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Dal mondo

Global Forum: barra a dritta
e avanti tutta su trasparenza – 2

Il vertice di Tbilisi è servito a ricordare che il secondo round, annunciato da poco, ha appena preso l’avvio

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Il Forum a partire dal 2010 ha realizzato complessivamente 253 report e se si fa riferimento al lavoro svolto all’interno del cosiddetto primo round, quelli relativi alla Fase 1 sono stati 98, quelli relativi alla Fase 2 sono stati 86, mentre 27 hanno avuto per oggetto entrambe le fasi. Infine, nel novero dei rapporti di revisioni tra pari rientrano anche 42 analisi supplementari, quelle avviate dopo che le giurisdizioni momentaneamente bocciate avevano chiesto di dare conto delle misure adottate per superare l’empasse.
 
Grazie ai 17 rapporti presentati al meeting di inizio novembre in Georgia, il Global Forum sulla trasparenza fiscale dell’Ocse è stato in grado di chiudere il primo round di peer review sullo scambio di informazioni su richiesta e di concentrare le proprie risorse verso obiettivi ancora più ambiziosi. 
 
A parere dell’Ocse, il primo round ha dimostrato che nella sostanza lo standard per lo scambio di informazioni su richiesta risulta implementato in tutto il mondo. Mentre 99 giurisdizioni hanno ottenuto le valutazioni più alte (“Conforme” e “Largamente Conforme”), 12 giurisdizioni sono state considerate “Parzialmente Conformi” e solo 5 sono state classificate “Non Conformi”.
 
Infine, tra i membri del Forum c’è solo una giurisdizione a non aver ancora ottenuto una classificazione: il Kazakistan avrà tempo fino al 30 novembre per chiedere un’accelerazione della procedura di revisione. In caso contrario anche questo Stato sarà inserito nel gruppo delle pecore nere (i “Non Conformi”).
 
I riflettori si spostano sugli Stati non-membri
Il vertice di Tbilisi è servito anche a ricordare che il secondo round, annunciato da pochi mesi, ha appena preso avvio. In questa serie di revisioni,  oltre alla conformità rispetto alla versione rafforzata degli standard concordati a livello internazionale in materia di scambio di informazioni, si valuterà anche la disponibilità nelle varie giurisdizioni delle informazioni sul beneficiario effettivo. I primi risultati di questo round di peer review verranno presentati a partire da agosto 2017.
 
Nel frattempo l’Ocse è al lavoro per avviare delle procedure di revisione tra pari che abbiano ad oggetto Paesi e giurisdizioni che non hanno mai aderito al Global Forum. Lo scopo dichiarato di questa mossa è evitare che alcuni Stati sfruttino la mancata adesione per ottenere surrettiziamente la possibilità di non impegnarsi a implementare gli standard internazionali di trasparenza fiscale.
 
Sempre nel corso del vertice è stato ribadito l’impegno dell’organismo multilaterale nell’ambito dell’assistenza tecnica. Questo supporto viene fornito a tutti i membri, ma in particolar modo a quei Paesi in via di sviluppo che ormai compongono il Forum per più di metà dei seggi.
 
Il contenuto dei 17 rapporti nel dettaglio,  il Perù a due anni dall’adesione
Il primo rapporto, relativo alla valutazione del quadro normativo del Perù in relazione agli standard di trasparenza e allo scambio di informazioni su richiesta (Fase 1), riconosce la solida struttura legale e amministrativa dello Stato andino, ritenuta in grado di garantire la disponibilità delle informazioni sui titolari degli strumenti finanziari. Nelle conclusioni del report il Forum ha però espresso una serie di raccomandazioni allo Stato, divenuto membro del Global Forum da soli 2 anni. La prossima review sul Perù, prevista per la seconda metà del 2018, avrà proprio lo scopo di verificare se le autorità nazionali avranno compiuto i progressi auspicati o meno, soprattutto in materia di regolamenti secondari e autorità competente.
 
Al traguardo della Fase 2, il gruppo dei largamente conformi e parzialmente conformi
In generale, in seguito all’analisi dei rispettivi quadri normativi e regolamentari, un primo gruppo di Stati comprendente Azerbaijan, Brunei, Bulgaria, Burkina Faso, Lesotho, Marocco e Romania è stato catalogato come largamente compliant in rapporto agli standard internazionali di trasparenza fiscale, seppure con alcune piccole differenze. Infatti, nonostante i numerosi elementi perfettamente in linea con le migliori best practice prescritte dall’Ocse, restano ancora dei punti oscuri che andrebbero rimossi. Su questi punti sono state indirizzate specifiche raccomandazioni e richiesti interventi mirati.
 
