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Dal mondo

Hong Kong: accordo con gli Usa
sul Fatca previsto entro l’anno

Le trattative in corso tra i due Paesi lasciano intravedere la conclusione entro il 2014 con effetti dal 2015

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Sono quasi arrivate al traguardo le trattative tra Hong Kong e gli Stati Uniti sull'accordo Fatca. Con l'attivazione dell'accordo intergovernativo per lo scambio di informazioni, che sarà firmato entro la fine dell'anno, l'Agenzia delle Entrate degli Stati Uniti (Irs) riceverà direttamente dagli istituti finanziari della Regione amministrativa speciale della Rpc le informazioni rilevanti relative ai conti dei contribuenti Usa. Con l'adesione di Hong Kong, la mappa tracciata dalle adesioni al Fatca si fa sempre più estesa e fitta su scala mondiale, anche a Estremo Oriente.

 
Accordo Usa-Hong Kong, verso il Fatca "modello 2" - Secondo le attese, Hong Kong (che in base all’accordo firmato fra la Repubblica Popolare Cinese e il Regno Unito godrà sino al 2047 di piena autonomia nelle scelte di politica economica e fiscale) e gli Stati Uniti arriveranno alla firma  di un accordo intergovernativo "modello 2": Il "modello 2" prevede che le istituzioni finanziarie estere riportino direttamente alle Entrate statunitensi le informazioni rilevanti sui conti esteri dei contribuenti Usa. Gli istituti finanziari cercheranno il consenso dei titolari dei conti che sono contribuenti Usa per la comunicazione delle loro informazioni di account per l'Irs anno per anno. Questa opzione prevede, inoltre, compiti specifici per le istituzioni  finanziarie di Hong Kong, che dovranno infatti registrarsi e concludere accordi separati con l'Irs.
 
La filosofia e l’applicazione del Fatca - La normativa Fatca, approvata dal Congresso degli Stati Uniti nel 2010 per entrare in vigore nel luglio di quest'anno, ha l'obiettivo generale di colpire l'elusione e l'evasione fiscale su scala internazionale, garantendo all'Amministrazione finanziaria a stelle e strisce la possibilità di disporre delle informazioni sui conti aperti da contribuenti statunitensi in istituzioni finanziarie estere.  La mancata comunicazione dei "dati Fatca" da parte delle istituzioni finanziarie non statunitensi prevede l'applicazione di una sanzione consistente: una ritenuta alla fonte del 30% applicata a tutti i pagamenti provenienti dagli Stati Uniti o da altri sottoscrittori del Fatca.
 
Anche Taiwan verso la firma dell'accordo intergovernativo – In ambito cinese, un altro "punto" andrà a breve ad aggiungersi alla mappa mondiale del Fatca. La Financial Supervisory Commission della Repubblica di Taiwan punta infatti a chiudere l’accordo intergovernativo Facta con gli Stati  Uniti entro la fine del mese di giugno di quest’anno. Anche in questo caso, la firma dell’accordo consentirà di rafforzare la lotta internazionale all'evasione fiscale e di aumentare la compliance, attraverso  l'applicazione della normativa Usa sullo scambio automatico di informazioni di natura finanziaria tra le autorità fiscali di Taipei e la statunitense Internal Revenue Service.
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