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L’Ue coinvolge gli intermediari
nella lotta all’aggressive tax planning

Secondo le indicazioni varate dall’Ecofin, i consulenti dovranno comunicare al Fisco gli schemi potenzialmente elusivi

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Gli intermediari europei dovranno segnalare al Fisco gli schemi di pianificazione fiscale messi a punto per i propri clienti che possano rivelarsi potenzialmente “aggressivi” per il gettito tributario Ue.
Nella seduta del 13 marzo scorso, l’Ecofin ha, infatti, approvato una modifica alla Direttiva 2011/16/EU, dedicata alla cooperazione amministrativa tra gli Stati Ue in materia di operazioni transfrontaliere, assegnando ai consulenti tributari che operano nell’Unione il compito di comunicare alla giurisdizione di riferimento qualsiasi operazione che possa comportare una qualche forma di “aggressività” fiscale per la presenza di alcuni elementi caratteristici. Il contenuto delle informazioni così raccolte sarà oggetto di scambio automatico tra gli Stati membri e confluirà in una banca dati centralizzata a livello Ue che avrà lo scopo di aiutare le Amministrazioni a giocare d’anticipo su eventuali rischi elusivi e ad adottare per tempo tutte le misure utili per bloccare meccanismi dannosi per le proprie entrate. Secondo la tabella di marcia concordata, l’obbligo scatterà per tutti dal 1° luglio 2020.
 
Obiettivo: aumentare la trasparenza fiscale in Europa giocando sul fattore tempo
L’accordo, approvato all’unanimità dai ministri degli Stati membri competenti in materia economica, aggiunge un nuovo tassello al piano di difesa Ue per contrastare i soggetti che, “surfando” tra diverse normative fiscali dei Paesi, con spostamenti artificiosi di capitali, quote societarie e altre poste di bilancio, riescono a ridurre considerevolmente o ad annullare il proprio carico fiscale, assicurandosi un indebito risparmio d’imposta a scapito delle casse erariali.
Lo scopo è evidentemente una maggiore trasparenza fiscale all’interno dell’Unione, attraverso lo scambio automatico delle informazioni, ma anche quello di ridurre il gap temporale che intercorre tra il momento in cui un piano elusivo viene messo in pratica, realizzando l’illegittimo risparmio d’imposta, e la sua scoperta “in differita” da parte del Fisco. Non a caso la tempestività viene messa nero su bianco e trasformata in obbligo: per effettuare la loro segnalazione, infatti, gli intermediari (tra cui commercialisti, avvocati, in generale consulenti fiscali) avranno 30 giorni di tempo a partire dal giorno successivo a quello in cui lo schema di operazioni è pronto per l’attuazione o da quando è stata data la consulenza da parte del professionista. Chi si sottrarrà all’obbligo o ritarderà l’invio sarà soggetto alle sanzioni che saranno decise a livello nazionale.

Quali sono le operazioni da segnalare
Il testo predisposto stabilisce gli “elementi distintivi” degli schemi che vanno segnalati. Si tratta in generale di operazioni che potrebbero anche non rivelarsi di per sé illegittime o dannose, ma che presentano un certo “fumus” per cui, secondo la direttiva, è bene che le amministrazioni fiscali siano informate della loro messa in atto, come, per esempio, l’acquisto di società in perdita per il solo scopo dell’abbattimento del reddito o lo spostamento di materia imponibile in giurisdizioni che prevedono regimi fiscali speciali.  La stretta europea contro la pianificazione fiscale, preannunciata nel programma del semestre europeo della Presidenza bulgara, si ispira in linea generale all'azione 12 del progetto Beps dell’Ocse/G20 (base erosion and profit shifting) e va nella stessa direzione degli analoghi obblighi da poco stabiliti dall’Organizzazione per la cooperazioni e lo sviluppo economico proprio nei confronti dei tax advisor per la comunicazione degli schemi che occultano beneficiari effettivi di entità e trust o aggirano il Common reporting standard sullo scambio automatico di informazioni finanziarie.

Prima segnalazione, 1 luglio 2020
La palla passa ora agli Stati membri, che avranno tempo fino al 31 dicembre 2019 per recepire le novità nel proprio ordinamento nazionale. Secondo il cronoprogramma previsto dalla direttiva, l’obbligo di segnalazione da parte degli intermediari scatterà dal 1° luglio 2020. Da lì in poi, gli Stati membri scambieranno le informazioni ogni tre mesi, e precisamente entro un mese dalla fine del trimestre in cui gli intermediari hanno inviato le proprie comunicazioni. Quindi il primo scambio automatico sarà completato entro il 31 ottobre 2020.
 
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