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Dal mondo

Helsinki, la mano del Fisco è dolce
su chi vende frutti di bosco selvatici

Nel Paese la stagione della raccolta è nel vivo. Puntuale, l’Amministrazione fiscale spiega come regolarsi con le imposte.

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I finlandesi che occasionalmente raccolgono e vendono ribes, mirtilli, more e lamponi non devono versare nemmeno un euro di tasse. Sul proprio sito istituzionale, l’Agenzia delle Entrate di Helsinki spiega che nulla è dovuto sui guadagni realizzati grazie alla raccolta e alla vendita a titolo “amatoriale” di frutti di bosco selvatici. Affari “tax free” dunque per i banchetti improvvisati sulle aree di sosta delle strade e anche per la cessione presso mercati, ristoranti o ad acquirenti all’ingrosso. A patto che i prodotti non siano stati lavorati. Il berry picking è quasi uno sport nazionale in Finlandia, al punto che nella città di Suomussalmi, nell’est del Paese, si è svolto anche un campionato. Ogni anno i boschi regalano oltre 500 milioni di chili di dolcissimi frutti, che vengono raccolti tra la fine dell’estate e l’autunno. Una ricchezza di cui tutti possono beneficiare: per legge, infatti, chiunque ha il diritto di raccoglierli, turisti compresi.
 

Niente imposte in base al diritto di pubblico accesso
“Se raccogli frutti di bosco selvatici per mangiarli o per venderli autonomamente i guadagni sono esenti da imposte”, si legge sul sito dell’Amministrazione fiscale di Helsinki https://www.vero.fi. Ciò in base al Jokamiehenoikeus, cioè “diritto di pubblico accesso”, istituto giuridico che sancisce che ogni persona è libera di camminare gratuitamente nella natura, raccogliere funghi e frutti di bosco o pescare. La linea morbida del Fisco non cambia nemmeno nel caso in cui questi prodotti selvatici vengano poi venduti al mercato o ceduti a ristoratori e grossisti. A patto che l’attività venga svolta a titolo amatoriale e occasionale e che i frutti vengano venduti freschi, quindi non trattati, dolcificati o surgelati. Il berry picker di professione, con un contratto, dovrà invece versare le imposte sul suo compenso, che viene considerato un salario a tutti gli effetti e sarà quindi tassato con l’aliquota dei redditi da lavoro. I redditi derivanti dalla raccolta di frutti di bosco coltivati, invece, sono sempre sottoposti a prelievo fiscale.
 

Agevolazioni anche per gli stranieri
Istruzioni chiare anche per gli stranieri che si trasferiscono in Finlandia per lavorare durante i mesi della raccolta: chi è alle dipendenze di un datore di lavoro straniero per un periodo non superiore a sei mesi non deve pagare le tasse in Finlandia. Viceversa, chi si sposta per lavorare per conto di un’impresa finlandese deve dotarsi di una “tax card”, un documento personale che riporta l’aliquota fiscale applicata e che consente al datore di lavoro di conoscere le somme da trattenere a titolo di imposte. Più in dettaglio, il lavoratore non residente può chiedere che il suo reddito sia tassato in maniera progressiva, come per i finlandesi. A questo scopo, è necessario ottenere una “tax card” per non residenti e un “personal Id number”, ovvero un codice identificativo simile al nostro codice fiscale. In questo modo, l’anno successivo il lavoratore riceverà una dichiarazione dei redditi precompilata. Tuttavia, queste regole valgono solo per i soggetti residenti in uno dei Paesi dello Spazio economico europeo o in uno stato che ha firmato una convenzione fiscale bilaterale con la Finlandia.
In alternativa, il reddito può essere tassato con una ritenuta alla fonte pari al 35%. In questo caso, bisognerà ottenere una carta “tax-at-source” e non occorrerà presentare la dichiarazione dei redditi poiché non saranno dovute ulteriori imposte rispetto a quelle trattenute a monte. Il Fisco finlandese offre infine assistenza “sul campo” alle imprese che coltivano frutti di bosco impiegando lavoratori stranieri. Tramite un semplice form da compilare online, infatti, i datori di lavoro che intendono impiegare almeno cinque lavoratori non residenti, che necessitano quindi di una tax card, possono chiedere una visita dei funzionari dell’amministrazione tributaria per velocizzare le pratiche.

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