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Governance: la stabilità è la prioritàdella Commissione europea

L'esecutivo Ue rimarca il ruolo della pianificazione per ottimizzare il risultato finanziario dell'Unione

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Privilegiare una pianificazione della politica di governance e, soprattutto, studiare le possibilità di riforma in accordo con gli obiettivi strategici dell'Unione e delle sfide opposte dalla globalizzazione è da dieci anni una delle priorità della Commissione. La Commissione europea torna a occuparsi di governance formulando al Consiglio europeo una serie di proposte. Le ultime sono del 12 maggio e sono state approvate nelle Conclusioni del 17 giugno 2010.

Le proposte recenti
Secondo il Consiglio occorre "attribuire, alla sorveglianza di bilancio, importanza di gran lunga maggiore rispetto ai livelli e all'andamento dell'indebitamento e della sostenibilità globale". Tale affermazione privilegia, dunque, nella valutazione dello stato finanziario complessivo all'interno di un Paese non soltanto il debito pubblico ma anche quello di famiglie e imprese recependo, così, un concetto di "stabilità" più ampio. Tale orientamento è basilare per la valutazione positiva della situazione di  Stati, come  l'Italia, che hanno un elevato peso del debito pubblico ma registrano nel settore privato livelli di indebitamento più contenuti.

Il ruolo e la funzione del semestre europeo
La Commissione propone un "semestre europeo" (dovrebbe avere luogo all'inizio del 2011) necessario per armonizzare la programmazione di bilancio e la politica nazionale. Tale periodo, dedicato al coordinamento delle politiche economiche, permetterebbe agli Stati membri la preparazione dei bilanci e dei programmi nazionali di riforma.
Formulando gli orientamenti di politica economica all'inizio dell'anno il Consiglio europeo potrebbe elaborare i programmi di stabilità e dei Pnr in modo più agevole per una migliore definizione della strategia di bilancio dell'Unione europea e dell'area euro. La sincronizzazione della valutazione e del coordinamento delle politiche di bilancio e strutturali a livello europeo aiuterà gli Stati membri a perseguire più efficacemente gli obiettivi comuni.

Per risolvere le crisi un meccanismo ad hoc
La Commissione europea sollecita, inoltre, la creazione del meccanismo permanente per la risoluzione delle crisi orientato a:

  • rafforzare la dimensione preventiva della sorveglianza, particolarmente nei periodi di congiuntura favorevole;
  • rispettare le regole;
  • contenere il debito pubblico per garantire la sostenibilità di lungo termine alle finanze pubbliche.

Per l'area euro, la Commissione propone, infine, di sostituire la sorveglianza reciproca degli squilibri, attualmente realizzata dall'Eurogruppo, in un quadro di sorveglianza strutturato sulla base dell'articolo 136 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea.

La riforma della governance europea
Agli inizi del 2000 la Commissione aveva presentato la riforma della governance europea come uno dei quattro obiettivi strategici nel rispetto dei vincoli imposti dai trattati insistendo sulla necessità di rinnovare il metodo comunitario attraverso una impostazione meno verticistica e integrando i mezzi di azione delle politiche europee con strumenti di tipo non legislativo.
In questa prospettiva la Commissione si è sempre raccordata con il Consiglio prospettando un rafforzamento della capacità decisionale. Le finalità di ottimizzazione della governance richiedono che il Consiglio stabilisca un nesso più stretto tra la politica dell'Unione europea e le azioni a livello nazionale con l'obiettivo di perseguire orientamenti strategici a lungo termine.

Quattro principi per una una governance più democratica
Una governance più democratica nell'ottica della commissione si fonda su quattro principi ineludibili: apertura, partecipazione, responsabilità, efficacia e coerenza. Ognuno di essi rappresenta il fondamento della democrazia e del principio di legalità negli Stati membri trova applicazione a tutti i livelli di governo: globale, europeo, nazionale, regionale e locale.

L'apertura
Le istituzioni devono operare in modo più aperto: assieme agli Stati membri, devono adoperarsi attivamente per spiegare meglio, con un linguaggio accessibile e comprensibile al grande pubblico, che cosa fa l'Unione europea e in che cosa consistono le decisioni che essa adotta. Questo principio riveste particolare importanza se si vuole accrescere la fiducia dei cittadini in istituzioni complesse.

