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Italia, chiuse tutte le procedure aperte dalla Commissione europea

L'effetto contenuto nel dl salva-infrazioni ora legge che interviene sulle 14 questioni sollevate dall'esecutivo Ue

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L'adempimento degli obblighi comunitari e numerose misure di rilancio della nostra economia sono, a seguito della conversione in legge del decreto salva-infrazioni n. 135 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 25 settembre 2009, n. 223 (rettifica G.U. n. 227 del 30 settembre 2009) ormai giunte in dirittura d'arrivo. A seguito della definitiva approvazione con 302 voti a favore e 263 contrari il 19 novembre scorso sono state chiuse 14 procedure di infrazione aperte dalla Commissione europea e sono stati implementati i seguenti interventi normativi :

  • modifiche al decreto legislativo 24 giugno 2003, n. 209, recante attuazione della direttiva 2000/53/CE relativa ai veicoli fuori uso - Procedura d'infrazione 2204/2003 ex articolo 228 TCE;
  • modifiche all'articolo 37 del decreto legislativo 8 luglio 2003, n. 188, recante attuazione della direttiva 2001/12/CE, della direttiva 2001/13/CE e della direttiva 2001/14/CE in materia ferroviaria - Procedura di infrazione 2008/2097 - Disposizioni relative all'Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie - direttiva 2004/49/CE;
  • modifiche al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, recante codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture - Adeguamento alla sentenza della Corte di Giustizia CE del 19 maggio 2009, resa nella causa C-538/07;
  • attuazione della decisione quadro 2001/500/GAI del Consiglio, del 26 giugno 2001, e recepimento della direttiva 2009/17/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 aprile 2009;
  • adeguamento alla disciplina comunitaria in materia di concessioni autostradali;
  • misure urgenti per il recepimento della direttiva 2008/101/CE e per la promozione dell'ambientalizzazione delle imprese e delle innovazioni tecnologiche finalizzate alla protezione dell'ambiente e alla riduzione delle emissioni;
  • modifiche al decreto legislativo 24 giugno 2003, n. 182, recante attuazione della direttiva 2000/59/CE relativa agli impianti portuali di raccolta per i rifiuti prodotti dalle navi ed i residui del carico - adeguamento alla sentenza della Corte di giustizia CE del 25 settembre 2008, resa nella causa C-368/07;
  • misure urgenti per la semplificazione in materia di gestione dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche di cui al decreto legislativo 25 luglio 2005, n. 151, recante attuazione delle direttive 2002/95/CE, 2002/96/CE e 2003/108/CE, relative alla riduzione dell'uso di sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche, nonché allo smaltimento dei rifiuti;
  • attuazione della direttiva 2004/35/CE -Procedura di infrazione n. 2007/4679, ex articolo 226 Trattato CE;
  • modifiche al decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 109, recante attuazione della direttiva 89/395/CEE e della direttiva 89/396/CEE concernenti l'etichettatura, la presentazione e la pubblicità dei prodotti alimentari;
  • disposizioni per i sistemi di misura installati nell'ambito delle reti nazionali e regionali di trasporto del gas e per eliminare ostacoli all'uso e al commercio degli stessi - Procedura d'infrazione n. 2007/4915;
  • numero di emergenza unico europeo - Attuazione direttiva n. 2002/22/CE - Procedure d'infrazione n. 2006/2114 e 2008/2258 ex articolo 228 TCE;
  • modifiche al decreto legislativo 6 novembre 2007, n. 193, recante attuazione della direttiva 2004/41/CE relativa ai controlli in materia di sicurezza alimentare e applicazione dei regolamenti comunitari nel medesimo settore;
  • eliminazione dell'obbligo di nominare un rappresentante fiscale residente in Italia per le imprese assicurative di altri Stati membri - procedura d'infrazione n. 2008/4421;
  • soggetti non residenti in presenza di stabile organizzazione in Italia - Procedura d'infrazione n. 2003/4648 - sentenza CGCE 16 luglio 2009, resa nella causa C-244/08;
  • eliminazione della condizione di residenza in Italia per le imprese che vogliono aderire al regime SIIQ - procedura d'infrazione n. 2008/4524;
  • modifiche alle disposizioni tributarie in materia di imposte di consumo sugli oli lubrificanti rigenerati - procedura d'infrazione n. 2004/2190;
  • adeguamento alla disciplina comunitaria in materia di servizi pubblici locali di rilevanza economica;
  • recupero degli aiuti di Stato in favore di imprese di servizi pubblici a prevalente capitale pubblico - decisione della Commissione europea del 5 giugno 2002, n. 2003/193/CE;
  • modifiche all'articolo 47 della legge 29 dicembre 1990, n. 428. Causa C-561/07 - Procedura d'infrazione 2005/2433;
  • adeguamento alla normativa comunitaria in materia di tutela della vita privata nel settore delle comunicazioni elettroniche, di cui alla direttiva 2002/58/CE.

