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Dal mondo

Francia: grazie ai whistleblower
100 milioni di euro all’Erario

È il bilancio dei primi due anni dall’introduzione delle nuove regole nate per incentivare chi denuncia al Fisco possibili frodi

whistleblowing

A partire dal 2017, le autorità fiscali francesi possono ricompensare gli informatori che rivelano piani di frode fiscale di cui sono a conoscenza, con il riconoscimento di un premio fino a un milione di euro calcolato in base ai rischi assunti e al valore della frode denunciata. La misura, inizialmente concepita in maniera sperimentale per un periodo di due anni, è stata prorogata nel 2018 e ad oggi ha già consentito al Fisco francese di riportare nelle casse dello Stato quasi 100 milioni di euro.
Il punto sui risultati del nuovo strumento è contenuto nel rapporto sui whistleblower del fisco (in francese chiamati aviseurs fiscaux) presentato recentemente al Parlamento dalla Commissione delle finanze, dell’economia e del controllo di bilancio francese. Il report ha evidenziato i buoni risultati raggiunti dopo soli due anni dall’introduzione del sistema di remunerazione previsto per chi fornisce informazioni utili al disvelamento di pratiche tributarie fraudolente. In particolare, i whistleblower finora premiati dal Fisco francese sono stati solo due, ma gli importi recuperati sono degni di nota. Infatti, grazie alle notizie raccolte tramite questi due informatori, sono venuti alla luce due consistenti frodi che hanno permesso di recuperare 96,8 milioni di euro.

I numeri delle segnalazioni
Nel rapporto della Commissione emergono alcuni dati: dall’inizio del 2017 al 1° marzo 2019, gli informatori hanno presentato 92 segnalazioni di frodi, di cui 27 nel 2017 e 56 nel 2018. Questo aumento va considerato alla luce del fatto che la misura è stata pienamente attuata al momento della firma dei regolamenti di attuazione, cioè dalla fine di aprile 2017. Nel 2019, però, il numero di segnalazioni sembra mantenersi in crescita, con 9 segnalazioni inviate nei soli primi due mesi dell’anno. Dei 92 input ricevuti complessivamente dai funzionari tributari, poco meno della metà (42 segnalazioni) aveva i presupposti per l’avvio di un vero e proprio controllo.
Al momento molte investigazioni sono ancora in corso, mentre due casi si sono già conclusi con un risarcimento dell’informatore che ha innescato il controllo. Bassa la numerosità, ma altissimo il recupero: il primo caso investigato ha consentito infatti di portare alla luce una frode fiscale da complessivi 96 milioni di euro, il secondo da 800mila euro, per un totale, quindi di 96,8 milioni di euro incassati dall’erario. In cambio, i due informatori hanno diritto a un premio che, al netto delle tasse, può arrivare fino a 1 milione di euro, la soglia massima fissata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Criteri per la segnalazione delle informazioni da parte dei aviseurs fiscaux
Il rapporto contiene anche un vademecum con l’indicazione dei criteri con cui gli informatori possono fornire i dati alle autorità fiscali. Le informazioni fornite devono essere “spontanee e non anonime”: gli informatori possono indicare le loro generalità, anche se l’Amministrazione fiscale ha ricordato alla Commissione parlamentare che non sollecita alcun informatore. Inoltre, le informazioni devono riportare “fatti gravi e accuratamente descritti che sono a conoscenza dell’informatore” e devono essere sufficienti a dare inizio a un’indagine che consenta di verificare la veridicità dei fatti contestati, con l’obiettivo di identificare la frode. La Direzione nazionale dei controlli fiscali francese deve, poi, esaminare “l'interesse tributario per lo Stato delle informazioni comunicate” e il “ruolo preciso del consulente” e dovrà conservare in modo confidenziale i documenti che consentono di “stabilire l’identità del consulente, la data, l’importo e le modalità di pagamento” della ricompensa in modo da preservare il suo anonimato.

Le 6 raccomandazioni della Commissione
La Commissione delle finanze, dell’economia e del controllo di bilancio ha proposto infine alcune raccomandazioni per migliorare l’efficacia del sistema degli informatori fiscali. La prima riguarda l’estensione del sistema anche ai casi di frode dell’Iva; la seconda intende eliminare la soglia massima fissata per l’indennità da assicurare degli informatori; la terza prevede ulteriori misure per garantire la loro riservatezza; la quarta si incentra su una migliore protezione; la quinta mira a favorire la cooperazione tra l’ufficio investigativo della Direzione nazionale dei controlli fiscali e il nuovo ufficio investigativo per le inchieste sul sistema giudiziario e finanziario.

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