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Dal mondo

Hong Kong: tra finanza e fiscoil nuovo volto del porto profumato

Dalle implicazioni positive ottenute nella politica degli scambi alle procedure semplificate per la costituzione di società

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L'economia reale della Regione amministrativa speciale di Hong Kong in calo nel 2009, ha registrato nel 2010 una ripresa grazie al trend positivo delle esportazioni, dei servizi finanziari, all'aumento della domanda interna e del turismo. Nel 2010 sono aumentate le esportazioni totali (export domestico + re-export) e le importazioni. A seguito dell'intensificazione degli  scambi commerciali con la Cina e con il mercato europeo anche i consumi privati sono cresciuti.

L'attuale normativa sugli scambi
La merce in arrivo (per via aerea e marittima) da Hong Kong deve essere predichiarata in dogana dove possono essere assoggettate ad  ispezione. Per il ritiro è necessario che, entro 14 giorni dall'arrivo, l'importatore presenti al Trade & Industry Department (TID) la dichiarazione di importazione, la fattura di acquisto e il packing list, in lingua inglese. La Import Declaration Fee è l'unico onere a cui sono soggette le operazioni di importazione. La relativa aliquota è dello 0,025% del valore CIF della merce, da corrispondere all'atto della presentazione della dichiarazione di importazione al TID. Sono previsti dazi differenziati per alcune categorie merceologiche quali: vini, liquori, tabacchi, autoveicoli, oli minerali, alcool etilico mentre alcuni prodotti (alimentari, medicinali, materiale strategico, alcuni prodotti chimici, pelli e pellicce) richiedono una specifica licenza rilasciata dal TID.

Gli accordi Cepa
Analogamente per l'import-export di prodotti tessili da/per l'Europa sono necessarie specifiche licenze. Hong Kong e Cina hanno siglato l'intesa di libero scambio Closer Economic Partnership Arrangement (CEPA), che consente l'azzeramento delle tariffe per 1.087 categorie di beni prodotti a Hong Kong ed esportati nella Cina continentale. Merita di essere considerata anche la Cepa2 che ha introdotto ulteriori trattamenti  preferenziale alle aziende costituite a Hong Kong e operanti in 27 categorie di servizi. Le aziende straniere di manufatti possono beneficiare delle clausole Cepa soltanto se i beni rispondano a specifici requisiti attestanti l' origine e possano essere definiti made in Hong Kong, ovvero il 30% del valore dei prodotti (inclusi costi di ricerca e sviluppo e costi per il design) deve essere prodotto in loco e tracciabile. Le aziende estere che non hanno, tuttavia, sede in Hong Kong possono comunque usufruire dell'intesa Cepa, trasferendo o creando partnership con aziende della regione. La procedura del Cepa ha subito successive revisioni che meritano di essere citate per le implicazioni positive avute nella politica degli scambi.
Con il Cepa3 l'esenzione dai dazi è stata estesa alla quasi totalità dei prodotti con l'unica eccezione rappresentata  dai beni "sensibili" (come i residui chimici). Successive e nuove misure di liberalizzazione sono entrate in vigore il 1° gennaio 2007, anno in cui sono stati privilegiati i servizi legale, della distribuzione, fiere e convegni, turismo, costruzioni, trasporti. Gli interventi hanno incontrato una quarta fase (CE-PA4), entrata in vigore il 1.01.2008 nella quale si è  inteso  rafforzare l'integrazione economica con il colosso cinese attraverso  la libera esportazione di quasi il 100% dei beni made in Hong Kong verso la Cina Continentale.

La certificazione contabile
Procedendo lungo tale indirizzo il 29 luglio 2008 è stata implementato il CEPA5. Lo strumento completa il quadro disegnato dai precedenti attraverso la regolamentazione delle attività di certificazione contabile (con l'estensione a cinque anni delle licenze per operare in Cina continentale), della formazione (con il mutuo riconoscimento di alcuni titoli di studio professionale) e delle banche (gli istituti di Hong Kong con attività in Cina potranno mantenere le loro strutture per la raccolta dati). Nell'ambito del CEPA5 sono stati firmati undici accordi supplementari con il governo del Guangdong segnatamente nell'ambito delle  politiche sanitarie, della  promozione del turismo, dell'urbanistica e dei servizi sociali. Resta, tuttavia, fermo il presupposto ineludibile previsto dal regolamento di origine;  per beneficiare del regime privilegiato, infatti,  i prodotti devono avere origine o subire una trasformazione sostanziale in Hong Kong. Va tenuto conto che le importazioni temporanee, tuttavia,  non sono soggette a tassazione.