Tra i molti interventi strutturali enumerati assumono decisiva importanza la strategia di lotta contro le pratiche commerciali ingannevoli dirette a contraffare i prodotti di origine estera utilizzando marchi naturalmente riconducibili a prodotti italiani e, tra le misure di contenuto eminentemente "fiscale", quelle di prevenzione degli illeciti, attraverso interventi di carattere programmatico nel lungo periodo.

La decisione quadro 2001/500 del Gai
In particolare nelle more della piena attuazione della decisione quadro 2001/500/GAI del Consiglio, del 26 giugno 2001, sul riciclaggio di denaro, l'individuazione, il rintracciamento, il congelamento o sequestro e la confisca degli strumenti e dei proventi di reato, dall'anno 2009 viene autorizzata l'implementazione del programma pluriennale di dotazione infrastrutturale attraverso l'istituzione di un Fondo presso il ministero dell'Economia e delle Finanze, da ripartire per ciascuna delle finalità individuate nel provvedimento.

Il made in Italy
Particolarmente degna di menzione è la ridefinizione normativa della tutela del cosiddetto "made in Italy" con la severa sanzione dei tentativi di contraffazione del prodotto o della merce  realizzato interamente in Italia e per il quale il disegno, la progettazione, la lavorazione ed il confezionamento sono compiuti esclusivamente sul territorio italiano. Le nuove disposizioni, infatti, sanzionano espressamente con le pene previste dall'articolo 517 del codice penale aumentate di un terzo chiunque fa uso di un'indicazione di vendita che presenti il prodotto come interamente realizzato in Italia, quale "100% made in Italy", "100% Italia", "tutto italiano", in qualunque lingua espressa, o altra che sia analogamente idonea ad ingenerare nel consumatore la convinzione della realizzazione interamente in Italia del prodotto, ovvero segni o figure che inducano la medesima fallace convinzione, al di fuori dei presupposti previsti nei commi 1 e 2. La nuova normativa a tutela del "made in Italy" contenuta nel provvedimento prevede, inoltre, la confisca amministrativa del prodotto o della merce , salvo che le indicazioni ivi previste siano apposte, a cura e spese del titolare o del licenziatario responsabile dell'illecito, sul prodotto o sulla confezione o sui documenti di corredo per il consumatore. Secondo quanto contenuto nella norma  il contravventore è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 10mila a 250mila euro.

Tutela della vita privata e comunicazioni elettroniche
Al fine di superare a regime la disciplina introdotta dall'articolo 44, comma 1-bis, del decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 207, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2009, n. 14, al codice in materia di protezione dei dati personali, di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, sono apportate numerose modifiche dirette a tutelare la riservatezza attraverso il tracciamento delle operazioni compiute e la conservazione dei dati relativi agli accessi.
 
Le imposte di consumo sugli olii lubrificanti rigenerati
Tra le altre novità assumono rilievo la modifica delle disposizioni tributarie in materia di imposte di consumo sugli oli lubrificanti rigenerati  (chiudendo così la procedura d'infrazione n. 2004/2190) e, ottemperando alla decisione della Commissione europea del 5 giugno 2002, n. 2003/193/CE disposto il recupero degli aiuti di Stato in favore di imprese di servizi pubblici a prevalente capitale pubblico. In materia di recupero degli aiuti viene, infatti, rivisitato l'articolo 24 del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, attraverso  l'inserimento la previsione (comma 1 bis) che in sede di determinazione della base imponibile, ai fini del recupero degli aiuti equivalenti alle imposte non corrisposte e dei relativi interessi, non assumono rilevanza le plusvalenze derivanti dalle operazioni straordinarie realizzate dalle società di cui al comma 1. In tale prospettiva si consente che, ai fini della corretta determinazione della base imponibile, gli accertamenti emessi dall'agenzia delle Entrate, possano essere in ogni caso integrati o modificati in aumento mediante la notificazione di nuovi avvisi. In deroga a quanto affermato nel comma 3 della norma citata il pagamento delle somme dovute in base agli accertamenti integrativi deve avvenire entro il quindicesimo giorno successivo alla data di notifica di tali accertamenti.

I bilanci degli enti locali
Vengono, inoltre, finalmente omogeneizzati i bilanci degli enti locali, relativamente ai dati che dovranno servire alla verifica degli obiettivi di finanza pubblica relativi al patto di stabilità. Essi, infatti, confluiranno in una banca dati utilizzata dalla commissione tecnica paritetica per l'attuazione del federalismo fiscale. Il provvedimento fa slittare, infine, al 30 giugno 2010 il termine entro cui il governo dovrà trasmettere alle Camere il primo schema di decreto legislativo di attuazione del federalismo fiscale.
 

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