Articolo pubblicato su FiscoOggi (https://fiscooggi.it/)

Dal mondo

Francia: obiettivo primariola riduzione del deficit

Varata dal Consiglio dei ministri la più drastica manovra di riduzione della spesa pubblica del dopoguerra

Thumbnail

Il percorso di risanamento, contenuto nella manovra approvata il 22 giugno, mira a economizzare 100 miliardi di euro entro il 2013 metà dei quali ottenuti da un aumento previsto delle entrate mentre l'altra metà operando veri e propri tagli alla spesa. In dettaglio ecco i punti essenziali della più drastica manovra di riduzione della spesa pubblica varata dal dopoguerra a oggi.

Manovra da 100 miliardi in quattro anni
L'obiettivo del Governo è ridurre il rapporto deficit - Pil dall'attuale 8,2% al 3% entro il 2013 e di mettere a regime entro il 2020 un risparmio annuo pari all'1,9%. Una riduzione del disavanzo di oltre cinque punti di Pil che porterà nelle casse dello Stato 100 milioni di euro, di cui 35 derivanti da un previsto aumento del gettito sull'onda di una maggiore crescita economica, almeno nelle attese, 15 miliardi dal progressivo smantellamento dei piani di rilancio indotti dalla crisi, 5 miliardi da uno sfoltimento significativo delle "nicchie fiscali" e 45 miliardi dalla riduzione dei costi.  Il giro di vite coinvolgerà innanzitutto le spese correnti della Pubblica Amministrazione, bloccate in valore assoluto al livello attuale fino alla fine del 2012, eccezion fatta per gli interessi sul debito e la spesa pensionistica. Ciò significa una riduzione nel triennio del 10% delle spese di funzionamento per un risparmio annuo di 800-900 milioni di euro.
Il primo passo sarà un blocco parziale del turnover nel pubblico impiego con il mantenimento della formula "uno su due": ogni due dipendenti pubblici che andranno in pensione soltanto uno sarà sostituito. Con i nuovi provvedimenti l'obiettivo è 34mila dipendenti pubblici in meno all'anno per un taglio complessivo di 100mila posti.

I tagli alla spesa sociale
I tagli toccheranno anche la spesa sociale: assegni familiari, per la casa e altri sussidi, in testa i sussidi statali destinati ai più svantaggiati. Anche la spesa sanitaria da qui al 2013 dovrà contenere gli aumenti entro il 2,9%. Preoccupante il deficit del settore pensionistico stimato nel 2020 a 18,8 miliardi di euro. La riforma delle pensioni prevede, perciò, l'aumento dell'età minima pensionabile da 60 a 62 anni che sarà introdotto gradualmente entro il 2018 con scaglioni di quattro mesi ogni anno a partire dal 1° luglio 2011. Per avere la pensione piena nel 2020 serviranno 41 anni e mezzo, anziché 40 anni, di contribuzione. Entro dieci anni dovranno adeguarsi al settore privato anche i dipendenti pubblici, ma resterà invariato il metodo di calcolo, nettamente più favorevole (la retribuzione di partenza è calcolata sulla base dell'indice corrispondente agli ultimi sei mesi di retribuzione). Le imprese dovranno rinunciare a 2 miliardi di euro di sgravi contributivi destinati a finanziare il nuovo sistema pensionistico.

Le novità fiscali della manovra
L'aliquota massima dell'imposta sui redditi è stata già portata al 41% (contro l'attuale 40%): le entrate derivanti dall'addizionale dell'1% saranno destinate a finanziarie il settore pensionistico a titolo di "contributo di solidarietà per la vecchiaia", per un importo stimato in 2,7 miliardi di euro nel 2011. Ugualmente destinate al finanziamento delle pensioni le entrate derivanti dall'aumento del prelievo sulle stock-options (70 milioni di euro stimati nel 2011).
Nel mirino le agevolazioni fiscali
8,5 miliardi di euro in meno di due anni proverranno da tagli generalizzati alle "nicchie fiscali", cioè alle 500 tra agevolazioni, esenzioni e detrazioni previste a vario titolo (dall'abbattimento dell'imposta sul patrimonio per chi investe in PMI al credito d'imposta sulla ricerca) che ogni anno costano all'erario francese 75 miliardi di euro. 

Dividendi e soppressione del credito d'imposta
Ulteriori entrate sono previste dalla soppressione del credito d'imposta sui dividendi (645 milioni di euro previsti nel 2011), dall'aumento di un punto percentuale del prelievo forfetario sui redditi di capitale e sul patrimonio (entrate previste 265 milioni di euro) mentre le plusvalenze che derivano dalla cessione di azioni e di obbligazioni saranno assoggettate all'imposta sui redditi indipendentemente dall'importo realizzato (entrate previste 180 milioni di euro).
Un gettito stimato in centinaia di milioni di euro proverrà da una nuova tassa a carico delle banche, determinata sul bilancio delle stesse. Oltre a portare nuove entrate, questa nuova imposta è finalizzata a rafforzare la stabilità del sistema finanziario riducendo i rischi cui gli istituti bancari espongono il sistema stesso e l'economia in generale. I dettagli verranno precisati nella legge finanziaria per il 2011 che sarà presentata a fine settembre.
 

URL: https://www.fiscooggi.it/rubrica/dal-mondo/articolo/francia-obiettivo-primariola-riduzione-del-deficit