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Dal mondo

Irlanda, opere d'arte al Fiscoin cambio delle tasse dovute

Di recente introdotta nell'ordinamento una norma che consente di compensarle con beni artistici di proprietà

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Anche il Fisco irlandese è amante dell'arte, a condizione che sia di proprietà dei contribuenti naturalmente. La novità, piuttosto sorprendente perché nient'affatto pubblicizzata in passato, ha fatto la sua comparsa tra i dati e le statistiche diffuse con l'ultimo Rapporto realizzato dall'Agenzia delle Entrate sull'andamento dell'attività di riscossione. All'interno della pubblicazione, infatti, tra le diverse fonti, in realtà familiari, come l'imposta sui redditi, quella sui profitti e l'Iva, che hanno contribuito, come di norma, alla formazione del gettito annuale, in uno spazio nascosto ha fatto il suo esordio il "bene artistico". In pratica, si tratta di quadri, documenti di rilevanza storica, ville, sculture e perfino lettere riservate, scambi epistolari e poesie ceduti alle Entrate di Dublino in sostituzione d'imposte e tasse al cui pagamento i rispettivi proprietari erano obbligati. Insomma, una vera e propria rassegna di tesori e tesoretti, di valore artistico, storico e letterario che, in coincidenza con l'anno horribilis sperimentato dall'economia dell'oramai ex-Tigre celtica, è transitato, nel silenzio, dalla titolarità di decine, forse centinaia, di contribuenti alla disponibilità dell'erario, quindi dello Stato e del suo bilancio. 

L'arte per compensare le tasse - Nel dettaglio, la norma non appare affatto complessa. È  sufficiente, infatti, che un contribuente decida di optare per la cessione, all'erario, d'un bene artistico di sua proprietà in cambio d'un credito d'imposta che, nell'immediato o in futuro, potrà utilizzare in compensazione dei tributi dovuti. Naturalmente, una volta esaurito l'importo a credito il contribuente tornerà a pagare gli importi dovuti. La procedura, quindi, s'avvia con la presentazione d'una domanda a una Commissione speciale. Si tratta d'un organo collegiale e aperto, all'interno del quale assieme a funzionari e a dirigenti dell'Amministrazione finanziaria siedono anche esperti e tecnici con il compito di assegnare l'esatto valore al bene di pregio ceduto all'erario. Successivamente alla valutazione, l'Agenzia delle Entrate provvede ad assegnare al contribuente un credito d'imposta pari all'80% del valore effettivo del bene artistico, quindi non al 100%. Questo differenziale, come chiarito nelle istruzioni, ha lo scopo di cautelare il Fisco nel caso in cui il valore di mercato inizialmente assegnato all'opera d'arte subisca delle diminuzioni. D'altra parte, come hanno spiegato alcuni responsabili dell'Amministrazione finanziaria, la finalità della norma non è di trasformare il Fisco in un concessionario di prestiti d'ultima istanza.

L'arte non cambia il gettito - Comunque, dall'esame attento delle entrate tributarie, l'ultimo dato diffuso ha fatto registrare un gettito pari a 31 miliardi di euro. Secondo una prima impressione si tratta d'un risultato piuttosto allarmante, ma non tenendo conto delle previsione e delle attese. Le stime più recenti, infatti, indicavano l'ammontare delle entrate fiscali addirittura al di sotto dell'asticella dei 31 miliardi di euro, e con il rischio quasi annunciato che si potesse arrestare a quota 29 miliardi. Dunque, a conti fatti il risultato pone in evidenza una performance accettabile. In particolare, al gettito definitivo hanno contribuito sia la lotta all'evasione, quasi 500 milioni di euro, sia l'applicazione delle nuove norme sul private financing e sui manager delle grandi aziende e delle maggiori banche del Paese, da quasi un anno ormai sotto attenta osservazione. Mentre in futuro il fisco sta lavorando all'elaborazione di norme ad hoc contro il sommerso.

Debiti fiscali e crediti artistici - L'andamento attuale delle entrate fiscali irlandesi ha retrocesso, di fatto, il profilo fiscale del Paese, e di milioni di contribuenti, al 2003. Come risultato, l'attuale orologio contabile d'Irlanda è tornato indietro di ben 8 anni. Questo ritorno al passato è certificato, infatti, dall'ammontare complessivo dei debiti con il fisco registrato nel 2010 che corrisponde, secondo le ultime elaborazioni, a più di 2 miliardi di euro. In pratica, è come se l'importo medio procapite d'imposte e tasse non pagate da ogni singolo contribuente l'anno passato abbia segnato la somma record di 200 euro, e senza scomodare l'evasione fiscale ma per semplici ritardi, o per mancanza effettiva di liquidità. Quest'ultima è la causa che tutti, alle Entrate di Dublino, indicano come il motore principale del gap attuale registrato nei versamenti.
 

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