In generale, le autorità di pressoché tutti gli Stati sopra elencati hanno assicurato il proprio impegno ad affrontare le lacune non ancora colmate a livello di ordinamento giuridico e a intervenire su tutti gli aspetti operativi evidenziati nelle review. Nel rapporto sull’Azerbaijan, in particolare, il Forum ha espresso l’auspicio che il Paese chiarisca l’ambito dei poteri delle autorità fiscali nazionali in relazione alle informazioni finanziarie da scambiare. Tuttavia, l’Azerbaijan dispone di un sistema più che idoneo per la gestione delle richieste di scambio di informazioni e questo elemento non va sottovalutato. Passando al Marocco, il Forum raccomanda con forza di accelerare il processo di ratifica degli accordi e di migliorare la gestione del processo relativo allo scambio di informazioni. Nel caso della Bulgaria si è invece deciso di accorpare insieme le due Fasi del processo di revisione. L’esito, positivo, suggerisce comunque di rafforzare i poteri (sia di sorveglianza che coercitivi) a disposizione dell’autorità competente del Paese.
 
Anche i report supplementari di Fase 2 redatti per Israele e Barbados riconoscono ai due Stati l’impegno profuso dopo le raccomandazioni loro indirizzate nei rapporti precedenti. Nelle conclusioni dei rapporti, l’Ocse ha classificato entrambe le giurisdizioni “Largamente Conformi”, pur esortandole a rimuovere gli ultimi problemi operativi irrisolti.
 
Un terzo gruppo di rapporti riguarda infine due giurisdizioni considerate come parzialmente compliant al termine della Fase 2 della procedura di peer review, ovvero Dominica e Repubblica Dominicana. La prima è risultata carente sia in materia di vigilanza sia relativamente alla sua capacità di assicurare l’applicazione delle regole connesse allo scambio di informazioni. Per quanto riguarda la Repubblica Dominicana, invece, il report ha messo in evidenza l’impatto negativo causato dai ritardi nell’accesso alle informazioni bancarie. Lo stesso Forum però ha evidenziato le recenti misure adottate nel Paese per rispettare gli standard e il fatto che nel giugno 2016 la Repubblica Dominicana ha formalizzato la sua adesione alla Convenzione multilaterale sulla mutua assistenza amministrativa in materia fiscale.
 
I non conformi: Panama e Isole Marshall
Le giurisdizioni “Non Conformi” si dividono tra “Non Conformi” tout court (Panama e Isole Marshall) e quelle giudicate genericamente “Non Conformi” in quanto, dopo aver concluso la Fase 1, per più di un biennio non hanno avuto nel proprio ordinamento i requisiti che avrebbero assicurato un effettivo scambio di informazioni (senza inoltre aver dimostrato di aver compiuto progressi sufficienti nelle analisi supplementari). Fanno parte di questo sottogruppo Guatemala, Trinidad e Tobago e Micronesia.
 
Delle pecore nere, sia Panama che le Isole Marshall sono state bocciate in questa tornata di rapporti di peer reviews, anche se entrambi gli Stati hanno mosso timidi passi nella direzione della trasparenza fiscale.
 
Mentre Panama a fine ottobre ha firmato la Convenzione multilaterale sulla mutua assistenza amministrativa in materia fiscale, diventando la 105esima giurisdizione aderente, le Isole Marshall hanno ultimamente comunicato al Global Forum di voler aderire alla stessa Convenzione e di stare attivando tutte le misure necessarie a dare seguito alle raccomandazioni dell’Ocse.
 
In ogni caso, nonostante gli annunci e gli impegni presi, attualmente la valutazione del Forum sui due Paesi rimane negativa. Del resto sono troppi i nodi irrisolti in entrambe le giurisdizioni, a cominciare dalle notevoli difficoltà sperimentate nella raccolta e nello scambio di informazioni su richiesta nel periodo che va dal 2012 al 2015.
 
Gli altri rapporti supplementari
A chiudere il cerchio, le ultime peer review (rapporti supplementari di Fase 1 e 2) si riferiscono a Libano, Nauru e Vanuatu. Per il Libano c’è poco da dire: dopo la bocciatura subita nel 2012 il Paese ha fatto progressi e viene ammesso alla Fase 2. Anche Vanuatu e Nauru hanno fatto progressi. In particolare Nauru ha dimostrato il suo impegno aderendo formalmente alla Convenzione multilaterale sulla mutua assistenza amministrativa in materia fiscale. Lo stesso Vanuatu ha superato più che bene la bocciatura del 2011 e risulta così ammesso alla Fase 2 (prevista per la seconda parte del 2018).
 
Mattone dopo mattone, il cantiere dello scambio globale di informazioni sembra davvero a buon punto. Ora si tratta di vedere se, una volta ultimati, gli edifici saranno in grado di reagire agli eventuali assalti alla diligenza degli ultimi recalcitranti Stati canaglia e paradisi fiscali.
 
 
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