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Dal mondo

Gibilterra, accordo post-Brexit
tra Spagna e Regno Unito

Più trasparenza e recepimento delle norme Ue antielusione, ma il pieno esercizio della sovranità della Rocca resta immutato

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Spagna e Gran Bretagna hanno raggiunto e siglato un accordo storico su temi di sovranità, che sarà valido anche dopo l’uscita di Londra dall’Ue, e su questioni fiscali riguardanti Gibilterra, Territorio britannico d'oltremare situato nel sud della penisola iberica. In sostanza, le due parti hanno firmato un’intesa bilaterale che ridefinisce sia la tassazione da applicare d’ora in avanti da parte delle autorità della Rocca sia la tutela degli interessi finanziari e dei legami esistenti tra il Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord e il Regno di Spagna riguardo a Gibilterra. In sostanza, recita l’accordo, l’intera legislazione attualmente in vigore e le norme dell'Unione europea in materia di trasparenza, cooperazione amministrativa, contro le pratiche fiscali dannose e antiriciclaggio continueranno ad essere applicate a Gibilterra. Ma ciò che maggiormente rileva è il cambiamento di passo, nel senso di una stretta, sulla normativa che definisce la residenza fiscale delle persone fisiche come delle società.

Il tema della residenza fiscale di persone fisiche
Innanzitutto le Parti concordano che le persone fisiche dovranno essere residenti fiscalmente in Spagna o a Gibilterra in conformità con la rispettiva legislazione nazionale, incluse le norme relative alla determinazione delle imposte cui sono soggette. In caso di conflitti sulla residenza fiscale, che ha interessato ben 300mila individui, e società nel corso dei vent’anni passati, l’accordo fissa in modo inderogabile la seguente linea. In pratica, le persone fisiche che non risultano risiedere né in Spagna né a Gibilterra, si vedranno comunque attribuito lo stato di residenza fiscalmente effettivo in Spagna al verificarsi di una delle 4 circostanze seguenti: qualora abbiano passato oltre 183 pernottamenti nell’anno solare in Spagna, oppure, nel caso in cui, ai sensi della legislazione fiscale spagnola, il loro coniuge (dal quale non sono legalmente separati) o la persona fisica con cui è stata stabilita una relazione simile, ascendenti o discendenti, risieda o risiedano abitualmente in Spagna, o ancora, nell’eventualità che l’unica casa o dimora a loro disposizione sia sita in Spagna. Un’ultima possibilità scatta se due terzi del patrimonio netto, determinati in base alla legislazione fiscale spagnola, detenuti direttamente o indirettamente, si trovano in Spagna. Spetterà a un Comitato di coordinamento risolvere di comune accordo eventuali difficoltà o dubbi in merito all’interpretazione o all’applicazione di questo impianto normativo che rappresenta una novità rispetto alla prassi attuale. Naturalmente, i cittadini spagnoli che trasferissero la propria residenza a Gibilterra dopo la data in cui è stato firmato l’ccordo dovranno in ogni caso essere considerati residenti fiscali della Spagna.
  
La residenza dei soggetti giuridici
Per le imprese si applicheranno d’ora in avanti le seguenti regole per determinare la residenza fiscale effettiva. In primo luogo, le entità e altre strutture stabilite e gestite a Gibilterra o disciplinate dalla sua legislazione si considereranno residenti in Spagna quando si verificheranno le seguenti condizioni: la maggior parte delle attività, direttamente o indirettamente possedute, si trovano in Spagna o sono costituite da diritti che possono o devono essere esercitati in Spagna; la quota maggiore dei redditi maturati in un anno solare deriva da fonti spagnole; la maggior parte delle persone fisiche incaricate della gestione effettiva sono residenti fiscali in Spagna; la maggior parte degli interessi sul capitale o sul patrimonio netto, sui diritti di voto o di partecipazione agli utili è soggetta al controllo diretto o indiretto di persone fisiche residenti in Spagna o persone giuridiche, entità e altre strutture giuridiche o accordi collegati a residenti fiscali in Spagna.  La tassazione resta nella discrezionalità di Gibilterra se l’azienda dimostra di avere una sede fissa attraverso la quale l'attività è svolta in tutto o in parte nel territorio della Rocca e con un numero adeguato di dipendenti, con le qualifiche necessarie e un ammontare adeguato di spese operative per quanto riguarda le attività generatrici di reddito. Lo stesso vale se oltre il 75% delle entrate dell’impresa rispetto all'esercizio finanziario immediatamente precedente il 31 dicembre 2018, risultino derivanti da fonti situate a Gibilterra.

Lo scambio di informazioni
Gibilterra dovrà fornire alle autorità fiscali spagnole informazioni annuali sui lavoratori registrati a Gibilterra ma residenti in Spagna, dettagliando ogni aspetto del rapporto di lavoro intrattenuto o qualsiasi commercio, attività, professione esercitata da questi lavoratori, compresi la durata, i termini economici e il datore di lavoro. Ma non finisce qui. Infatti, Gibilterra dovrà inviare anche le informazioni semestrali sulle navi, sugli aeromobili e sui veicoli a motore immatricolati. Ma soprattutto, le autorità della Rocca dovranno consentire alle autorità spagnole l'accesso diretto, su richiesta, alle informazioni sulla titolarità effettiva su società, enti, società di persone e fondazioni. Lo stesso varrà d’ora in avanti per tutti i tipi di trust, nonché per altre strutture o intese giuridiche stabilite o gestite a Gibilterra. Naturalmente, gli stessi impegni sulla trasparenza e lo scambio d’informazioni valgono per le autorità spagnole nei confronti di quelle di Gibilterra.

Imposta sui profitti a Gibilterra
L'economia di Gibilterra è dominata da tre settori: turismo, porti e navigazione e servizi finanziari, 18 grandi banche, assicurazioni e fondi d’investimento per un totale, secondo i dati più recenti del Fondo Monetario Internazionale, di 9 miliardi di dollari di depositi e oltre 30 miliardi di patrimoni, cioè somme investite e quindi immobilizzate extra-conto. In particolare, negli ultimi due decenni l'economia si è trasformata in modo significativo acquisendo un format sempre più dipendente dalla fornitura di servizi finanziari. Recentemente, le imprese di gioco d'azzardo su Internet hanno stabilito operazioni a Gibilterra fornendo ulteriori opportunità di lavoro. L’effetto del mondo della finanza sulla Rocca è evidente: Gibilterra ha una popolazione di circa 30mila persone con un Pil pro capite di oltre 41mila dollari, +110% rispetto al 2009. La politica fiscale ha contribuito a diversificare e riadattare l’economia alle esigenze di tempi dettati dai bilanci delle società. Le aliquote effettive per le  imprese sono state in parte modificate e variano dal 10 al 20%, effetto dell’ultima riforma che, ad ogni modo, ha lasciato invariata la non applicabilità delle imposte sulle plusvalenze, sui dividendi, sugli interessi da fondi e altri veicoli finanziari d’investimento, dell’imposta sul patrimonio, dell’imposta di successione. Di conseguenza, non stupisce che l'imposta sul reddito delle persone fisiche contribuisca alla maggior parte delle entrate fiscali.

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