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Dal mondo

In Kenya e Zambia, il fisco cambia.
Le novità delle manovre per il 2019

Nei due Stati africani presentate per il prossimo anno le leggi finanziarie con le nuove regole in materia di tasse

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Ultimi mesi dell’anno forieri di novità fiscali per alcuni dei principali Stati africani, come Kenya e Zambia. Sono state presentate, infatti, rispettivamente la Finanziaria e la Legge di Bilancio per il 2019.

Kenya, novità per Iva e accise
La manovra per il 2019 contiene diverse novità fiscali di grande impatto. La Legge riduce l’aliquota dell’imposta sul valore aggiunto sui prodotti petroliferi dal 16 all’8%.  In aumento, invece, la cosiddetta Robin Hood Tax: l’accisa sulle tariffe e i servizi forniti delle compagnie telefoniche e dagli Internet provider, sulle attività di trasferimento di denaro erogate dalle agenzie di money transfer e da banche e altri istituti finanziari passerà dal 10 al 15%.
In arrivo anche altre nuove misure fiscali. Sarà introdotto un contributo pari all’1,5% del reddito tassabile da lavoro dipendente per finanziare il National housing development fund (Nhdf), un fondo del Governo istituito con l’obiettivo di garantire case a prezzi accessibili.
La legge, inoltre, reintroduce un’accisa sui prodotti a base di zuccheri temuta da molti operatori del settore dolciari perchè hanno paura che il nuovo prelievo possa preludere alla futura applicazione di una vera e propria sugar tax, esistente già in molti altri Stati, anche africani.
Sul fronte della tassazione societaria, la principale novità riguarda l’ampliamento della definizione di dividendi che includerà tutte le somme pagate da un’azienda per conto di un suo azionista o di un suo rappresentante.
Infine, le imposte sulle scommesse, sui giochi e sulle lotterie saranno ridotte dal 35 al 15%, con effetto retroattivo dal primo gennaio 2018.

 
Zambia, obiettivo: più entrate tributarie
È la crescita al centro della legge di Bilancio dello Zambia che ha come titolo, infatti, Delivering Fiscal Consolidation for Sustainable and Inclusive Growth. Sul fronte fiscale, sembra che l’obiettivo del Governo per il nuovo anno sia aumentare le entrate tributarie. E’ previsto un incremento della tassazione sulle industrie che operano nel settore di punta dell’economia del Paese, quello minerario. Oltre all’aumento delle imposte vigenti, sarà introdotto un dazio del 15% sulle esportazioni dei metalli preziosi, oro e gemme. Il Governo ha cercato anche di introdurre alcune misure per evitare che un’eccessiva tassazione possa in qualche modo influire negativamente su un settore così strategico per l’economia nazionale. Ad esempio, sarà ridotta l’imposta sui redditi societari dal 35 al 15% per le aziende specializzate nell’estrazione del rame.
Dal primo aprile 2019, inoltre, l’imposta sul valore aggiunto sarà sostituita dalla cosiddetta Sales Tax, con l’obiettivo di aumentare le entrate provenienti dai consumi. L’introduzione della nuova tassa ha lasciato perplessi molti economisti e analisti finanziari perché è considerata meno efficace rispetto all’Iva, ad esempio per lo scambio internazionale di beni.
Infine, una novità di rilievo è rappresentata anche dalla limitazione alla deducibilità degli interessi passivi, in linea con quanto dettato in materia dall’Ocse con il piano di azione Beps (Base erosion and profit shifting action).
 
 
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