Agevolazioni fiscali per le attività produttive
Lo sviluppo delle attività di investimento e la proliferazione degli insediamenti produttivi nel paese  è stata possibile grazie alle possibilità offerte dal  sistema fiscale e bancario.  L'attività imprenditoriale è incoraggiata da un sistema fiscale caratterizzato da procedure relativamente semplici e poco costose per la costituzione di società. Agli utili aziendali si applica un'aliquota fiscale del 17,5%. In ambito fiscale trova applicazione il principio di territorialità. I vantaggi fiscali e doganali sono molti. Basti considerare l'assenza di imposte sui capital gain, dividendi e interessi maturati sui depositi che le società mantengono presso conti bancari sulla piazza di Hong Kong. Le immobilizzazioni tecniche godono di un regime fiscale d'ammortamento accelerato, 60% del cespite nel corso del primo esercizio e successivi ammortamenti annuali variabili tra il 10% e il 30% del residuo. Gli interessati, inoltre, possono rivolgersi all' l'Inland Revenue Department per ottenere un parere preventivo in merito alla tassazione applicabile alle diverse forme imprenditoriali.

La legislazione societaria
La politica fiscale e doganale agevolativa si sposa con la legislazione societaria attenta alla semplificazione delle procedure di costituzione e registrazione delle attività imprenditoriali e diretta ad attrarre gli investimenti di matrice estera che nel giro di pochi anni hanno riconvertito il ruolo tradizionale posseduto da Hong Kong di porta di ingresso della Cina nel commercio internazionale. Le conseguenze di un tale orientamento di politica economica ha prodotto insediamenti societari a capitale locale e/o straniero,costituite per il controllo di operazioni industriali in territorio cinese sotto forma di joint-ventures o imprese interamente controllate. Ormai il numero di Trading Companies dalle più svariate specializzazioni e dimensioni è notevole.

Gli scambi con l'Italia
I principali prodotti che vengono importati dall'Italia sono: tessuti e filati, abbigliamento, prodotti in pelle/cuoio, pelli e pellame, macchinari e macchinari elettrici, prodotti della gioielleria, prodotti dell'artigianato, calzature, prodotti chimici e materiali grezzi, mezzi di trasporto in generale, prodotti enogastronomici, metalli e prodotti in metallo, prodotti ottici, cosmetici, prodotti per arredamenti e illuminazioni. I principali settori verso i quali gli investitors esteri indirizzano le proprie scelte sono: beni di investimento, beni immobili e servizi; commercio all'ingrosso, al dettaglio e di import/export;banche e deposit-taking companies; istituzioni finanziarie diverse da banche e deposit-taking companies; trasporti; assicurazioni; manifatturiero; comunicazioni; edilizia; ristoranti e alberghi.Gli investitori italiani investono a Hong Kong attraverso imprese controllate per cui gli investimenti non figurano nelle statistiche ufficiali. Le imprese di Hong Kong investono in Italia prevalentemente nel settore della  telefonia mobile c.d. di terza generazione.

Il sistema bancario
Anche il sistema bancario è disciplinato da norme dirette a favorire gli insediamenti produttivi anche grazie alla rigorosa tutela del segreto. Il sistema finanziario,  strutturato in una rete di 265 istituzioni bancarie autorizzate ( 131 a piena licenza operativa, 36 a licenza parziale, 35 autorizzate alla mera raccolta di depositi e 86 uffici di rappresentanza di banche estere),  è posto sotto la supervisione dell'Hong Kong Monetary Authority. Tutte le banche con licenza operativa piena fanno parte dell'associazione bancaria di Hong Kong che fornisce le linee guida sull'applicazione di commissioni bancarie e tassi di interesse.
Il mercato borsistico è posto sotto la supervisione della Securities and Futures Commission (SFC).

 

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