La partecipazione
La qualità, la pertinenza e l'efficacia delle politiche dell'Unione dipendono dall'ampia partecipazione che si saprà assicurare lungo tutto il percorso, dalla prima elaborazione all'esecuzione. Con una maggiore partecipazione sarà possibile aumentare la fiducia nel risultato finale e nelle istituzioni da cui emanano tali politiche. Perché ci sia una maggiore partecipazione, è indispensabile che le amministrazioni centrali cerchino di interessare i cittadini all'elaborazione e all'attuazione delle politiche dell'Unione.

La responsabilità
I ruoli all'interno dei processi legislativi ed esecutivi vanno definiti con maggiore chiarezza. Ogni istituzione dell'UE deve spiegare qual è il suo ruolo in Europa e deve assumerne la responsabilità. Ma vi è esigenza di maggiore chiarezza e maggiore responsabilità anche da parte degli Stati membri e di tutti coloro che partecipano, a qualsiasi livello, all'elaborazione e all'attuazione delle politiche dell'Unione.

L'efficacia
Le politiche dell'Unione europea devono essere efficaci e tempestive, producendo i risultati richiesti in base a obiettivi chiari, alla valutazione del loro impatto futuro e, ove possibile, delle esperienze acquisite in passato. Per la loro efficacia, è necessario inoltre che le politiche siano attuate secondo proporzionalità e le decisioni siano adottate al livello più opportuno.

La coerenza
Le politiche e gli interventi dell'Unione devono essere coerenti e di facile comprensione. Si avverte una crescente esigenza di coerenza: la gamma dei compiti da assolvere è andata ampliandosi; l'allargamento dell'Unione accentuerà le differenze; sfide quali il cambiamento climatico e il calo demografico superano i confini delle politiche settoriali sulle quali si è costruita l'Unione; le autorità regionali e locali sono sempre più coinvolte nelle politiche dell'UE. La coerenza richiede una leadership politica e una decisa assunzione di responsabilità da parte delle istituzioni, così da assicurare un'impostazione coerente all'interno di un sistema complesso.

La proporzionalità e la sussidiarietà
Ognuno di questi principi è importante di per se stesso e può essere conseguito con azioni separate sempre che siano indirizzate a sostegno dei principi di proporzionalità e sussidiarietà. Questo significa che, dalla prima elaborazione di una politica fino alla sua esecuzione, la scelta del livello su cui intervenire (da quello comunitario a quello locale) e degli strumenti da utilizzare deve essere proporzionata agli obiettivi perseguiti. Ciò significa valutare se una azione pubblica è veramente necessaria, se il livello europeo è quello più opportuno e se le misure proposte sono proporzionate agli obiettivi. Un "circolo virtuoso", basato sul feedback, sulle reti e su una partecipazione a tutti i livelli, dalla definizione delle politiche fino alla loro attuazione.

Riforma della governance e integrazione europea
La riforma della governance è uno degli elementi chiave per la buona riuscita del processo di integrazione europea come evidenziato anche  dichiarazione di Berlino, adottata il 25 marzo 2007 dai capi di Stato e di governo che, riconoscendo la portata della governance multilivello, in quella occasione accedevano alla concezione dell'Europa che il Comitato delle regioni aveva espresso pochi giorni prima nella sua dichiarazione di Roma.

Le indicazioni di Eurobarometro
Peraltro, anche nel rapporto speciale Eurobarometro 307 sul ruolo e l'impatto degli enti regionali e locali in Europa, pubblicato nel febbraio 2009 e basato su un campione di 27mila cittadini europei interpellati nell'autunno 2008 nei 27 Stati membri, emerge che i cittadini europei considerano la governance condivisa come un fatto naturale.
Al momento, la crescente globalizzazione dell'economia pone la Commissione dinanzi alle problematiche connesse alla presenza del dilagare degli stati di indebitamento pubblico di alcuni Paesi europei che minacciano la stabilità dell'euro. Ciò impone un miglioramento del funzionamento del patto di stabilità e crescita e una vigilanza sugli squilibri macroeconomici.

 

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