Articolo pubblicato su FiscoOggi (https://fiscooggi.it/)

Dal mondo

Frodi Iva: dall’Ecofin di ottobre
reverse charge e più cooperazione

Inversione contabile generalizzata e un nuovo regolamento per ridurre l’evasione dell’imposta sul valore aggiunto

Thumbnail
Forte presa di posizione dell’Unione europea nella difficile battaglia alle frodi Iva grazie alle nuove misure approvate dai ministri dell’Economia e delle Finanze dei vari Stati Membri dell’Ue in occasione dell’Ecofin del 2 ottobre. Mentre, infatti, è in corso l'attuazione da parte dell’Ue di un nuovo sistema Iva "definitivo", in cui le transazioni saranno tassate nel Paese di destinazione, l’Ecofin ha deciso che il contrasto agli illeciti legati all’imposta sul valore aggiunto non può attendere ed ha previsto un meccanismo temporaneo di reverse charge generalizzato e l’immediato rafforzamento della cooperazione amministrativa.
Si tratta, rispettivamente, dell’approvazione della proposta di Direttiva che modifica l’attuale Direttiva 2006/112/EC, “per quanto riguarda l’introduzione di misure tecniche dettagliate per il funzionamento del sistema dell’Iva definitivo per l’imposizione degli scambi tra Stati membri” e dell’adozione di un nuovo Regolamento che modifica il Regolamento (UE) n. 904/2010 “per quanto riguarda misure di rafforzamento della cooperazione amministrativa in materia di imposta sul valore aggiunto”.
Entrambi gli atti emendati costituiscono gli strumenti normativi di riferimento per quanto concerne contrasto alle frodi e cooperazione amministrativa in materia di Iva.

L’inversione contabile che argina le frodi
Le modifiche alla Direttiva 2006/112/EC, relativa al sistema comune di imposta sul valore aggiunto, riguardano l’introduzione dell’art.199c, che offre, di fatto, una soluzione a breve termine per tentare di arginare e contenere i fenomeni di frode nei Paesi più colpiti.
La nuova disposizione prevede l’applicazione temporanea di un meccanismo di inversione contabile generalizzato (cosiddetto GRCM), in relazione alle cessioni di beni e servizi al di sopra di una determinata soglia.
Questo “reverse charge” generalizzato comporta un trasferimento della responsabilità dell'assolvimento dell'Iva dal fornitore al cliente. Ciò consentirà agli Stati membri più gravemente colpiti dalla frode Iva di derogare temporaneamente alle ordinarie norme in materia con intenti preventivi sulle frodi, in attesa della conclusione dei negoziati in corso sul sistema dell’Imposta sul valore aggiunto, nuovo e definitivo, in cui l’Iva sarà appunto pagata nel Paese di destinazione.
Il nuovo art.199c ha una straordinaria portata in quanto incide profondamente sul sistema di riscossione dell’Iva modificando il meccanismo di funzionamento dell'imposta che non viene addebitata a titolo di rivalsa al cessionario o committente, senza contare l'impatto che avrà anche sui costi di adeguamento per le imprese nei Paesi che decideranno di utilizzare questo strumento.
L'applicazione del nuovo meccanismo di inversione contabile sarà quindi eccezionale e, pertanto, soggetta al rispetto di condizioni rigorose; infatti, il GRCM può essere utilizzato solo da uno Stato membro che soddisfi determinati criteri di ammissibilità e che abbia ricevuto specifica autorizzazione da parte del Consiglio dell’Unione europea.
Il GRCM sarà dunque limitato alle forniture nazionali di beni e servizi oltre una soglia di17.500 euro per transazione, avrà validità solo fino al 30 giugno 2022 e il suo utilizzo sarà sottoposto a requisiti tecnici molto specifici.
In particolare, il gap Iva riferito al 2014, espresso come percentuale dell’ammontare Iva teoricamente incassabile, dovrà essere almeno 5 punti percentuali al di sopra del divario Iva medio nell’Ue.
Inoltre, negli Stati membri che desiderano applicare questa misura, il 25% del rispettivo divario dell'Iva dovrà essere dovuto a frodi carosello.
Tra gli altri requisiti, lo Stato membro interessato, dovrà stabilire obblighi di comunicazione elettronica appropriati ed efficaci a tutti i soggetti passivi, in particolare quelli a cui si applicherebbe il meccanismo.

Cooperazione amministrativa chiave di volta nel contrasto alle frodi
Il nuovo Regolamento adottato dall’Ecofin, che entrerà in vigore a novembre 2018, prevede invece misure per incentivare la cooperazione amministrativa, recependo le proposte di modifica del Regolamento 904/2010 da parte della Commissione Europea, volte ad attuare un maggiore grado di cooperazione amministrativa, con l’obiettivo primario di arginare più efficacemente i fenomeni di frode fiscale e fornire una piattaforma comune per lo scambio dei dati. Nel dibattito che ha preceduto l’adozione delle nuove norme, è emersa anche la necessità di trovare il giusto equilibrio tra le richieste e l’analisi delle informazioni da un lato e la protezione dei dati personali dall’altro, ciò anche in ossequio a quanto stabilito dal General Data Protection Regulation n. 2016/679.
Per ciò che concerne la cooperazione amministrativa tra Stati dell’Unione, le novità inserite in quest’ultimo provvedimento vanno assolutamente nella direzione di un potenziamento della collaborazione fattiva fra le amministrazioni fiscali dei vari Stati membri che attuano scambio di informazioni o che sono coinvolti in eventuali indagini amministrative congiunte (le cosiddette joint audits), sempre nel rispetto delle rispettive prerogative ed in condizioni di reciprocità nello scambio delle informazioni da entrambe le parti. Un principio di reciprocità che riguarda anche i poteri ispettivi in capo ai funzionari dei vari Paesi coinvolti.
In particolare, le proposte di modifica del Regolamento riguardano questioni considerate cruciali, soprattutto in una prospettiva antifrode. Alcune vertono su aspetti relativi alle modalità di conduzione di un’indagine amministrativa (con la previsione di determinati criteri e condizioni), fino a disciplinare nel dettaglio le indagini amministrative congiunte. Altre si incentrano sul rafforzamento del network Eurofisc, precedentemente istituito come strumento per promuovere e facilitare la cooperazione tra gli Stati membri per il contrasto alle frodi Iva, attraverso uno scambio rapido e mirato di dati e informazioni, al fine di intercettare tempestivamente i soggetti che prendono parte a catene di frode. Tra le prerogative di Eurofisc, quale piattaforma di scambio di dati e informazioni e nella sua veste di rete di collegamento tra funzionari delle varie amministrazioni che vi aderiscono, vi è quella di intrattenere rapporti proficui di collaborazione con altre istituzioni deputate alla lotta alle frodi, quali l’Europol (Ufficio europeo di polizia), agenzia di contrasto dell’Unione Europea e l’Olaf (Ufficio europeo per la lotta antifrode), che è organo indipendente della Commissione.
In merito a questa importante riforma, l’attuale Presidente di Ecofin, Hartwig Löger, ha dichiarato che essa sarà strumentale nella lotta alle frodi fiscali e migliorerà il livello dello scambio di informazioni tra le amministrazioni nazionali, specie per quanto riguarda la qualità e la comparabilità dei dati.
 
URL: https://www.fiscooggi.it/rubrica/dal-mondo/articolo/frodi-iva-dallecofin-ottobre-reverse-charge-e-piu-cooperazione