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Gibilterra: nel mirino dell’Ue
il regime fiscale delle società

La Commissione ha avviato una indagine per verificare se siano state infrante le regole su aiuti di Stato

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La Commissione europea ha avviato un’investigazione sul regime fiscale delle società a Gibilterra. L’obiettivo è verificare se il nuovo sistema fiscale delle società favorisca alcune categorie di imprese, infrangendo le regole europee sugli aiuti di stato. In particolare, l’esecutivo comunitario ha deciso di esaminare la questione dell’esenzione dall’imposta sul reddito delle società per redditi negativi quali dividendi e interessi. Il nuovo schema fiscale di Gibilterra è stato introdotto dall’Atto del reddito delle società nel 2010 e trova il suo fondamento nel principio di territorialità. Questo significa che tutte le attività derivanti da o maturate nel Paese sono tassabili. Esiste però un’esenzione per il reddito negativo (per esempio: dividendi, diritti e alcune tipologie di interessi) che non è più soggetto a tassazione, indipendentemente se venga o meno prodotto a Gibilterra.
 
Il sistema fiscale delle imprese - A giugno 2012, la Commissione ha ricevuto una denuncia dalla Spagna riguardante il sistema fiscale delle società di Gibilterra, che consentirebbe di usufruire di vantaggi fiscali a società offshore che non hanno alcun legame con la Rocca. La Commissione ha avviato, a seguito di questa denuncia, una preliminare investigazione per valutare se l’esenzione fiscale per il reddito passivo possa coinvolgere gli aiuti di stato poiché si allontana dal complessivo sistema fiscale delle società e questo potrebbe garantire un vantaggio a un particolare gruppo di aziende che produce reddito passivo. Gibilterra ha modificato le sue leggi nel luglio di quest’anno abrogando l’esenzione per gli interessi su prestiti interaziendali superiori a 100 mila sterline all’anno.  Ciò nonostante, la Commissione valuterà se l’esenzione ha infranto le regole sugli aiuti di stato quando era ancora in vigore.
 
Gli esami di Gibilterra - La Commissione europea ha esaminato il sistema fiscale delle imprese di Gibilterra in diverse occasioni. A luglio 2001, la Ue ha aperto un’indagine sulle regole degli aiuti di stato nell’ambito del regime fiscale di esenzione dall’imposta sul reddito delle società, delle aziende senza business o commercio nella Rocca e non di proprietà di residenti di Gibilterra. Aziende che avevano questi requisiti ma la sede a Gibilterra pagavano tra il 2 e il 10% sui profitti. La Rocca di conseguenza ha abolito questo schema considerato di favore per le aziende offshore. Ad agosto 2002, la Gran Bretagna ha notificato una riforma del sistema fiscale, applicabile a tutte le aziende presenti a Gibilterra e che consisteva in un’imposta sulle buste paga, un’imposta sull’occupazione della proprietà dove aveva sede l’impresa e una tassa di iscrizione. A marzo 2004, la Commissione ha scoperto che la proposta di riforma fiscale favorisce selettivamente alcune categorie di imprese in violazione delle regole europee degli aiuti di stato. A novembre 2011, la Corte di Giustizia europea ha confermato la decisione della Commissione, concludendo che l’effetto combinato delle misure fiscali creerebbe un vantaggio per le aziende offshore, che non hanno impiegati e che non hanno sede a Gibilterra.
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