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Francia: il rilancio dell’economia
passa per spesa pubblica e fisco

Tasse sulle imprese e sul lavoro più basse, e meno esenzioni Iva. Questa la ricetta indicata dall’Ocse nell’ultimo Rapporto

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L’economia d’Oltralpe gode di un’ottima salute. Alti livelli di produttività e di standard di vita, una crescita che, sebbene sia poco più debole della media dell’eurozona, rimane costante. Anche il mercato del lavoro, nonostante il permanere di un alto livello di disoccupazione, mostra netti segnali di ripresa.
L’Ocse offre un quadro abbastanza roseo della società e dell’economia francese, puntando soprattutto il dito contro l’eccessiva spesa pubblica e l’elevata pressione fiscale. La Francia vanta la più alta spesa pubblica dei Paesi Ocse: gli ultimi dati, risalenti al 2016, “parlano” di un livello pari al 56.4% del Prodotto interno lordo. Il report raccomanda al governo di Parigi di sviluppare una strategia a lungo termine per ridurre la spesa pubblica e la pressione fiscale, rilanciando l’economia e l’attività di impresa. Tagli alle tasse sul lavoro e sulle imprese sono quindi la principali priorità in Francia, secondo l’Economic Survey.
 
La tassazione elevata incide sullo sviluppo
L’elevato livello di tassazione esistente, infatti, sottolinea il report, rappresenta l’ostacolo principale allo sviluppo economico, perché limita pesantemente gli investimenti da parte delle imprese e favorisce il sommerso. Il cuneo fiscale, in particolare, è elevato: circa un terzo delle entrate tributarie proviene dalle tasse sul lavoro.
Nel mirino dell’Ocse anche l’eccessiva complessità e frammentazione del sistema fiscale. L’indice viene puntato soprattutto sul numero elevato di imposte: basti pensare che le imprese sono soggette a 233 differenti balzelli. Sarebbe auspicabile, evidenzia lo studio, ridurre la tassazione sui redditi d’impresa e rivedere anche l’effettiva utilità del credito d’imposta per sviluppo e ricerca.  
 
Iva e imposte sui redditi “deboli”
Il report offre anche una panoramica delle principali imposte vigenti in Francia, fornendo indicazioni al governo parigino su come gestirle in modo più efficiente.
Le entrate provenienti dalla tassazione dei redditi individuali rappresentano una minima fetta dell’incasso totale e sono ben al di sotto della media Ocse. Stesso discorso per gli introiti derivanti dalle tasse ambientali, molto più bassi rispetto agli standard internazionali. L’Ocse raccomanda fortemente a Parigi di incrementare le tasse sull’emissione di sostanze inquinanti. In questo settore, almeno sulla carta, le intenzioni sono quelle di seguire l’orientamento dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo: il nuovo governo ha preannunciato, infatti, che interverrà nella tassazione di diesel e petrolio. Infine, evidenzia il report, anche il sistema Iva necessita di profondi cambiamenti: gli incassi dall’imposta sul valore aggiunto sono ancora modesti, perché esistono troppe esenzioni e aliquote agevolate, che andrebbero sfoltite.
 
Il futuro, almeno sulla carta
Incassa il giudizio positivo dell’Ocse il programma di politica fiscale presentato dal nuovo Governo di Parigi. Secondo le intenzioni dell’Eliseo, sarà eliminata la taxe d’habitation per l’80% dei proprietari di case; verrà ridotto l’impatto dell’Impot sur la fortune, mentre sui redditi da capitale sarà introdotta una flat tax del 30%. A conquistare il plauso dell’Ocse sono soprattutto gli interventi, per il momento soltanto sulla carta, a sostegno di imprese e occupazione, tra cui la riduzione dell’imposta sul reddito societario, che dovrebbe passare dal 33.33 al 25%. Il Governo ha anche in agenda una revisione delle agevolazioni fiscali attualmente esistenti per incentivare l’occupazione, con l’obiettivo di renderle più efficienti.
 
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