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Dal mondo

Giappone, il governo programma
incentivi per salari più robusti

La bozza di riforma fiscale sarà presto sottoposta all’esame della Dieta nipponica. Agevolazioni anche per la formazione

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Crediti di imposta per dare impulso alla crescita dei salari e alla formazione dei lavoratori, incentivi fiscali per favorire la condivisione di informazioni e di dati fra le aziende. Sono i punti chiave della bozza di riforma fiscale presentata recentemente dalla maggioranza di governo del Giappone. Il documento è stato messo nero su bianco dopo le elezioni anticipate dello scorso autunno e sarà sottoposto all'esame della Dieta nipponica nei prossimi mesi. La proposta rispetta e allo stesso tempo aggiorna la filosofia della Abenomics, a cinque anni dal debutto, con un po’ di attenzione in più al rilancio del potere di acquisto e alla formazione professionale dei lavoratori.
 
Incentivi fiscali per buste paga più pesanti e formazione
La bozza di riforma fiscale presentata dal Partito Liberaldemocratico e dal partito di ispirazione buddista Komeito assegna la priorità alla crescita dei salari. La riforma prevede, infatti, l'introduzione di un credito di imposta del 15% per le imprese che – oltre a mettere in campo un certo livello di investimenti – documentino un aumento medio degli stipendi dei lavoratori di almeno il 3% nel precedente anno fiscale. Previsto un credito di imposta ancora più elevato, a quota 20%, per le imprese che realizzino un aumento di costi per la formazione del personale del 20% in un biennio. Questo quadro di incentivi fiscali è tracciato per le grandi imprese, mentre le aziende piccole e medie dovrebbero beneficiare di criteri più flessibili per accedere a un credito di imposta fino al 25%. L'insieme dei crediti di imposta per il sostegno a redditi e alla formazione sarà applicato – a riforma approvata – dall'aprile 2018 al marzo 2021.

Dati e informazioni, più valore alla condivisione
Nell'economia digitale la crescita della produttività delle aziende passa anche attraverso la capacità di padroneggiare dati e informazioni. Per questo, la bozza presentata dal Partito Liberaldemocratico e dal Komeito prevede l'introduzione di nuovi incentivi fiscali per questo tipo di modernizzazione digitale. Le agevolazioni fiscali non sono state ancora definite con precisione, anche se, fra l'altro, si accenna alla possibilità di prevedere un credito di imposta fra il 3 e il 5% per quegli investimenti che puntano ad accrescere la produttività attraverso la condivisione di dati interni ed esterni al perimetro aziendale. Anche per questo tipo incentivazione fiscale è prevista un'applicazione triennale 2018-2021.
 
Lo scenario: una riforma fiscale per una economia in crescita
La proposta del governo è stata presentata al termine di un biennio che ha fatto registrare una continua crescita dell'economia giapponese: il più lungo periodo di sviluppo senza interruzioni dal 1999, a un ritmo annuale dell’1,4% del Prodotto interno lordo. Il terzo trimestre del 2017 ha segnato, però, un certo rallentamento nella spesa per i consumi. Rallentamento accompagnato anche dalla discesa dell’indice di fiducia dei consumatori, che a dicembre è calato al 44,7 rispetto al 50 di novembre. Rimane, fra l’altro, confermato per il 2019 il tanto discusso aumento dell'imposta sui consumi dall'8 al 10%. Secondo quanto affermato dalla coalizione di governo nella recente campagna elettorale, l'incremento dell'Iva, previsto inizialmente per il 2017 e poi posticipato di due anni, non potrà essere ulteriormente rinviato. Le casse pubbliche nipponiche hanno bisogno di ulteriori risorse per finanziare il Welfare State, in particolare per l'istruzione e gli asili per i bambini fra i 3 e i 5 anni. In questo scenario, la riforma messa sul tavolo dalla coalizione di governo punta proprio all'obiettivo di rendere più robusti i salari e quindi di salvaguardare il potere d'acquisto degli stipendi. 
 
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