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Francia: varato per il 2011 il progetto di legge finanziaria (2)

Frenare il deficit e rilanciare l'attività economica. A questi due obiettivi si ispira l'impegno del governo

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Reintroduzione della tassa sugli pseudo autocarri delle società, revisione delle disposizioni agevolative previste per la sottoscrizione del capitale delle Pmi, misure di favore per l'accesso alla proprietà, reintroduzione a regime del rimborso immediato del "credito d'imposta ricerca", deducibilità dei canoni corrisposti su brevetti utilizzati nell'ambito di un gruppo societario. È il secondo blocco di provvedimenti concepiti nel progetto di legge finanziaria, varato dal consiglio dei ministri.

Reintroduzione della tassa sugli pseudo autocarri delle società

Situazione attuale
I veicoli non strumentali utilizzati dalle società nel territorio francese scontano una tassa sui veicoli societari (Tvs) indipendentemente dallo Stato di immatricolazione. La legislazione comunitaria (direttiva CE n. 46/2007) consente ai costruttori di omologare determinate tipologie di veicoli privati (come le station wagon e le automobili 4x4) nella categoria N1 che ricomprende tutti i mezzi destinati al trasporto merci fino a 3,5 tonnellate. Tutti i veicoli omologati nella suddetta categoria, che già non scontano la Tvs, non soggiacciono neanche alle disposizioni che limitano la deducibilità delle quote di ammortamento o dei canoni di leasing.

Situazione futura
A decorrere dal 1° ottobre 2010 è prevista la reintroduzione delle disposizioni fiscali precedenti per ricomprendere nel campo di applicazione della Tvs i veicoli che, benché immatricolati nella categoria N1, sono destinati al trasporto delle persone, dei loro beni e dei loro bagagli. Sono esclusi solamente i veicoli N1 che per le loro caratteristiche intrinseche sono destinati al trasporto di beni-merce.

Revisione delle agevolazioni previste per la sottoscrizione del capitale delle Pmi

Situazione attuale
Per rafforzare il patrimonio delle piccole società mediante l'immissione di nuove risorse, sono previste riduzioni ai fini dell'imposta sul reddito (Ir) e dell'imposta di solidarietà sulla fortuna (Isf) a favore delle persone fisiche che sottoscrivono il capitale di Pmi e di imprese innovative. In particolare, in materia di Ir è prevista una riduzione d'imposta pari al 25% nelle seguenti ipotesi:
- sottoscrizione del capitale iniziale o aumenti di capitale delle Pmi, direttamente o tramite holdings (dal 2007), per un importo massimo annuale pari a 20mila euro per una persona sola e a 40mila euro per una coppia;  
- a decorrere dal 2009, sottoscrizione del capitale delle piccole imprese in fase di start-up, direttamente o tramite holdings, per un importo massimo annuale pari a 50mila euro per una persona sola e a 100mila euro per una coppia;
- conferimenti in denaro a favore di alcuni fondi comuni d'investimento, nel limite massimo annuo e per ciascun fondo fissato in 12mila euro per una persona sola e 24mila euro per una coppia.
Ai fini dell'ISF, è previsto un abbattimento del 75%, con un risparmio d'imposta massimo consentito di 50mila, in caso di sottoscrizione, diretta o tramite holdings, del capitale iniziale o degli aumenti di capitale delle PMI. In caso di sottoscrizione tramite fondi comuni di investimento, la riduzione d'imposta è pari al 50% con un risparmio massimo consentito di 20mila euro.   
     
