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Dal mondo

India: sul metodo di transfer price
dibattito acceso tra i giuristi

Confermata in sede di appello una sentenza che fa riferimento alla selezione del criterio più appropriato

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Il Mumbai bench of the Income Tax Appellate Tribunal indiano, nel caso JP Morgan India Private Limited, ha recentemente confermato la decisione del Commissioner of Income tax (appeals) concernente la selezione del metodo più appropriato di transfer pricing in presenza di potenziali transazioni comparabili interne con parti terze indipendenti. La sentenza  sancisce che, quando risulta applicabile il metodo del confronto di prezzo (cosiddetto Comparable Uncontrolled Price  in acronimo CUP), in maniera sufficientemente affidabile anche tramite l’esecuzione di aggiustamenti al fine di tener conto delle differenze tra la transazione controllata e la/e transanzione/i indipendenti, dovrebbe essere preferito al Transactional Net Margin Method (TNMM).
 
I fatti al centro della controversia
Il contribuente indiano forniva due tipi di servizi di regolamento e custodia di operazioni in strumenti finanziari: Delivery Versus Payment (DVP) e Direct Custodian Settlement (DCS) sia a favore di imprese associate che a favore di terzi indipendenti, applicando delle commissioni rispettivamente dello 0.35% alle prime e dello 0.56% ai secondi per i servizi DVP e dello 0.36% alle imprese associate e dello 0,40 % ai terzi indipendenti per i DCS.
 
Il comportamento del contribuente
Il contribuente aveva adottato il transactional net margin method come metodo più appropriato per la determinazione dei prezzi di trasferimento, considerando in maniera aggregata le transazioni controllate, selezionando un set di comparabili esterni e ricorrendo ad una analisi di benchmark prendendo a riferimento un indicatore di redditività sui costi. La società indiana aveva quindi scartato la possibilità di adottare il comparable uncontrolled price nonostante fossero disponibili potenziali transazioni comparabili interne.
In sede di verifica, l’Amministrazione finanziaria ha ritenuto, al contrario, più appropriato applicare il confronto di prezzo ed ha stabilito che i servizi DVP non fossero at arm’s length. Di conseguenza i verificatori hanno effettuato una rettifica di transfer pricing in aumento del reddito imponibile. La società ha fatto ricorso contro l’“accertamento” al Commissioner of Income tax (appeals).
 
Le obiezioni mosse dal contribuente
Il contribuente ha in primo luogo contestato che le transazioni interne verso parti indipendenti fossero comparabili con le transazioni controllate a causa di differenze non aggiustabili in modo affidabile nelle funzioni esercitate, nei rischi assunti ed asset utilizzati. In particolare il contribuente ha evidenziato che le spese di marketing sostenute a favore dei clienti infragruppo fossero minime rispetto a quelle sostenute per i clienti indipendenti (80% inferiori) così come lo erano le spese di ricerca (20% inferiori).
In secondo luogo, anche qualora si fosse comunque voluto fare ricorso al Cup, a parere della società indiana, la fee avrebbe dovuto essere aggiustata per tenere conto delle differenze riscontrate tra transazione indipendente e controllata ripristinando condizioni di comparabilità.
 
La sentenza del giudice di primo grado
Il Commissioner ha, da un lato, ritenuto appropriato il metodo selezionato per la determinazione dei prezzi di trasferimento dall’Amministrazione finanziaria (CUP interno), ma al contempo ha giudicato opportuni gli aggiustamenti sulle commissioni percentuali proposti dal contribuente, la cui effettuazione ha, di fatto, annullato il rilievo fiscale. Sia il contribuente che l’amministrazione finanziaria indiana hanno impugnato la decisione al Mumbai bench of the Income Tax Appellate tribunal,  il primo sostenendo l’applicazione del TNMM come metodo più appropriato, il secondo rigettando le rettifiche di comparabilità accettate dal Commissioner.
 
La posizione delle linee guida OCSE
Le direttive OCSE 2010 sui prezzi di trasferimento al paragrafo 2.2 precisano che nel processo di selezione del metodo andrebbero presi in considerazione i seguenti fattori: la coerenza del metodo considerato con la natura della transazione controllata, determinata in particolar modo attraverso l'analisi funzionale; la disponibilità di informazioni affidabili necessaria all'applicazione del metodo selezionato e/o degli altri metodi ed il grado di comparabilità tra transazioni controllate e transazioni tra imprese indipendenti, compresa l'affidabilità degli aggiustamenti di comparabilità necessari per eliminare le differenze significative tra di loro.
 Il successivo paragrafo 2.3 delle direttive stabilisce, inoltre, che laddove si possa applicare in maniera ugualmente affidabile,  il metodo del confronto del prezzo sul libero mercato (CUP) e un altro metodo di determinazione del prezzo di trasferimento, il metodo CUP dovrebbe essere preferito, nel rispetto di una sorta di gerarchia tra i metodi che viene definita “naturale”.
Inoltre, per quel che concerne gli aggiustamenti di comparabilità i paragrafi 3.50 3.51 delle direttive ne suggeriscono l’utilizzo se (e solo se) ci si aspetta che migliorino l'affidabilità dei risultati  ed invitano ad un loro ricorso solo se sono destinati a rettificare delle differenze che hanno un effetto significativo sul confronto.
 
La sentenza del Mumbai Bench
Il tribunale di Mumbai ha confermato in toto la decisione del Commissioner. I giudici di appello hanno infatti disposto in primo luogo che il TNMM non potesse essere adoperato nella fattispecie in quanto si era in presenza di comparabili interni sufficientemente affidabili, in tal senso dando ragione alla amministrazione finanziaria. Tuttavia la corte ha altresì rilevato che gli aggiustamenti di comparabilità proposti dal contribuente fossero appropriati per rettificare le differenze tra le transazioni con terzi indipendenti e le transazioni “controllate” e che l’effettuazione di  tali aggiustamenti annullava la rettifica della amministrazione finanziaria.
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