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Dal mondo

India: negli accordi fiscali
prevale la normativa interna (1)

Lo Stato non è una economia Ocse e si riserva il diritto di tassare alla fonte royalty e corrispettivi per servizi tecnici

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L’India è solita negoziare nell’articolo dedicato ai canoni (altrimenti detti royalty) delle convenzioni bilaterali contro le doppie imposizioni, l’inserimento di una apposita modifica rispetto all’articolo 12 del Modello Ocse di convenzione fiscale, dedicata ai corrispettivi per servizi tecnici.  
 
L’esercizio della potestà impositiva e la ritenuta
Più nello specifico, nelle convenzioni bilaterali stipulate dall’India, è generalmente previsto l’esercizio della potestà impositiva concorrente dello Stato della fonte, tramite applicazione di ritenuta, e dello Stato di residenza del percipiente, sia per i canoni che per i corrispettivi per servizi tecnici. Come è noto il Modello OCSE si interessa esclusivamente  dei canoni transnazionali per i quali stabilisce la potestà impositiva esclusiva dello Stato della residenza del percipiente.
 
Il diritto di tassare alla fonte royalty e corrispettivi
Tale posizione è tra l’altro espressa nel Commentario al Modello Ocse 2010 laddove l’India, che va ricordato non è una economia Ocse, si riserva per l’appunto il diritto di tassare alla fonte royalty e corrispettivi per servizi tecnici facendo riferimento alla propria legislazione domestica (cfr. India reserves the right to:  tax royalties and fees for technical services at source; define this, particularly by reference to its domestic law; define the source of such payments , which may extend beyond the source defined in paragraph 5 of article 11, and modify paragraphs 3 and 4 accordingly).
 
Due convenzioni nel mirino della giurisprudenza
Ad titolo esemplificativo prendiamo brevemente in esame la convenzione bilaterale India-Germania e la convenzione India-Paesi Bassi, la cui corretta interpretazione è al centro di recenti sentenze che hanno avuto una certa risonanza a livello internazionale. All’articolo 12, le citate convenzioni stabiliscono che i canoni ed i corrispettivi per servizi tecnici (per i Paesi Bassi anche i pagamenti a fronte dell’utilizzo di attrezzature) provenienti da uno Stato contraente e pagati ad un residente di un altro Stato contraente possono essere tassati in detto altro Stato.
Il successivo paragrafo 2 stabilisce che detti canoni e corrispettivi per servizi tecnici  possono essere altresì tassati nello Stato contraente dal quale essi provengono, in conformità della legislazione di detto Stato, ma se il percettore è il beneficiario effettivo dei canoni o dei corrispettivi per servizi tecnici, l'imposta applicata non potrà essere superiore ad una percentuale  dell'ammontare lordo dei canoni o dei corrispettivi per servizi tecnici rispettivamente: del 20% nella convenzione India-Paesi Bassi e del 10% nella convenzione India-Germania.
 
Il caso della convenzione con l’Italia
Va la pena di rilevare che nella convenzione Italia-India è previsto che i corrispettivi per servizi tecnici subiscano lo stesso trattamento dei canoni. Per essi è previsto che possano essere anche tassati nello Stato contraente dal quale provengono, in conformità alla legislazione domestica, ma con aliquota ridotta del 20% sull’ammontare lordo, sempre che il percettore sia il beneficiario effettivo dei canoni o dei corrispettivi per servizi tecnici.
L’espressione royalty e l’espressione “corrispettivi per servizi tecnici” hanno una autonoma definizione convenzionale. In particolare, l'espressione "corrispettivi per servizi tecnici" nella convenzione Italia-India designa i pagamenti di qualsiasi importo effettuati a chiunque, ad eccezione dei pagamenti effettuati a dipendenti della persona che li corrisponde, in corrispettivo di servizi di natura organizzativa, tecnica o di consulenza, inclusa la prestazione di servizi di natura tecnica o di altro personale.  Le definizioni fornite nelle convenzioni India-Paesi Bassi ed India-Germania non si discostano sostanzialmente da quella approvata nella convenzione  Italia-India.
 
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