Situazione futura
La riforma delle riduzioni d'imposta per l'investimento nelle Pmi e nelle imprese innovative mira in primo luogo a favorire le imprese che hanno difficoltà di accesso al credito per il finanziamento del proprio patrimonio mediante:
- l'aiuto alle Pmi in fase di crescita;
- l'esclusione dall'ambito soggettivo delle agevolazioni le imprese che esercitano attività in settori che non conoscono difficoltà strutturali per l'accesso al finanziamento (come il settore immobiliare, il settore finanziario e tutti i settori il cui magazzino non subisce svalutazioni);
- l'introduzione di una riduzione anche ai fini dell'Isf (già vigente ai fini dell'Ir) a favore delle persone fisiche che tramite i fondi comuni di investimento nell'innovazione investono in Pmi con meno di 2mila dipendenti.
Sono previste, inoltre, delle clausole anti-elusive affinché questi vantaggi siano riservati esclusivamente alle imprese che hanno effettivamente necessità di risorse (come il divieto di ridurre il capitale proprio mediante rimborso ai soci nell'anno precedente, il divieto di rimborso degli apporti al capitale nei dieci anni successivi al suo aumento) e la determinazione delle riduzioni d'imposta spettanti sia calcolato al netto delle spese addebitate dagli intermediari.
Per una maggiore trasparenza a favore dei sottoscrittori è introdotto, infine, un obbligo annuale di informazione sulla natura del rischio relativo all'investimento e sull'importo dei costi e delle commissioni sostenuti all'atto della sottoscrizione e negli anni successivi.
Si stima che con queste modifiche le minori entrate dovrebbero attenersi intorno a 18 milioni di euro per l'Ir e 61 milioni di euro per l'Isf.

Misure di favore per l'accesso alla proprietà

Situazione attuale

Attualmente esistono diverse misure di favore per l'accesso alla proprietà:
- la legge finanziaria 2005 ha istituito per il periodo 1° gennaio 2005-31 dicembre 2009 (successivamente prorogato fino al 31 dicembre 2012) un credito d'imposta a favore degli istituti di credito per prestiti concessi fino ad un determinato importo, ovvero a tasso zero per l'acquisto o la costruzione dell'abitazione principale da parte dei contribuenti persone fisiche che prestano determinate garanzie;
- il credito d'imposta per gli interessi sui mutui contratti  presso gli istituti di credito per l'acquisto o la costruzione di un fabbricato da adibire ad abitazione principale. Il credito d'imposta è pari al 40% della somma degli interessi passivi pagati nel primo anno e pari al 20% nei quattro anni successivi, con la previsione di un limite massimo differenziato a seconda che il beneficiario sia celibe, coniugato o convivente, o abbia familiari a carico. Con le leggi finanziarie 2009 e 2010, la durata del credito d'imposta è stata estesa a 7 anni, ed inoltre, l'agevolazione spetta anche per gli acquisti, a decorrere dal 1° gennaio 2009, di nuovi fabbricati costruiti nel rispetto delle norme a basso consumo (Bbc) con caratteristiche energetiche superiori a quelle imposte dalla normativa vigente ovvero, a decorrere dal 2013, per l'acquisto di fabbricati c.d. "a energia positiva" (Bpos);
- il pass-foncier: i contribuenti in possesso di determinati requisiti che acquistano per la prima volta direttamente dal costruttore un fabbricato nuovo destinato ad abitazione principale possono acquisire la proprietà del solo fabbricato e non anche del terreno che può essere dato in locazione, in tal caso tutte le operazioni relative alla vendita e alla costruzione beneficiano dell'aliquota Iva ridotta (5,5%).

Situazione futura
Il disegno di legge prevede l'introduzione di un regime agevolativo unico a favore dei contribuenti persone fisiche che acquistano per la prima volta l'abitazione principale facendo salvi i diritti acquisiti dai contribuenti che stanno già fruendo dei benefici vigenti.  
In sostanza la nuova agevolazione sarà determinata in ragione del numero degli occupanti, della tipologia e della localizzazione dell'abitazione principale e della sua performance a livello energetico con un meccanismo di calcolo della misura del credito d'imposta differenziato e un bonus specifico per incoraggiare l'acquisto delle cd. "abitazioni a canone moderato".

Reintroduzione a regime del rimborso immediato del "credito d'imposta ricerca"

