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Dal mondo

Gran Bretagna, incassi per 628 miliardi.
Il riscosso segna un aumento del +3,6%

L’Agenzia delle entrate e delle dogane fa il punto sull’attività svolta nel periodo 2018-2019. Cresce l’offerta di servizi digitali

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Quasi 628 miliardi di sterline incassate, con un trend costantemente in crescita dal 2014-2015. La Her majesty revenue and customs fa il punto sull’attività svolta nello scorso anno fiscale (2018-2019) e pubblica il rapporto Hmrc Annual Report and Accounts 2018 to 2019, che contiene una sintesi dei principali traguardi raggiunti dal Fisco britannico negli ultimi dodici mesi.

Trend in crescita per le entrate
Nel periodo 2018-2019 sono stati incassati 627, 9 miliardi di sterline, con un più 3,6% rispetto al periodo precedente (nel 2017-2018 gli introiti sono stati 605,8 miliardi) confermando un trend in crescita a partire dai quasi 518 miliardi di entrate del 2014-2015. A trainare l’aumento sono in particolar modo le imposte sul reddito e i contributi assicurativi (National insurance) con 329 miliardi di incasso e un +4% rispetto all’anno precedente (l’incremento è stato determinato da un parallelo aumento dell’occupazione e del livello medio dei salari). In crescita anche gli incassi da Iva con 135,6 miliardi di sterline e con un incremento dello 5,4%. Segue l’imposta sui redditi societari, il cui andamento rimane sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente con 53,5 miliardi. Il contributo maggiore ai risultati della riscossione deriva principalmente dai contribuenti persone fisiche (più di 45 milioni) e le piccole imprese che rappresentano la quasi totalità del tessuto imprenditoriale e impiegano circa 14 milioni di persone. Dal fronte del contrasto all’evasione arrivano circa 34 miliardi di sterline, 4 miliardi in più rispetto al periodo precedente. Di questi, 3 miliardi derivano dal recupero di somme nell’attività contro il crimine. Sono circa 2.200, inoltre, gli interventi messi in campo dal Fisco britannico contro l’attività di riciclaggio di denaro.

Servizi sempre più digitali
Circa 19 milioni di contribuenti hanno utilizzato il Personal tax accounts, il conto fiscale online, 4 milioni in più rispetto al periodo precedente. Oltre 10 milioni di autodichiarazioni sono state compilate via web, circa il 93,5% del totale. Più del 60% delle imprese ha usato il conto fiscale business, uno dei degli elementi strategici del Making tax digital for business programme avviato dal Fisco britannico nell’aprile del 2018.
Del resto, l’obiettivo dell’Amministrazione fiscale è quella di rendere sempre più digitali i servizi offerti, rafforzando l’assistenza online e riducendo quella erogata tramite i canali tradizionali. In quest’ottica vanno interpretati i dati in diminuzione dei servizi offerti via telefono o tramite le poste. Nell’ultimo anno, infatti, il Fisco ha ricevuto l’8,7% in meno di telefonate rispetto al periodo precedente (quasi 43 milioni di chiamate). E, sempre nello sforzo di implementare l’offerta di servizi via computer, nell’ultimo anno il Fisco britannico ha lanciato nuovi servizi digitali quali il Self-serve time to pay service, con cui è possibile pagare i propri debiti fiscali online e che ha attualmente circa 4mila utenti. Sono stati ampliati, inoltre, i servizi offerti tramite l’Hmrc app, l’applicazione per smartphone che nel 2018-2019 è stata utilizzata da 8 milioni di contribuenti.

Brexit in primo piano
Il report fa il punto anche sull’attività condotta dal Fisco per supportare il Governo nell’uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea e per la quale nel 2018-2019 l’Amministrazione tributaria ha speso oltre 260 milioni di sterline. In particolare, l’attività dell’Hmrc si è concentrata sulla gestione dei possibili futuri cambiamenti relativi ai dazi doganali, all’Iva e alle accise, con azioni mirate a supportare le imprese e gli altri operatori commerciali e a migliorare il proprio sistema di information technology (IT).

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