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La Francia dice stop all’avoir fiscal e al précompte

L'articolo 93 della Loi de Finance 2004 ha eliminato il credito d'imposta sui dividendi distribuiti e la relativa imposta di conguaglio

Il provvedimento trova applicazione nei riguardi di persone giuridiche assoggettate a imposizione societaria, enti previdenziali, associazioni e fondazioni di pubblica utilità, società con regime fiscale delle società di persone, organismi di investimento collettivo. A decorrere dal 1° gennaio 2006 l’avoir fiscal non sarà più utilizzabile, il précompte definitivamente eliminato e il prelievo del 25 per cento non sarà più applicabile ai dividendi distribuiti da tale data.
Sino al 31 dicembre 2004 per poter beneficiare del credito d’imposta era necessario che fossero soddisfatte le seguenti condizioni (articoli 158 bis, 158 ter e 209 bis del Code General des Impôts, CGI): residenza della società distributrice dei dividendi in Francia e assoggettamento a imposizione societaria; distribuzione periodica dei dividendi in natura o in denaro; approvazione dei dividendi da parte dell'assemblea degli azionisti; inclusione dei dividendi (al lordo dell’avoir fiscal) nel reddito degli azionisti residenti in Francia.
Per assicurare l’applicazione dell’avoir fiscal soltanto ai redditi assoggettati ad aliquota ordinaria sui redditi d’impresa in passato era previsto il pagamento di una imposta di conguaglio (précompte) sul 50 per cento dei dividendi distribuiti al ricorrere dei seguenti casi (articolo 223 sexies CGI): i dividendi distribuiti non sono stati assoggettati a imposta con aliquota ordinaria; i dividendi distribuiti sono stati prodotti più di cinque anni prima della loro distribuzione.
Le Linee guida dell’Amministrazione finanziaria
Secondo quanto indicato dall’Amministrazione finanziaria francese (Direction Général des Impôts, DGI) nelle Linee guida (4 J-2-05) emanate il 28 aprile 2005 a decorrere dal 1° gennaio 2005 le società non possono più beneficiare del credito di imposta. Per le società con esercizio coincidente con l’anno solare il provvedimento riguarda i dividendi incassati dal 1° gennaio 2004. Il provvedimento trova applicazione nei riguardi dei seguenti soggetti: persone giuridiche assoggettate a imposizione societaria; enti previdenziali, associazioni e fondazioni di pubblica utilità; società con regime fiscale delle società di persone; organismi di investimento collettivo.
Le conseguenze sul piano pratico
A seguito dell'eliminazione dell’avoir fiscal alle società controllanti è comunque riconosciuta la possibilità di beneficiare di un credito d'imposta al 50 per cento sul pagamento dell’imposta di conguaglio per le distribuzioni di dividendi derivanti dalla vendita di partecipazioni esenti. Le società non residenti possono altresì beneficiare del credito d’imposta del 50 per cento soltanto se detengono una partecipazione di controllo nella società francese superiore al 5 per cento, rispettano le condizioni indicate al comma 1 dell'articolo 145 del CGI relative alla detenzione della partecipazione di controllo, distribuiscono i dividendi derivanti dalla vendita delle partecipazioni.
Le Convenzioni contro la doppia imposizione
Con riferimento alle Convenzioni contro la doppia imposizione che contemplano la possibilità di trasferire il credito d’imposta, è stabilito che, a seguito della distribuzione di dividendi da una società residente in Francia a una società non residente, sia riconosciuto da parte dell’Amministrazione finanziaria il pagamento di un importo pari al suddetto credito d’imposta. Particolari condizioni sono poste per le società controllanti italiane. In particolare secondo quanto indicato dall’articolo 10 della Convenzione Italia-Francia una società residente in Italia che ha detenuto o detiene, per un periodo minimo di 12 mesi antecedenti alla distribuzione dei dividendi, una partecipazione di almeno il 10 per cento nella società francese ha diritto al pagamento di un importo pari alla metà del credito d’imposta maturato al netto della ritenuta alla fonte del 5 per cento. Le società italiane che non rispettano tali condizioni sono escluse dal rimborso della metà del credito d’imposta ma potranno richiedere a titolo di rivalsa l’esonero dal pagamento della ritenuta alla fonte sui dividendi ricevuti ai sensi dell'articolo 119 del CGI.
I fondi pensione
I fondi pensione di Austria, Stati Uniti, Giappone, Olanda e Gran Bretagna non possono più richiedere il trasferimento parziale o totale del credito d’imposta per i dividendi ricevuti nel corso del 2004.
I dividendi di persone fisiche non residenti
Per ciò che concerne i dividendi percepiti da persone fisiche non residenti (il cui trattamento è assimilato a quello delle persone fisiche residenti) è previsto che tali soggetti possano avvalersi di un credito d'imposta del 10 per cento sui dividendi distribuiti nel 2004. Come già accennato, dal 1° gennaio 2005 è stata soppressa anche l’imposta sul conguaglio. L’entrata in vigore di tale misura è indipendente dalla data di chiusura dell’esercizio della società o dalla data della decisione relativa alla distribuzione dei dividendi.

Fonte: Direction Général des Impôts

La Loi de finance 2004 e il prelievo del 25 per cento
A fronte di ciò l’articolo 95 della Loi de finance 2004 ha introdotto un prelievo del 25 per cento sull’ammontare netto delle distribuzioni dei dividendi effettuate soltanto con riferimento al 2005. Non è tuttavia possibile applicare tale prelevamento ai dividendi distribuiti da società immobiliari di investimento e società immobiliari di gestione, società d’investimento, società immobiliari di investimento per il commercio e l’industria, società per il finanziamento del settore delle telecomunicazioni, società di investimento nel capitale di rischio, società holding di gestione di partecipazioni straniere. Il prelievo del 25 per cento potrà essere parzialmente recuperato in quanto per 1/3 del suo ammontare la società matura un credito verso l’Erario, imputabile per i tre esercizi seguenti al verificarsi della distribuzione. A decorrere dal 1° gennaio 2006 l’avoir fiscal non sarà più utilizzabile, il précompte definitivamente eliminato e il prelievo del 25 per cento non sarà più applicabile ai dividendi distribuiti da tale data.
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