Situazione attuale
La legge finanziaria per il 2008 ha istituito a favore delle imprese in regime di contabilità ordinaria un credito d'imposta in misura pari al 30% delle spese di ricerca sostenute nel corso dell'anno fino ad un importo di 100 milioni di euro (5% per gli importi eccedenti tale soglia). La misura è aumentata al 50% e al 40%, rispettivamente, per il primo e il secondo anno successivi ad un periodo quinquennale in cui l'impresa non ha fruito dell'agevolazione. Nel caso in cui l'importo del credito d'imposta superi l'imposta dovuta, l'eccedenza costituisce un credito verso l'Erario utilizzabile per il pagamento delle imposte dovute nei tre anni successivi a quello in cui il credito si è formato e solo al termine del triennio l'eventuale importo non utilizzato viene rimborsato. Il rimborso immediato dell'eccedenza è previsto, invece, solo per le imprese di nuova costituzione, le giovani imprese innovative e le imprese in difficoltà.
Per far fronte alla crisi e favorire tutte le imprese, la legge finanziaria rettificativa per il 2008 ha introdotto un meccanismo temporaneo di rimborso anticipato dell'eccedenza di credito d'imposta ancora non utilizzato relativo alle spese di ricerca sostenute nei periodi d'imposta 2005-2008 e di rimborso accelerato, senza attendere la liquidazione delle imposte dovute, nei già nei primi mesi del 2009 dell'eccedenza di credito d'imposta stimata per le spese sostenute nel 2008. Nell'ottica di rilancio dell'economia e di sostegno alle imprese, la legge finanziaria 2010 ha prorogato di un anno questa procedura per consentire il rimborso anticipato dell'eccedenza di credito d'imposta relativo alle spese sostenute nel 2009.

Situazione futura
Il "credito d'imposta ricerca" fa ormai parte della pianificazione aziendale in materia di ricerca e sviluppo e il rimborso anticipato dell'eccedenza di credito rappresenta un concreto sostegno alle imprese dal punto di vista della liquidità.
Pertanto, il disegno di legge finanziaria intende reintrodurre a regime la procedura di rimborso anticipato a favore delle PMI (secondo la definizione comunitaria). In sostanza, le imprese potranno ottenere il rimborso immediato dell'eccedenza di credito d'imposta non utilizzato per le spese sostenute a decorrere dal 1° gennaio 2010.

Deducibilità dei canoni su brevetti utilizzati nell'ambito di un gruppo societario

Situazione attuale
Per evitare la delocalizzazione di brevetti fuori dal territorio francese, le plusvalenze da cessione di brevetti, di invenzioni brevettabili e di alcuni processi di fabbricazione, così come il risultato netto della loro concessione, sono assoggettati ad un'aliquota ridotta del 16% ai fini dell'imposta sui redditi e ad un'aliquota del 15% ai fini dell'imposta sulle società. L'aliquota ridotta, tuttavia, non è applicabile alle plusvalenze da cessione di brevetti o di invenzioni brevettabili, ecc. quando il cedente ed il cessionario sono due imprese dello stesso gruppo. Allo stesso modo, i canoni di concessione possono essere dedotti parzialmente (nella misura del 15,33%) rispetto al loro ammontare quando il concedente e il concessionario sono due imprese appartenenti allo stesso gruppo.
Le regole attuali favoriscono la localizzazione di brevetti in Francia, ma non spingono né a svilupparli, né a sfruttarli nel territorio francese. Al contrario, i gruppi che hanno localizzato i loro brevetti in Francia hanno interesse a concederne lo sfruttamento ad una delle proprie filiali situate all'estero, piuttosto che ad una delle filiali francesi. In entrambi  casi, i gruppi societari beneficiano dell'aliquota ridotta del 15% sulla tassazione dei canoni, ma in caso di sfruttamento in Francia questo beneficio viene neutralizzato perché la filiale francese può dedurre il canone pagato solo in misura limitata, mentre in caso di sfruttamento fuori dal territorio francese, la filiale straniera, non soggetta ai limiti previsti dal diritto francese, deduce il suo canone secondo le regole di diritto comune in vigore nello Stato estero.

Situazione futura
Si propone la soppressione del limite imposto alla dedubilità dei canoni versati per la concessione di brevetti o di invenzioni brevettabili tra imprese dello stesso gruppo societario e di applicare l'aliquota ridotta anche ai canoni percepiti per il perfezionamento dei brevetti e delle invenzioni brevettabili. Avrà fine così la discriminazione al contrario che penalizza lo sfruttamento dei brevetti in Francia. In ogni caso sarebbe introdotta una clausola anti-elusiva che riservi il beneficio di questi vantaggi allo sfruttamento effettivo dei brevetti. Il beneficio dell'aliquota ridotta sarebbe esteso anche alle sub-concessioni di licenze di sfruttamento quando l'impresa sub-concedente è la prima a beneficiare del regime delle plusvalenze a lungo termine.


Francia: varato per il 2011 il progetto di legge finanziaria (1)

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