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Dal mondo

Global Forum: standard, trasparenza
e assistenza. Un futuro a tre voci

Diffusione degli standard nel maggior numero di giurisdizioni, trasparenza fiscale e assistenza tecnica

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L'attenzione del G20 per i lavori del Global Forum è stata elevata per tutto il 2010. Negli incontri di Toronto e di Seoul, i leader dei Paesi più industrializzati apprezzano la rapida crescita del numero di accordi che consentono lo scambio di informazioni fiscali e chiedono al Global Forum di presentare un rapporto intermedio sullo stato dei peer review a novembre 2011. Infine, nel summit tenutosi a Parigi nel mese di febbraio 2011, i ministri delle Finanze dei Paesi del G20 confermano la scadenza di novembre 2011 per il primo rapporto del Global Forum, facendo pressione perché, entro tale termine, sia completata una parte sostanziale dei peer review. In particolare, al Global Forum è richiesto di accelerare i lavori in modo da presentare a Cannes circa 60 rapporti. Le giurisdizioni, invece, sono invitate a rimediare rapidamente alle deficienze riscontrate nei rapporti già adottati dal Global Forum.


Il bilancio delle attività
Dopo quasi due anni di intenso lavoro, il Global Forum si è presentato a Cannes con 59 rapporti di peer review e 7 rapporti supplementari, tutti pubblicati. Mentre i rapporti di peer review contengono una valutazione complessiva del livello di adesione delle giurisdizioni agli standard - con riferimento al solo quadro giuridico, nelle revisioni di fase 1, e con riferimento al quadro giuridico e alla prassi applicativa, nelle revisioni combinate - i rapporti supplementari si innestano su una revisione già conclusa per dar conto dell'eventuale adeguamento della giurisdizione alle raccomandazioni formulate dal Global Forum.


La spinta all'adeguamento spontaneo
La reazione delle giurisdizioni alle raccomandazioni formulate nei rapporti di peer review è sempre più rapida. Lo provano i sette rapporti supplementari già pubblicati, così come il ragguardevole numero di Paesi (32, secondo l'OCSE) che hanno modificato le loro leggi o posizioni politiche nel corso del processo di peer review. Si tratta di modifiche che, in alcuni casi, segnano una vera e propria svolta: si pensi al Belgio, che ha modificato la propria legislazione in merito di segreto bancario, modifica che ne ha permesso l'ammissione alla fase 2. Questo ad ulteriore conferma del fatto che il Global Forum non si limita a produrre rapporti, ma contribuisce a migliorare effettivamente il quadro legale internazionale in merito alla trasparenza fiscale.


Il futuro del Global Forum
Per il Global Forum, il lavoro non è certo finito. Entro la fine del 2012, il gruppo dovrà completare le revisioni di fase 1 (ne mancano poco meno di 50) e una parte "sostanziale" delle revisioni di fase 2. Dovrà, inoltre, svolgere le verifiche supplementari richieste dalle giurisdizioni a seguito di modifiche importanti del proprio quadro giuridico e regolamentare, accanto a una generale attività di monitoraggio e follow up.


L'assistenza tecnica
Per il Global Forum, in ogni caso, l'obiettivo principale resta la diffusione degli standard nel maggior numero di giurisdizioni e l'incremento del livello generale di trasparenza fiscale.
In questo contesto, il Forum potrebbe ritagliarsi un ruolo di spicco anche nel settore dell'assistenza tecnica, condividendo il know how acquisito nel corso dei peer review con le giurisdizioni che, per la ridotta dimensione, la carenza di professionalità adeguate o anche solo la mancanza di esperienza pratica, hanno difficoltà a mettersi in linea con gli standard internazionali in materia di trasparenza fiscale. Già a Seoul, nel novembre 2010, i Leader del G20 avevano dato mandato al Global Forum di supportare i lavori volti a prevenire l'erosione delle basi imponibili nazionali, soprattutto in relazione ai Paesi in via di sviluppo.
Nel rapporto presentato a Cannes, una sezione è dedicata all'utilità dei lavori del Global Forum per i Paesi in via di sviluppo. Il processo di peer review si basa sull'assunto che lo scambio di informazioni fiscali è possibile solo se le informazioni sono disponibili (e, cioè, sono mantenute in virtù di norme cogenti) e accessibili all'amministrazione finanziaria: se questo è vero, potenziare i meccanismi di scambio vuol dire, per prima cosa e soprattutto, assicurarsi che le amministrazioni finanziarie siano in grado di operare in maniera efficiente, e dispongano di strumenti - normativi e organizzativi - adeguati. I Paesi in via di sviluppo, inoltre, possono avvalersi del supporto del Global Forum per facilitare i contatti e le negoziazioni con le 105 giurisdizioni che vi partecipano ed espandere così la propria rete di scambio.
Che i Paesi in via di sviluppo ritengano utile il know how sviluppato dal Global Forum è confermato dai numeri: 17 dei membri del Global Forum sono Paesi in via di sviluppo, e solo 2 di questi erano considerati paradisi fiscali (tax haven) in base i criteri OCSE del 1998.


La sfida più grande: dal bilaterale al multilaterale
Infine, ancora con riferimento al tema degli accordi, è interessante evidenziare che, se al momento gli accordi bilaterali restano lo strumento più importante per lo scambio, in futuro l'asse potrebbe spostarsi a favore degli strumenti multilaterali. Ancora una volta, lo stimolo viene dai Paesi del G20, che a Cannes si sono impegnati a firmare la Convenzione Multilaterale sulla mutua assistenza amministrativa nelle questioni fiscali promossa da Ocse e Consiglio d'Europa, oltre che ad incoraggiare le altre giurisdizioni a aderirvi.
In questo contesto, si potrebbe persino cominciare ad ipotizzare un'evoluzione degli standard internazionali in materia di trasparenza fiscale dallo scambio su richiesta - come previsto dal Modello Ocse di Convenzione bilaterale e di Tiea - allo scambio automatico su base volontaria - come previsto dalla Convenzione Multilaterale Ocse/Coe e dalle direttive comunitarie. La strada da percorrere, tuttavia, appare ancora lunga.


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