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Dal mondo

Francia, in Parlamento il progetto di legge finanziaria rettificativa

Presentato di recente, prevede una manovra correttiva di bilancio di 35 miliardi di euro per il rilancio economico

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Approda in Parlamento il progetto di legge finanziaria rettificativa per il 2010 presentato lo scorso 20 gennaio dai ministri finanziari Eric Woerth e Christine Lagarde. Nel progetto di legge è prevista una manovra correttiva di bilancio di 35 miliardi di euro destinati al piano di rilancio economico mediante interventi a favore degli "investimenti del futuro", nonché alcune misure dirette al sostegno dei risparmiatori e all'emersione del lavoro nero.

Manovra correttiva
Per rilanciare l'economia in seguito alla crisi economica mondiale, il progetto di legge rettificativa ha individuato un numero ristretto di priorità strategiche a cui destinare 35 milioni di euro che vengono così ripartiti:

  • 19 miliardi di euro per l'insegnamento superiore, la formazione universitaria e la ricerca;
  • 6,5 miliardi di euro per le Pmi innovative e per la filiera industriale, in particolare il settore aeronautico e spaziale e della costruzione di veicoli a basso impatto ambientale;
  • 5 miliardi di euro per lo sviluppo sostenibile e la lotta al riscaldamento climatico, in particolare la ricerca e lo sviluppo di tecnologie industriali senza carbonio;
  • 4,5 miliardi di euro per la tecnologia digitale, in particolare gli investimenti destinati allo sviluppo sul territorio di reti superveloci.

La tassazione dei bonus dei trader
Le note vicende legate alle attività di trading che hanno concorso alla crisi del mercato finanziario e creato notevoli difficoltà di accesso al credito, soprattutto alle imprese, hanno indotto il governo a rinforzare le garanzie offerte ai risparmiatori e a fissare delle regole sugli usi consolidati concernenti la corresponsione di retribuzioni "esorbitanti" ai professionisti dei mercati finanziari mediante l'introduzione di un sistema di tassazione straordinaria dei bonus attribuiti ai manager e ai broker la cui attività è suscettibile di avere un'incidenza significativa sull'esposizione al rischio degli istituti di credito e delle imprese di investimento.
Per evitare che il sistema di remunerazione in uso incoraggi l'assunzione di rischi eccessivi, l'articolo 1 del disegno di legge introduce, soltanto per il  2010, un'imposta con aliquota pari al 50% che sarà applicata ai premi in denaro o in azioni (comprese le azioni gratuite, le stock option e qualsiasi altro titolo concesso a condizioni di preferenza, anche se attribuiti da una società "madre" o "figlia") di importo o di valore superiore a 27.500 euro lordi versati nel 2010 e relativi all'esercizio 2009, corrisposti da istituti di credito e di investimento che scontano in Francia l'imposta sulle società, comprese le succursali di banche estere.
Per i bonus corrisposti prima dell'entrata in vigore della legge l'imposta è esigibile un mese dopo tale data, per i bonus corrisposti dopo l'entrata in vigore della legge l'imposta è esigibile il primo giorno del mese successivo alla delibera che ne stabilisce la corresponsione. Il gettito stimato della "maxi-tassa" è di 362 milioni di euro. Inizialmente il disegno di legge aveva previsto che 270 milioni di euro sarebbero confluiti nel fondo di garanzia dei depositi dei piccoli risparmiatori, ma un emendamento approvato recentemente ha disposto che l'intero importo sarà incamerato dallo Stato e destinato alle Pmi sotto forma di prestiti e garanzie bancarie gestiti da OSEO, la banca pubblica che si occupa del sostegno delle PMI e dell'innovazione.  

Esonero contributivo a favore dei datori di lavoro del settore agricolo
La proposta normativa punta a diminuire le distorsioni della concorrenza provocate dall'impiego irregolare di lavoratori dipendenti nel settore agricolo, in particolare nelle attività stagionali, mediante la riduzione del costo del lavoro.
L'articolo 8 prevede, infatti, a favore dei datori di lavoro che impiegano lavoratori occasionali (assunti con contratto di lavoro a tempo determinato) e disoccupati (iscritti almeno da 4 mesi nelle liste di collocamento istituite per le differenti filiere agricole), l'esonero totale dal versamento dei contributi previdenziali e assistenziali dovuti in ottemperanza a disposizioni di legge (malattia, vecchiaia, prestazioni per la famiglia, incidenti sul lavoro e malattie professionali, medicina del lavoro), nonché l'esonero parziale dal versamento dei contributi non obbligatori per legge (in quanto restano dovuti il contributo per la disoccupazione e quello per l'assicurazione contro il rischio di mancato pagamento del salario, il contributo al fondo nazionale per l'aiuto all'alloggio e il contributo di solidarietà e autonomia).
La misura dell'esonero è determinata applicando un'aliquota digressiva lineare, stabilita con successivo decreto ministeriale, in modo che l'esonero dal versamento contributivo è totale per le remunerazioni mensili inferiori o uguali a 2,5 volte lo Smic (salaire minimum de croissance, nel 2010 pari a 1.343,77 euro lordi mensili ovvero 8,86 euro lordi orari), digressivo per le remunerazioni comprese tra 2,5 e 3 volte lo Smic e nullo per le remunerazioni pari o superiori 3 volte lo Smic.
Inoltre, i datori di lavoro non saranno più tenuti ad allegare alla richiesta di esonero contributivo la dichiarazione Iva, attualmente prevista per ottenere agevolazioni contributive in funzione del volume d'affari prodotto con riguardo alla specializzazione nelle differenti produzioni agricole.

Il divieto di cumulo
La norma dispone il divieto di cumulo dell'agevolazione in questione con altre misure di favore che prevedono l'esonero totale o parziale dal versamento dei contributi o l'applicazione di aliquote ridotte ovvero la determinazione forfetaria della base imponibile contributiva o dell'importo dovuto a titolo di contributi.     
In sostanza, con l'introduzione di questo nuovo beneficio, i contributi dovuti dal datore per un'ora di lavoro, rapportata allo Smic orario, ammonteranno a 0,43 centesimi di euro (pari al 4,8% della remunerazione oraria lorda) contro gli attuali 3,79 euro (pari al 42,28% della remunerazione oraria lorda). Un'ora di lavoro costerà al datore di lavoro complessivamente 9,29 euro lordi (8,86 SMIC orario più 0,43 centesimi a titolo di contributi) contro gli attuali 12,65 euro lordi. 
La misura agevolativa, il cui costo annuo è di 168 milioni di euro interamente a carico del bilancio dello Stato, ha carattere permanente e si applica ai contributi dovuti sui salari corrisposti a decorrere dal 1° gennaio 2010.

 

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