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L'imposta sul valore aggiunto in Slovenia

Due le aliquote applicate, ordinaria al 20 per cento, ridotta all'8,5 per cento

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La conoscenza dell'imposta sul valore aggiunto, nell'ambito dei sistemi fiscali dei Paesi che entreranno a far parte dell'Unione europea il prossimo 1° maggio, è di fondamentale importanza, in quanto uno dei requisiti essenziali, per l'ingresso nell'Unione, è quello di avere un sistema di imposizione indiretta (principalmente Iva e accise) in linea con i dettati dei regolamenti e delle direttive comunitarie. A tal proposito, è d'uopo ricordare che il quadro normativo, all'interno del quale gravitano tutte le imposte sui consumi dei Paesi dell'Unione, è rappresentato principalmente dalla VI direttiva Cee.

L'imposta sul valore aggiunto (Davek na dodano vrednost), in Slovenia, è un'imposta generale sui consumi, applicata alle transazioni su beni e servizi e sulle merci importate.
La legge sull'Iva (n. 89 del 23/12/1998), entrata in vigore nel luglio del 1999, ha subito significative modifiche nell'aprile 2001 e nell'ottobre 2002. La sua struttura appare abbastanza in linea con il dettato delle direttive comunitarie, poiché l'Iva, in Slovenia, ha sostituito la preesistente "Imposta sulla circolazione di beni e servizi" (Prometni davek); recentemente l'Unione europea, pur raccomandando l'adozione di alcune modifiche, ha riconosciuto che gli obiettivi della Slovenia, in materia di Iva, sono stati sostanzialmente raggiunti. Lo stesso vale, volendo allargare un attimo la panoramica, per l'acquis comunitario.

L'Iva è un'imposta applicata a tutte le forniture, di beni e/o servizi tassabili, indipendentemente dagli scopi o dai risultati dell'attività svolta. Soggetti di imposta sono, in primo luogo, tutti coloro che esercitano in modo autonomo un'attività imprenditoriale avente a oggetto:
  • la produzione, la trasformazione, la commercializzazione di beni
  • la fornitura di servizi
  • l'attività estrattiva e quella agricola
  • l'attività professionale.
Un contribuente deve far domanda di registrazione, come soggetto Iva, se il valore delle sue forniture, entro gli ultimi dodici mesi, eccede l'ammontare di 5 milioni di talleri sloveni (approssimativamente 22mila euro).

Esiste un'altra soglia di registrazione, riguardante il sistema Iva per gli agricoltori, di 1,5 milioni di talleri (approssimativamente 6mila 500 euro), calcolato secondo le risultanze catastali. Tali soggetti possono, comunque, optare per la volontaria registrazione, ma tale opzione li vincola per un periodo di almeno cinque anni.
Gli organi dello Stato e gli Enti territoriali non sono assoggettati a Iva per le operazioni svolte nell'esercizio delle loro funzioni. Gli altri enti di diritto pubblico sono invece soggetti all'imposta.

Gli uffici finanziari rilasciano, al contribuente richiedente, un codice formato da otto cifre (la partita Iva italiana, invece, è composta di undici cifre).
Si ritiene che una delle differenze fra la normativa slovena e quella degli altri paesi comunitari, Italia compresa, sia la mancanza dell'equivalente della partita Iva. Per esempio, se analizziamo la situazione in Italia, possiamo vedere che un soggetto, esercente un'attività di impresa arte o professione, ha innanzitutto un codice fiscale e, nel momento in cui pone in essere un'attività imprenditoriale o professionale, un numero di posizione Iva. Tale identificativo, per le società e gli enti, coincide. La stessa situazione non si ripropone in Slovenia, dove il numero di registrazione non può essere paragonato alla identica funzione della nostra partita Iva.

Una persona fisica o giuridica, registrata ai fini Iva, deve addebitare l'imposta all'acquirente, ma può detrarre l'imposta pagata sugli acquisti di beni e servizi per l'uso nei suoi affari prima di aver posto in essere il pagamento. Il versamento del netto rappresenta un'imposta sul valore che il fornitore ha aggiunto alle merci o ai servizi. L'inciso definitivo è sempre il consumatore finale.

Per le merci importate, il valore assoggettabile all'imposta è determinato di concerto con le regole doganali, insieme ai dazi doganali e altri dazi pagati sulle importazioni, e include tutti i costi incidentali, come commissioni, costi di imballaggio, trasporto e assicurazione. In Slovenia, infatti, anche l'autorità doganale ha competenza in merito all'accertamento dell'imposta.

In Slovenia ci sono due aliquote Iva:
  • ordinaria, 20 per cento
  • ridotta, 8,5 per cento.
L'aliquota ridotta si applica sui seguenti beni:
  • alimenti per consumo umano e animale (inclusa la somministrazione nei ristoranti)
  • animali vivi, semi, piante e ingredienti per la preparazione di alimenti
  • forniture di acqua
  • prodotti farmaceutici
  • attrezzature mediche e supporti per disabili
  • trasporto di passeggeri
  • libri, riviste e quotidiani
  • diritti dovuti agli autori e compositori e servizi degli artisti
  • eventi sportivi e culturali.
La Ddv è applicata quando le merci sono spedite o quando i servizi sono effettuati. Tali eventi si considerano perfezionati quando la fattura viene emessa. Se la fattura non è emessa negli otto giorni successivi alla spedizione delle merci o alla effettuazione del servizio, l'Iva dovrà comunque essere applicata. Quando il pagamento è effettuato in via anticipata, l'Iva si applica come se le operazioni fossero state effettuate.
I servizi continuativi sono considerati come avvenuti nell'ultimo giorno del periodo impositivo al quale la fattura o il pagamento si riferiscono.

