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Dal mondo

Lavoro, crescita, ambiente:
un trinomio per arginare la crisi

Tre priorità al centro dell'ultimo sondaggio Eurobarometro a cui ha risposto un campione di 1.031 cittadini italiani

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Lotta alla disoccupazione e alla povertà, maggiore attenzione nei riguardi delle tecnologie verdi e dell'economia sostenibile, riforma del mercato del lavoro per ridurre la disoccupazione, snellimento della burocrazia per favorire le piccole e medie imprese. Sono alcune delle risultanze emerse dall'ultimo sondaggio Eurobarometro standard, il più importante condotto a livello europeo per conto della Commissione europea sulle opinioni dei cittadini, a cui ha risposto un campione rappresentativo di 1031 cittadini italiani. L'indagine, la seconda e conclusiva dopo quella presentata nel dicembre dello scorso anno, e presentata oggi a Roma, è stata realizzata tra il 7 e 20 novembre 2011 e fornisce alcune indicazioni utili sul modo di interpretare la crisi economica internazionale, la strategia europea di crescita e il modo di intendere il rapporto con i media.   Il peso della crisi economica  Contrastare la crisi attraverso la lotta alla povertà. È una delle indicazioni più rilevanti emerse dal sondaggio. Una esclusione che per la maggioranza degli intervistati costituisce una ingiustizia e un peso per l'economia. Una risposta questa che riflette anche la situazione vissuta in Italia considerato che, oltre la metà del campione, non nasconde di avere difficoltà ad arrivare alla fine del mese. Oltre un terzo degli intervistati ritiene poi che l'Unione europea sia sulla strada sbagliata per uscire dalla crisi economica e finanziaria mentre in Europa prevalgono i soddisfatti della strategia comunitaria.   Imprese ed economia sostenibile Per il 67% degli intervistati le priorità dell'Unione europea per favorire un rilancio del settore industriale sono rappresentate da una opportuna semplificazione delle regole per facilitare l'avvio di una impresa, mentre il 65% ritiene che sia opportuno ristrutturare i settori in difficoltà. Il 60% degli intervistati considera poi fondamentale puntare sulle tecnologie verdi.   Rilanciare l'occupazione con la riforma del mercato del lavoro Al primo posto nell'agenda del pensiero dei cittadini italiani sta l'occupazione. L'Unione europea, secondo il 37% degli intervistati, dovrebbe aumentare le offerte di istruzione e formazione mentre per il 33% dovrebbe aiutare i lavoratori ad adattarsi a condizioni di lavoro più flessibili. Sulla difesa del diritto a lavorare in un altro Paese Ue concentra, invece, la propria attenzione il 23% degli intervistati.   Politiche giovanili per l'occupazione e la formazione scolastica Oltre la metà del campione ritiene che la vera priorità in materia di politiche giovanili per l'Ue dovrebbe essere quella di stimolare l'occupazione. E questo senza dimenticare l'importanza di un miglioramento dell'istruzione e della formazione a tutti i livelli. Un obiettivo che, per la maggioranza degli intervistati, dovrebbe essere perseguito anche attraverso l'aumento dei giovani diplomati e la riduzione dell'abbandono scolastico.   L'informazione sull'Unione europea Una parte rilevante degli intervistati (20%) risponde di non ricercare attivamente informazioni sulla politica europea. Il dato, che costituisce comunque un record rispetto ad altri Stati europei, è probabilmente connesso alla crescente offerta di informazioni sull'Ue, in generale, e alla crisi dell'eurozona in particolare. È sufficiente pensare che in Turchia, Stato comunque ancora fuori dell'Unione europea, è stata registrata, evidenzia Eurobarometro, una percentuale inferiore di cittadini che non cercano notizie riguardanti l'Europa.    La televisione e internet  Lo strumento di maggiore informazione sull'attualità europea rimane in ogni caso la televisione con  l'83% delle risposte da parte degli intervistati. Una valore che lievita sino al 90% nel caso degli over 55. A seguire lo è la carta stampata per l'11% mentre radio e internet risultano il canale privilegiato per il 4 e il 7% degli intervistati. Gli utenti delle rete risultano in aumento anche se chi si connette regolarmente lo fa soprattutto per collegarsi a siti di giornali grazie ai quali ottiene informazioni sull'Unione europea.   I social network: un caso a parte I social media restano marginali per informarsi, ma la maggioranza del campione li ritiene utili per attirare i cittadini alla vita politica e aumentare la partecipazione attiva al dibattito pubblico. Una funzione e un ruolo di rilievo che gli italiani riconoscono a piattaforme come Facebook e Twitter.
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