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Dal mondo

L’Ocse fa il punto sui tax ruling.
Informazioni sempre più condivise

È disponibile online la prima peer review in materia di scambio automatico di informazioni sugli accordi fiscali

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Oltre 10mila accordi fiscali, sottoscritti nel 2016, condivisi nel segno della trasparenza in 6.500 scambi automatici di informazioni. Sono i numeri della prima peer review in materia di scambio di informazioni sui tax ruling, in ottemperanza all’azione numero 5 del progetto Oecd/G20 Beps Project, pubblicata a inizio dicembre dall’Ocse. Il rapporto si intitola Harmful tax practises - peer review reports on the exchange of information on tax rulings e riporta, Paese per Paese, tutti i numeri e le tipologie di accordi fiscali realizzati nel 2016 da 44 dei 100 Stati aderenti all’azione.

A che punto siamo con le informazioni sui tax ruling
Il report è la prima peer review – revisione tra pari – prevista dall’azione numero 5 del progetto Beps, nel quadro del transparency framework (cornice di trasparenza) in materia di tax ruling. Il rapporto analizza i dati, relativi al 2016, trasmessi automaticamente dagli Stati che finora hanno aderito e già messo in atto lo scambio, vale a dire tutti i membri Ocse più tutti i componenti non Ocse del G20 (Arabia Saudita, Argentina, Brasile, Cina, Colombia, India, Indonesia, Russia e Sudafrica), per un totale di 44 giurisdizioni. Per ogni realtà viene analizzato il grado di implementazione dello standard concordato, secondo una serie di criteri che riguardano, per esempio, la puntualità della trasmissione dei dati e la completezza delle comunicazioni. In 24 casi, l’Ocse ha anche formulato specifiche raccomandazioni, invitando la giurisdizione destinataria a conformarsi alle regole stabilite. Le conclusioni salienti sono che da gennaio a dicembre 2016 sono state scambiate informazioni, all’interno del transparency framework, su oltre 10mila accordi fiscali, comunicati in 6.500 scambi.
 
L’Azione numero 5 dell’Oecd/G20 Beps Project
Lo scambio automatico di informazioni sui tax ruling rappresenta, insieme alla comunicazione dei regimi agevolativi presenti nelle normative nazionali, una delle due parti di cui si compone l’Azione numero 5 del Oecd/G20 Beps Project. In particolare, è previsto che ciascuno Stato partecipante comunichi alle giurisdizioni interessate i dati degli accordi fiscali sottoscritti con soggetti esteri collegati a un contribuente residente o con una stabile organizzazione. Gli oltre 100 membri aderenti all'Inclusive framework sul Beps hanno accettato di implementare l’azione numero 5 e di sottoporre il proprio operato sul tax ruling e sullo scambio di informazioni in materia a una periodica peer review.  
I ruling che ciascuno Stato o giurisdizione deve comunicare sono di cinque tipi: in primo luogo, gli accordi dedicati a regimi agevolativi presenti dalla normativa locale (per esempio il patent box in Italia); gli Apa unilaterali, cioè gli accordi generalmente stipulati per individuare preventivamente un metodo di calcolo del prezzo di libera concorrenza di determinate operazioni, o altre forme di accordo in materia di transfer pricing; vengono, inoltre, trasmessi gli accordi che incidono come variazioni in diminuzione sulle basi imponibili, soluzioni che potrebbero figurare esclusivamente in dichiarazione dei redditi e non sul bilancio e che, quindi, in assenza dello scambio di informazioni, difficilmente verrebbero a conoscenza di altre giurisdizioni fiscali oltre a quella che le ha accordate; occorre, inoltre, comunicare i ruling in materia di stabili organizzazioni e quelli su operazioni intragruppo.
Questi accordi di per sé sono utilizzati dagli Stati in un’ottica di compliance, per garantire cioè certezza nei rapporti con i contribuenti e ridurre il rischio di contenzioso. Possono però rivelarsi uno strumento di erosione delle basi imponibili (base erosion) e spostamento dei profitti (profit shifting) in assenza di un quadro internazionale di trasparenza, poiché, sfruttando la mancanza di comunicazione tra gli Stati, un gruppo multinazionale potrebbe giocare su più tavoli e, sottoscrivendo legittimi accordi con singole amministrazioni fiscali, ottenere nel complesso, grazie a collegamenti tra società e a operazioni intragruppo ad hoc, una riduzione o persino un annullamento della tassazione correttamente dovuta.  
 
Cornice completa nel 2019
La peer review sullo scambio di informazioni in materia di tax ruling avrà cadenza annuale e coinvolgerà, mano a mano, tutti gli oltre 100 Stati e amministrazioni coinvolti. Già dall’appuntamento del 2018 la revisione tra pari si estenderà agli altri Stati che hanno aderito all'Inclusive framework Beps, con l’unica eccezione dei Paesi in via di sviluppo che hanno richiesto un rinvio della revisione al 2019.
 
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