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Iva, accise e Paesi non cooperativi.
All’Ecofin tante novità fiscali

Ulteriore aggiornamento della blacklist europea, da cui esce anche il Belize. Nuove regole in materia di Iva e accise

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Fuori anche il Belize dalla lista dei Paesi non collaborativi ai fini fiscali. A meno di un mese dall’ultima modifica, il Consiglio Economia finanza dell’Unione europea ha nuovamente messo mano all’elenco nell’ultima sessione dello scorso 8 novembre. L’ultimo intervento era stato il 10 ottobre e aveva visto l’esclusione di Emirati arabi uniti e Isole Marshall. La decisione è solo uno dei diversi punti di natura fiscale affrontati dal consesso dei Ministri dell’Economia europei, che hanno dato il via libera anche a un aggiornamento in materia di accise e a due accordi di indirizzo sul fronte Iva: il primo coinvolge i prestatori dei servizi di pagamento nell’attività di raccolta dati orientata al contrasto alle frodi Iva nel campo del commercio elettronico transfrontaliero, mentre il secondo punta a una maggiore armonizzazione all’interno della cornice europea dei regimi Iva semplificati previsti a livello nazionale per le piccole imprese con lo scopo di agevolarne l’operatività nel mercato unico.

I Paesi non collaborativi sul fronte fiscale sono ora otto
La lista Ue delle giurisdizioni non cooperative, istituita nel dicembre 2017, conta ora otto giurisdizioni: Samoa americane, Figi, Guam, Oman, Samoa, Trinidad e Tobago, Isole Vergini degli Stati Uniti e Vanuatu. Anche il Belize, infatti, si è reso recentemente compliant ai fini fiscali, guadagnando quindi l’uscita dalla lista, in cui era entrato a marzo di quest’anno. Con questo elenco in continuo aggiornamento, l’Unione indica pubblicamente i Paesi che considera non sufficientemente impegnati sulla strada della trasparenza fiscale, dell’equa imposizione e dell’implementazione delle diverse articolazioni del progetto Beps. Nel documento approvato venerdì si legge che il Belize ha varato di recente le riforme necessarie a migliorare il regime fiscale previsto per le società commerciali multinazionali, che doveva essere attuato entro la fine del 2018. Il Paese, ora considerato cooperativo, è passato alla lista “grigia” dei Paesi sotto monitoraggio per aver sottoscritto impegni con l’Unione a modificare specifici punti critici della propria normativa fiscale. Il Paese centramericano si è impegnato con Bruxelles a intervenire sui profili dannosi riscontrati dall’Ue nel regime di esenzione previsto per i redditi di fonte estera.
Nella stessa seduta, Il Consiglio ha inoltre riconosciuto il rispetto di tutti gli impegni in materia di cooperazione fiscale da parte della Macedonia del Nord, che recentemente ha ratificato la convenzione multilaterale Ocse sulla mutua assistenza amministrativa in materia fiscale. Il Paese è stato quindi rimosso dalla lista “grigia” dei Paesi sotto monitoraggio Ue.

Le nuove misure per il contrasto alle frodi Iva transfrontaliere
Due le intese raggiunte nel campo dell’Imposta sul valore aggiunto. In particolare, è stato dato il via libera a una proposta della Commissione che mira a coinvolgere i gestori dei servizi di pagamento presenti nell’Ue, istituti bancari, fornitori di carte di credito o analoghi strumenti elettronici, nell’attività di contrasto alle frodi Iva transfrontaliere nel commercio elettronico. La direttiva prevede infatti che i soggetti che gestiscono i servizi di pagamento nel mercato del web raccolgano e conservino i dati relativi alle operazioni gestite per conto di operatori economici che realizzano vendite e offrono servizi transnazionali attraverso la rete: il nuovo obbligo dovrebbe scattare superata una soglia di 25 pagamenti a trimestre destinati a uno stesso soggetto e provenienti da un Paese diverso da quello di sua localizzazione. Le informazioni comprendono il nome o denominazione dell’operatore economico beneficiario dei pagamenti, la sua partita Iva, l’IBAN e l’indirizzo comunicato al gestore dei pagamenti, oltre che il dettaglio delle transazioni ricevute. I dati saranno quindi messi a disposizione del fisco nell’ambito delle attività di prevenzione e contrasto alle frodi.
La direttiva introduce inoltre un nuovo sistema elettronico centrale per l'archiviazione delle informazioni sui pagamenti. La piattaforma, denominata Cesop, sarà a disposizione degli esperti antifrode dell’Eurofisc e fornirà un quadro completo dei pagamenti ricevuti dai singoli operatori sull’intero mercato europeo.

Maggiori semplificazioni Iva per le piccole imprese
Sempre in materia di Iva, il Consiglio dei Ministri dell’Economia Ue ha approvato una proposta di direttiva che mira ad armonizzazione i regimi di semplificazione della normativa Iva già presenti nei singoli Paesi membri a favore delle piccole imprese. Le linee di principio descritte nella direttiva non fissano una soglia di esenzione Iva comune per tutti, lasciando la scelta appannaggio delle discipline nazionali, ma indicano solo il livello massimo di fatturato, pari a 85mila euro l’anno, entro cui ciascuno Stato membro può considerare un soggetto come “piccola impresa” e concedere un regime di esonero dagli adempimenti Iva. In un’ottica favorevole alle attività transfrontaliere, la direttiva prevede anche che a determinate condizioni possano accedere ai regimi semplificati di ciascun Paese anche i piccoli operatori provenienti da altri Stati membri, a patto che il volume d'affari annuo totale in tutta l'Ue non superi i 100mila euro annui. 

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