria annuale (IFA) per tutto il periodo in cui l’impresa è una JEI;
  • esenzione dal pagamento delle imposte locali (imposta fondiaria sulle proprietà edificate-TFPB e contribuzione fondiaria a carico delle imprese-CFE), su delibera degli enti locali, per i primi sette anni in cui l’impresa assume la qualifica di JEI;
  • esonero totale dal versamento dei contributi dovuti dal datore di lavoro sulle retribuzioni pagate al personale addetto ai  progetti di ricerca e sviluppo per i primi tre anni ed esonero in misura digressiva fino al settimo anno successivo a quello in cui l’impresa assume al qualifica di JEI.
Il Governo intende prorogare la vigenza del regime agevolativo a favore delle imprese create fino al 31 dicembre 2016 e prevedere l’applicazione dell’esonero contributivo totale per i primi sette anni in cui l’impresa assume la qualifica di JEI. Inoltre, in conformità alla previsione, introdotta a decorrere dal primo gennaio 2013, secondo cui sono ammissibili al credito di imposta per la ricerca i costi riferiti all’attività di innovazione, viene proposta l’estensione dell’esonero contributivo anche ai contributi dovuti dal datore di lavoro sulle retribuzioni corrisposte al personale impiegato nell’attività di innovazione, per la realizzazione di prototipi o di installazioni pilota per mettere a punto nuovi prodotti. 
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