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India: per le start up in arrivo
l’esenzione dalla angel tax

Il Paese prevede incentivi fiscali per far crescere le nuove imprese con un alto potenziale di creazione di occupazione o di ricchezza

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in India le start up con un fatturato annuo fino a un miliardo di rupie registrate allo Start Up India Action Plan hanno ricevuto una comunicazione dal Fisco relativa alla loro esenzione dal pagamento della angel tax (tassa sugli investimenti iniziali dell’attività). In pratica, i finanziamenti provenienti da angel investors, familiari e amici, con l’obiettivo di supportare queste imprese, non saranno tassati.

Il nuovo incentivo fiscale per le start up
Per rafforzare l’economia della start up nel Paese e fornire loro supporto, il governo indiano ha introdotto nel corso degli anni diversi incentivi fiscali. Tra le ultime agevolazioni previste per queste imprese, l’esenzione dalla angel tax.
La angel tax o tassa sugli investimenti iniziali dell’attività prevede un prelievo del 30% sui finanziamenti angel ricevuti per una valutazione superiore al loro valore normale (fair value). I finanziamenti angel vengono effettuati da business angel, quelle persone fisiche che si appassionano a una start up, la finanziano e l’aiutano, portando, oltre al capitale, la propria esperienza, conoscenze, contatti.
La angel tax è stata introdotta nel 2012 per combattere il riciclaggio di denaro sporco poiché tangenti e commissioni potevano essere mascherati da investimenti da parte dei business angel per sfuggire al Fisco. Le Entrate indiane ora hanno scritto alle start up che sono registrate allo Start Up India Action Plan, con un fatturato annuo fino a un miliardo di rupie e che sono state formate prima del 1° aprile 2016 per informarle che non sono tenute al pagamento della angel tax. Oltre all’introduzione dell’esenzione dalla angel tax, è prevista anche quella dall’imposta sui profitti. Le aziende interessate sono quelle costituite a partire dall’1 aprile 2016 ed entro l’1 aprile 2021.

Lo Start up India action plan
Il governo indiano ha lanciato lo Start Up India Action Plan nel 2016 con l’obiettivo di far crescere le nuove imprese  e accelerare la loro diffusione. Finora, sono arrivate oltre 14 mila domande provenienti da start up con un certificato aziendale emesso dall’ufficio inter-ministeriale di certificazione del Dipartimento per la Promozione e le Politiche Industriali (Dipp) indiano. Questo ufficio, alla terza settimana del mese di novembre 2018, ha validato 91 start up per la concessione dei benefici fiscali. Il governo ha impegnato finora 223 milioni di dollari per il fondo destinato alle start up e prevede di aumentare i fondi disponibili per le start up a 2,2 miliardi di dollari. Dal 2016, non sono previste tasse nemmeno sui capital gain, fino a 5 milioni di rupie derivanti da trasferimenti di lungo termine di capitale fisso investito in fondi notificati dal governo centrale. Sono fiscalmente esenti anche le plusvalenze ottenute grazie alla vendita di immobili residenziali, se l’importo netto viene investito in parte degli utili azionari delle start up certificate che sono utilizzati per l’acquisto di specifici beni.

I requisiti per essere considerate start up
Una società sarà considerata una start up per 10 anni a partire dalla sua data di costituzione invece che per 7 se è inquadrata come società a responsabilità limitata o come società di persone. Il fatturato massimo per essere considerata come start up è passato da 250 milioni di rupie a 1 miliardo di rupie. Inoltre, tra i requisiti, è previsto che la società debba lavorare per l’innovazione, lo sviluppo o il miglioramento di prodotti o processi o servizi, o che sia un modello di business con un alto potenziale di creazione di occupazione o di ricchezza.

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