L'Iva non viene applicata su alcune fattispecie che riguardano differenti tipi di beni e/o di servizi; l'imposta pagata a monte, sui fattori impiegati nel ciclo produttivo, in questi casi, non può essere richiesta.
In Slovenia, le seguenti forniture sono esenti da Iva, senza detrazione dell'imposta corrispondente pagata sugli acquisti:
  1. Attività di pubblico interesse
    • cure mediche e ospedaliere
    • emoderivati e servizi forniti dagli odontoiatri
    • forniture di latte
    • servizi sociali
    • fornitura di beni e servizi strettamente legati ai bambini o ai giovani
    • istruzione scolastica e universitaria
    • attività sportive e di educazione fisica
    • servizi culturali e forniture di beni a essi connessi
    • trasmissioni televisive o radiofoniche
    • forniture di servizi di trasporto su mezzi speciali per soggetti con speciali patologie mediche.
  2. Altre attività
    • assicurazioni e riassicurazioni
    • fornitura di edifici o parti di essi e dei suoli sui quali essi insistono, se la fornitura è fatta anteriormente alla prima occupazione o entro un periodo di due anni dalla prima occupazione
    • locazioni di proprietà immobiliari
    • alcuni servizi finanziari
    • francobolli
    • fornitura di oro alla Banca di Slovenia
    • vendita di terreni al di fuori degli impieghi per edificazione
    • giochi e lotterie.
L'Iva deve essere pagata entro la fine del mese successivo al periodo di tassazione. Le persone registrate, cioè i soggetti Iva, devono calcolare l'imposta a debito (da versare all'Erario) e provvedere al versamento della stessa secondo cadenze che possono essere mensili, trimestrali o semestrali.
Anche in questo la disciplina è molto simile a quella delle liquidazioni periodiche che effettua il soggetto Iva in Italia (in Slovenia si parla di soggetti registrati), secondo cadenze dipendenti dal volume di affari.
Il credito di imposta Iva può essere riportato al periodo di liquidazione successivo.
Comunque, ogni soggetto Iva ha la facoltà di chiedere un rimborso di imposta entro 60 giorni dalla presentazione del modello di rimborso dell'imposta, ad eccezione degli esportatori che hanno diritto a tale tipo di trattamento entro un periodo di soli 30 giorni.
In questo la normativa slovena differisce da quella italiana, in quanto il soggetto Iva italiano matura il diritto al rimborso solo dopo la presentazione della dichiarazione annuale ai fini Iva.

I soggetti stranieri assoggettati a imposizione hanno diritto al rimborso dell'Iva pagata, nella repubblica di Slovenia, sulle forniture di beni e servizi e sulle importazioni degli stessi se le condizioni stabilite dalla legge sono soddisfatte:
  1. il contribuente non esercita attività imprenditoriale o professionale nella repubblica di Slovenia
  2. l'Iva è stata pagata nel corso dell'attività e potrebbe essere rimborsata se il soggetto fosse residente in Slovenia
  3. devono sussistere le condizioni di reciprocità con il Paese nel quale il contribuente ha la propria sede.
I rimborsi sono eseguiti dall'ufficio di Lubiana dopo l'esame della richiesta fatta dal soggetto straniero o dal suo rappresentante legale. Quando la richiesta del rimborso Iva si riferisce a un periodo di almeno sei mesi, il rimborso minimo richiesto non deve essere inferiore a 50mila sit (talleri sloveni) pari a circa 220 euro. Quando, invece, il periodo di riferimento è l'anno solare o, comunque, un periodo superiore a sei mesi, l'ammontare del rimborso non può essere inferiore a 12mila sit, pari a circa 83 euro.
Le persone fisiche non esercenti attività assoggettabili all'imposta Iva hanno diritto a un rimborso di imposta (fanno eccezione gli oli minerali, i derivati del tabacco e le bevande alcoliche) quando il valore delle merci eccede i 15mila sit (circa 66 euro). Il rimborso di imposta è possibile entro sei mesi dalla richiesta.
La repubblica di Slovenia appare molto attenta alla problematica dei rimborsi Iva, specie nei confronti degli investitori stranieri, in quanto tale sistema viene considerato in primo luogo come una leva strategica per stimolare gli investimenti interni, e, in seconda battuta, per favorire l'afflusso di valuta pregiata dall'estero. Sarà interessante verificare un eventuale cambiamento di politica con l'ingresso nell'Unione europea prima (1° maggio 2004), e nell'area Euro dopo (entro il 2007).

Sostanzialmente, il sistema dell'imposta sul valore aggiunto, in Slovenia, appare molto simile a quello italiano, in quanto, come già accennato in precedenza, i sistemi dei Paesi comunitari devono essere in linea con la VI direttiva Cee. È curioso notare come il contribuente sloveno, a differenza di quanto avviene nella gran parte degli altri Paesi, perda il diritto alla detrazione dell'imposta, qualora la fattura non contenga tutti gli elementi tassativamente previsti dalla legge. È auspicabile che, nel futuro, anche il sistema fiscale sloveno possa diventare più flessibile, mutuando istituti come il nostro ravvedimento operoso.
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