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Francia: pronto il piano triennale
contro le frodi fiscali

Il documento programmatico è stato adottato da pochi giorni nel corso della seduta del Comitato nazionale

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La lotta alle frodi fiscali diventa un obiettivo a lungo termine del governo francese. Le azioni di contrasto non vengono più definite anno per anno, ma strutturate in un nuovo piano triennale che promette di complicare non poco il futuro degli evasori d’oltralpe. Il documento programmatico è stato adottato da pochi giorni durante la seduta del Comitato nazionale per la lotta contro le frodi (CNLF), presieduto per l’occasione dal Ministro dell'Economia e delle Finanze, Michel Sapin e dal Segretario di Stato al bilancio e ai conti pubblici, Christian Eckert. Presenti anche il ministro del Lavoro, Myriam El Khomri e il Segretario di Stato per i veterani e della memoria, Jean-Marc Todeschini. Il Comitato è una emanazione della DNLF (Delegazione Nazionale per la lotta contro la frode), costituita da un gruppo multidisciplinare di esperti che collabora con i Ministeri e il Governo, favorendo lo scambio informativo tra i soggetti coinvolti e cercando di colmare eventuali lacune delle leggi tributarie.

Dove non arriva la legge, arriva la rete – Gli ambiti di intervento previsti dalla road map puntano con forza su tecniche investigative che fanno largo uso delle nuove tecnologie informatiche. Ottimizzare la gestione e la sicurezza delle informazioni digitali è, infatti, uno dei punti di forza della strategia anti-evasione di Bercy. L’obiettivo è approfondire gli strumenti di data mining e migliorare lo scambio informativo via internet fra gli attori in campo contro le frodi. La dematerializzazione documentale è centrale anche per concretizzare anche un’altra delle “cinque azioni” definite dal Comitato, ovvero il rafforzamento della lotta contro i furti di identità. L’uso di prestanome è, infatti, uno dei cavalli di battaglia degli evasori 2.0 che il governo francese vuole contrastare proteggendo e verificando con sistemi informatici tutti i documenti di stato civile. In particolare, attraverso il riconoscimento univoco delle persone iscritte al Repertorio nazionale d’identificazione delle persone fisiche e di tutti gli stranieri presenti in Francia. Anche sul fronte dei trasferimenti internazionali il governo si mostra molto attento e il Comitato ha programmato di sfruttare appieno gli strumenti di cooperazione a livello europeo per monitorare i movimenti di capitale da e verso l’estero. Sotto la lente del Fisco, in particolare, le frodi di Iva intracomunitaria e il trasferimento di fondi superiori a 10.000 euro. Fra gli obiettivi del piano anche lo sviluppo di una vera e propria mappa dei rischi di frode. Un monitoraggio che, secondo il Comitato, “è un passo importante per migliorare la conoscenza della frode, valutarne la probabilità di accadimento e adattare i sistemi di controllo”. Ultimo punto di attenzione del piano triennale riguarda il miglioramento delle tecniche investigative che mireranno a definire nuove misure di protezione in materia doganale, sanzioni più efficaci e modalità di recupero dell’accertato più rapide.

Lotta all’evasione: oltre 20 miliardi nel 2015 – Durante la presentazione del piano, Sapin ha voluto tradurre in cifre i risultati di questa strategia a lungo termine che sta già dando i primi frutti. A fronte di un numero di verifiche che diminuisce, passando per la prima volta da 51.740 nel 2014 a 50.168 nel 2015, gli incassi per l’Erario sono, infatti, aumentati e hanno superato i 20 miliardi di euro. Significa che i controlli sono più mirati e generano un effetto deterrente soprattutto nei confronti di possibili operazioni “sospette” da parte di grandi multinazionali. Molti contribuenti, inoltre, hanno potuto avvalersi del “Servizio di gestione delle dichiarazioni rettificative”, nato nel 2013, che permette di contribuenti con conti all’estero di regolarizzare la loro posizione con il Fisco francese, garantendo a quest’ultimo un aumento delle entrate tributarie. Un po’ come la nostra voluntary disclosure. “I risultati della lotta contro le frodi sono ancora più impressionanti se si considera che hanno riguardato più settori, non solo frodi fiscali, quindi, ma anche contributive - dice Christian Eckert, Segretario di Stato al bilancio e ai Conti Pubblici - Questo progresso non è ovviamente una coincidenza, ma il risultato di una forte mobilitazione e del rafforzamento costante degli strumenti sanzionatori e di verifica".
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