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Dal mondo

Labuan, cambiano le regole per
imprese e capitale azionario

Novità tributarie per i soggetti che operano sul territorio dell’isola a largo delle coste malesi

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Dal 2019 si cambia e le norme saranno più stringenti anche per la "piccola" Labuan. Infatti, visto lo scenario internazionale, anche per questo singolare centro della finanza offshore il 2019 segnerà una stretta sul piano normativo, fiscale soprattutto. Il governo della Malesia, infatti, ha pubblicato alla fine dello scorso anno le sue proposte di bilancio per il 2019 che comprendono anche le regole fiscali in vigore sull’isola. Tra le proposte principali vi sono l’introduzione di una definizione ad hoc che indichi con precisione il "luogo di attività" effettivo di una società registrata in territorio malese, soprattutto con riferimento al suo utilizzo nei trattati sulle doppie imposizioni, intese sulle quali interverranno i nuovi parametri Ocse tesi ad evitare che la sottoscrizione di accordi celi in via ufficiale patti elusivi tra Stati. In aggiunta, a seguire, trova spazio anche la modifica della definizione di "controllo" in particolare ai fini della determinazione dei prezzi di trasferimento, definizione ampliata per includere situazioni in cui il capitale azionario risulti in misura pari o superiore al 20% e, in ultimo, varie ulteriori modifiche al regime fiscale di Labuan, tutte effettive dal 1° gennaio 2019. Un pacchetto di misure che mira ad evitare l’abbattersi sulla Malesia di critiche riguardanti il suo centro offshore, per anni silenziato ma ora troppo ingombrante. E comunque, resta il fatto che la nuova definizione della sede di attività, la novità con maggior effetto su Labuan, sarebbe in genere rilevante solo per le persone o società provenienti da Paesi che non hanno concluso un trattato fiscale con la Malesia. Infatti, laddove vi sia in vigore un trattato fiscale, si farebbe comunque riferimento alle disposizioni del trattato per valutare se esiste o meno una stabile organizzazione in Malesia.
 
Labuan 2019
Le principali modifiche al regime fiscale di Labuan contenute nella nuova legge di bilancio licenziata a dicembre 2018 sono le seguenti: le entità giuridiche registrate sulla piazza offshore di Labuan saranno autorizzate a svolgere attività in moneta locale con i soggetti che hanno la residenza malese; la possibilità per le società di poter scegliere un’imposta fissa di circa 5mila dollari sarà abrogata e di conseguenza, le aziende con sede a Labuan che svolgono un'attività di commerciale o di scambio saranno ora tassate esclusivamente al 3% degli utili netti rendicontati; i proventi generati da attività di proprietà intellettuale detenute da un'entità registrata a Labuan saranno soggetti a imposta ordinaria malese e quindi non potranno più essere tassati in base al regime fiscale agevolato di Labuan. Restano in vigore le esenzioni previste per chi, per lavoro, si è trasferito a Labuan, con una riduzione dell’Irpef fino al 50%. Un beneficio che piace molto a manager, consulenti finanziari e fiscali ed esperti che a migliaia hanno fatto esperienza in questo centro offshore dal 2000 ad oggi.  
 
Come cresce un hub offshore
Nel 2018 il numero delle nuove società che si sono registrate a Labuan è cresciuto del 12%, confermando l’appeal dell’isola malese presso la  grande finanza asiatica e mediorientale. E così, il tetto delle aziende che vi operano ha raggiunto quota 16mila. E di queste, il 60% sono entità dell’Australia e dell’Oceano Pacifico. L’11%, invece, sono aziende americane e il 4% circa sono africane e mediorientali. E l’Europa? Non manca, anzi, sono all’incirca 1.800 le società europee (il 12% del totale) con i loro uffici e sportelli che guardano sulla spiaggia di Labuan. Perché? Perché ad oggi è una delle finestre migliori per chi intende fare affari, o giocare con la finanza su due mercati stimati in rapida ascesa: quello malese e quello indonesiano.
 
L’offshore? Questione di miliardi 
E così il 2018 ha consacrato con tutti i crismi il centro finanziario di Labuan, una vera perla fiscale, alla stregua delle piazze finanziarie più note, tant’è che delle 16mila società che risultano registrate almeno 2mila sono non trading companies, svolgono cioè semplici funzioni di collegamento e/o gestione di interessi per conto di banche, istituti ed entità registrate a loro volta presso le Isole Cayman, le Isole Vergini Britanniche e l’Isola di Jersey. Scendendo nei dettagli, ad oggi i patrimoni delle banche di Labuan hanno superato i 55 miliardi di dollari. Se poi aggiungiamo anche le ricchezze gestite tramite le compagnie assicurative, quasi 200, anch’esse concentrate nella piccola enclave della finanza emergente, e i trust con diritto speciale, 58 secondo le rilevazioni più recenti del fisco locale, si arriva a ridosso dei 100 miliardi di dollari alloggiati e gestiti in un’area ristretta dell’isola che non supera i 100 km quadrati. Per intenderci, gli interessi che le banche hanno distribuito ai loro clienti nel 2018 hanno superato il miliardo, mentre i premi assicurativi sono cresciuti quasi del 20%, regalando quasi 2 miliardi di dollari.

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