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Dal mondo

Kosovo, con la nuova legge sull'Iva traguardo Ue più vicino

La legislazione in vigore da febbraio risulta sempre più in linea con gli standard codificati e accettati a livello comunitario

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Ancora una volta il mese di febbraio è stato cruciale nella storia recente del Kosovo: il 18 febbraio 2010, a due anni dalla dichiarazione di indipendenza da parte del Parlamento di Pristina, una nuova legge sull'Iva è entrata in vigore. Dopo una gestazione biennale, con il contributo dei principali partner internazionali, prima fra tutti l'Italia, in prima fila con i suoi funzionari dell'Agenzia delle Entrate coinvolti nel progetto TACTA, è entrata in vigore la nuova legislazione in materia di imposta sul valore aggiunto.  

I principali elementi di novità
La legislazione entrata in vigore a febbraio innova fortemente il quadro fiscale kosovaro, avvicinando nettamente il sistema fiscale al modello presente in Europa. A differenza di quanto accadeva con la precedente normativa sono stati definiti i concetti di cessione di beni  e prestazioni di servizi e  chiarito il principio di territorialità. E' stato introdotto un sistema di esenzioni, distinguendo tra esenzioni con e senza diritto di detrazione, prevedendo nel contempo regimi speciali per le agenzie di viaggio, un sistema forfetario per gli agricoltori, il regime del margine  per i beni usati e disciplinando i servizi forniti elettronicamente alla luce dell'esperienza europea.
L'introduzione di regole conformi agli standard di Bruxelles rappresenta un indubbio passo in avanti nella costruzione del giovane Stato, ma, come sempre, la prova più difficile si rivelerà essere l'applicazione concreta della nuova legislazione in uno Stato ancora poco solido, caratterizzato da condizioni economiche, politiche e sociali estremamente difficili. L'Amministrazione fiscale e la comunità degli operatori economici si trovano di fronte ad uno sforzo di adeguamento complessa e faticoso, i cui frutti appaiono destinati ad essere raccolti nel tempo.        

Immutati gli elementi di base
L'articolo 6 mantiene la soglia precedentemente in vigore ai fini della obbligatorietà della registrazione dei soggetti Iva, fissata in 50mila euro di volume d'affari. Al di sotto di tale limite l'operatore economico non ha obbligo di identificazione e di attribuzione di una posizione Iva, a meno che, come previsto dall'articolo 8, non ritenga opportuno richiedere la registrazione volontaria. Questa opzione è stata riconosciuta per consentire agli operatori con volume d'affari inferiore ai 50mila euro di aprire una partita Iva ed esercitare il diritto di detrazione che non potrebbe essere esercitato in assenza di una posizione Iva specifica. Si precisa come pur non essendo il Kosovo membro dell'Unione europea (Ue) e dell'Unione economico-monetaria (Uem), esso adotti l'euro come valuta di riferimento (precedentemente era il marco tedesco). La stessa scelta è stata compiuta dal Montenegro nell'ottica di garantire una maggiore stabilità valutaria al Paese, dopo i disastri delle divise monetarie della ex-Jugoslavia. Altro elemento di continuità è dato dall'articolo 26 della nuova legislazione che mantiene un'aliquota unica pari al 16%, ma che per la prima volta prevede la possibilità di introdurre altre 2 aliquote, una ridotta non inferiore al 5% e una temporanea non superiore al 21%.

La storia dell'aliquota unica
La storia fiscale del Kosovo ha conosciuto un'aliquota unica del 15%, introdotta nel 2001 e rimasta in vigore fino al dicembre 2008. La scelta dell'aliquota unica era legata in prima battuta alle difficoltà di gestione di una nuova imposta estranea alla tradizione giuridica del Paese. Con il tempo tanto gli operatori quanto l'Amministrazione tributaria hanno considerato la semplicità dell'aliquota unica un elemento di stabilità e continuità, spingendo il ministero dell'Economia e Finanze alla semplice elevazione dal 15 al 16% a partire dal  gennaio 2009 nell'ambito di un progetto complessivo di riforma fiscale, fondato sulla riduzione delle imposizione  diretta e l'incremento della tassazione indiretta. Tale progetto di riforma ha prodotto nel febbraio 2010 la nuova legge sull'Iva che, mediando tra le richieste degli operatori e dall'Amministrazione tributaria da un lato e le pressioni internazionali dall'altro per la creazione di un sistema meno elementare e più vicino al modello europeo, ha mantenuto l'aliquota unica, prevedendo la possibilità delle 2 aliquote aggiuntive. La procedura di diversificazione ai fini dell'imposta sul valore aggiunto appare tuttavia complessa, essendo legata a un provvedimento regolamentare emanato dal ministero dell'Economia e Finanze, subordinato alla preventiva approvazione del Governo e del Parlamento. 
 
Il mese di febbraio nella storia del Paese
Febbraio, il "corto" in lingua albanese, è un mese molto importante nella storia recente della ex provincia serba, sottoposta alla supervisione internazionale dell'Onu dal 1999, dopo la guerra che ha visto contrapposto le truppe della Nato all'esercito di Belgrado. Il 17 febbraio 2008 le istituzioni kosovare hanno formalmente dichiarato la "pavaresia", l'indipendenza della Repubblica kosovara dalla Serbia, ottenendo il riconoscimento ufficiale di 65 membri delle Nazioni Uniti, tra cui gli USA, il Giappone e la maggioranza degli stati Membri dell'Unione Europea. Dopo varie titubanze anche 4 (Slovenia, Croazia, Montenegro e Macedonia) delle 6 repubbliche ex-jugoslave hanno riconosciuto il nuovo Stato come indipendente dalla Serbia.
La costruzione di uno nuovo Stato passa attraverso una serie di processi complessi, in cui la strategia fiscale gioca un ruolo basilare. La prospettiva europea in cui il Kosovo ambisce ad inserirsi, ha dettato un sempre maggiore avvicinamento della legislazione interna agli standard comunitari.
 

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