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Irs, occhio alla “sporca dozzina”:
I rischi legati alla dichiarazione

L’agenzia delle entrate statunitense ha stilato una lista di avvertenze su possibili truffe e fenomeni fraudolenti

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Negli Stati Uniti viene chiamata Dirty Dozen, la “sporca dozzina”. È una lista che riepiloga 12 situazioni pericolose alle quali i contribuenti che si apprestano a compilare la dichiarazione devono fare attenzione. Il messaggio lanciato dall’IRS (Internal Revenue Service) è chiaro: truffe e fenomeni fraudolenti sono rischiosi per i contribuenti. L’elenco delle avvertenze è ormai una consuetudine: nella lista 2019 le ipotesi formulate dall’agenzia  vanno dai furti di identità personali, per esempio tramite phishing, alla sottovalutazione delle conseguenze legate all’indicazione di rimborsi gonfiati o all’utilizzo di complesse strutture abusive per ottenere forti risparmi d’imposta. Con queste indicazioni l’IRS vuole incoraggiare i contribuenti ad adottare un livello di attenzione maggiore per tutto il periodo d’imposta, sebbene il picco massimo di allerta si raggiunga in occasione della presentazione della dichiarazione.

Le raccomandazioni dell’IRS
I 12 approfondimenti sono dedicati ad altrettanti aspetti critici. Con appuntamenti giornalieri pubblicati sul sito istituzionale, a partire dal 4 marzo 2019 l’IRS ha affrontato le situazioni più insidiose per i contribuenti in vista della stagione dichiarativa 2019 che si concluderà il 15 aprile. La maggior parte degli alert individuati dal fisco americano mostra una continuità con le situazioni rilevate nelle precedenti liste. Le circostanze elencate sono riconducibili a diverse categorie in relazione ai rischi che intendono presidiare. Si parte con le posizioni che intendono tutelare l’integrità delle informazioni e della posizione personale. Si prosegue con l’individuazione delle situazioni che valorizzano deduzioni o crediti d’imposta non spettanti. Infine, vengono considerate le ipotesi più aggressive, che comprendono l’uso di strutture di pianificazione e di schemi abusivi per ridurre il carico fiscale.

La sottrazione delle informazioni personali
Phishing, truffe telefoniche e furto d’identità sono le tre metodologie utilizzate dai criminali per entrare in possesso ed utilizzare le informazioni personali. I contribuenti devono diffidare, scrive l’IRS, da e-mail che spendendo il nome dell’agenzia delle entrate americana o di un partner invitano ad inserire i dati personali (come username e password), a cliccare su collegamenti a non meglio specificati servizi o a scaricare allegati che hanno l’unico intento di installare spyware o malware sui dispositivi personali. Alla fine di dicembre l’IRS aveva già lanciato l’allarme su nuove e più sofisticate tecniche per “agganciare” gli utenti. Nel 2018 l’amministrazione ha stimato un incremento del 60% dei tentativi di frode attraverso false e-mail. Numeri che hanno portato a concretizzare circa 2.000 incidenti nel periodo gennaio-ottobre 2018, rispetto ai 1.700 dell’intero 2017. Da non sottovalutare anche i tentativi effettuati telefonicamente (voice phishing) da falsi funzionari delle entrate, che fingono l’esistenza di debiti fiscali e minacciano sanzioni personali come l’arresto o l’espulsione (per i cittadini stranieri). Secondo l’agenzia federale che si occupa di investigare questo tipo di truffe, da ottobre 2013 sono 14.700 le vittime per un impatto complessivo di più di 72 milioni di dollari. L’IRS ribadisce che non utilizza certi metodi di contatto e non richiede il pagamento immediato di debiti fiscali utilizzando forme di pagamento anomale (per esempio carte prepagate o gift card).

Rimborsi e crediti non dovuti, il responsabile è il contribuente
I contribuenti sono responsabili di quanto indicato in dichiarazione e pertanto devono fare attenzione al loro contenuto. Nel richiamare questo principio l’IRS suggerisce anche di valutare con attenzione il professionista a cui affidarsi, evitando di cadere nelle trappole di chi promette rimborsi indebiti, ottenuti inserendo in dichiarazione oneri deducibili non spettanti o crediti inesistenti. Tra gli indicatori che l’IRS ha individuato per testare l'affidabilità di un professionista ci sono il possesso di un numero di identificazione, la facilità nel rintracciare informazioni utili in rete, il compenso non correlato al valore dei rimborsi ottenuti dal contribuente, non richiedere di firmare la dichiarazione in bianco o incompleta e consegnare la ricevuta di invio della dichiarazione. La possibilità di dedurre fiscalmente una spesa può rappresentare anche un’esca per sottrarre denaro ed informazioni personali. È il caso delle donazioni a falsi enti benefici che in realtà non posseggono i requisiti necessari per essere considerati tali, sfruttando solo denominazioni simili agli enti reali. Oltre a non aver effettivamente sostenuto iniziative benefiche non ci saranno neanche le condizioni per poter indicare in dichiarazione gli importi. Sono tutte ipotesi di fronte alle quali l’IRS prospetta l’applicazione di sanzioni che possono arrivare fino al 75% degli importi dovuti, nel caso in cui sia acclarato l’intento fraudolento, oltre a conseguenze in ambito penale. Per questo incoraggia i contribuenti ad utilizzare strumenti elettronici di supporto alla compilazione della dichiarazione, ricordando che sul sito è disponibile un applicativo gratuito.

Gli schemi di pianificazione
La parabola ascendente delle situazioni a rischio per i contribuenti si conclude con le posizioni dedicate agli schemi fraudolenti. L’IRS individua tre ipotesi: la detenzioni di attività finanziarie o beni presso strutture offshore, l’opposizione al pagamento delle imposte con argomentazioni prive di fondamento giuridico (frivolous tax arguments) e l’utilizzo di strutture di pianificazione fiscale aggressiva. Nonostante gli ultimi anni siano stati caratterizzati da iniziative di collaborazione spontanea (voluntary disclosure) e da un’intensa attività di controllo, il contrasto alla delocalizzazione presso strutture offshore rimane in cima alla lista delle priorità dell’IRS. In tal senso, lo scambio automatico di informazioni sui conti esteri (gli Stati Uniti aderiscono al protocollo FATCA) e l’adesione ad accordi con altri Paesi rappresentano oggi un forte deterrente per i contribuenti al tentativo di sottrarsi agli obblighi dichiarativi. Inoltre, nel contesto internazionale, il ridimensionamento del segreto bancario ha contribuito positivamente al contrasto delle strutture di pianificazione fiscale internazionale, rivelando che all’apice della filiera si concretizza, spesso, la presenza di un Trust. Per questo motivo, un’attenzione particolare sarà rivolta dall’agenzia americana all’individuazione di queste posizioni. Infine, per entrambe le circostanze rappresentate l’IRS ricorda che qualora sia accertata la frode, ci potrebbero essere conseguenze penali.

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