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Dal mondo

Lussemburgo: una Unione più vicina
alle aspettative dei cittadini

Dal primo luglio il Granducato è il nuovo presidente di turno del Consiglio dell’Unione europea dopo Lettonia e Italia

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Si completa, con il Lussemburgo, il "trittico" di presidenza condivisa che ha visto l’Italia protagonista in primis, insieme alla Lettonia e al Granducato, nel periodo di tempo compreso tra il primo luglio 2014 e il 31 dicembre 2015. Un arco temporale di diciotto mesi, complesso e difficile, nel corso del quale i tre Stati, membri dell'Ue e dell'Uem, hanno condiviso e continuano a condividere un programma strategico che, alla luce degli ultimi fatti di cronaca economica internazionale, appare ancora più orientato a migliorare la capacità di risposta delle istituzioni comunitarie e dell’attuale legislatura alle aspettative dei cittadini.​ Anche in vista dell'esito referendario greco di domenica prossima.

I nuovi scenari comunitari
All'indomani delle elezioni del Parlamento europeo del maggio 2014 e dopo il rinnovo della presidenza della Commissione europea alla fine dello stesso anno, la nuova presidenza del Consiglio dell’Unione europea, subentrata a quella lettone e prima ancora a quella italiana, non potrà che continuare, e auspicabilmente migliorare, l’azione intrapresa fino a questo momento. In particolare su temi come l’occupazione giovanile e la presenza delle donne nelle imprese, l’economia digitale, il mercato energetico e i cambiamenti climatici con la prossima conferenza di Parigi, l'unione bancaria, fiscale, energetica, economica e politica, la lotta all’evasione e all’elusione fiscali, la gestione dei processi migratori, l’allargamento, il commercio internazionale e lo sviluppo, il rafforzamento delle relazioni con i Paesi dell’Europa dell’est e con quelli in via di sviluppo, la crisi del debito greco. Tutti temi di rilievo che rappresentano per la nuova presidenza del Consiglio una sfida per una politica comune orientata alla crescita e alla ripresa economica.

Una Unione per i cittadini
Incrementare gli investimenti per favorire crescita e occupazione; gestire i flussi migratori coniugando libertà, giustizia e sicurezza; rendere il mercato interno europeo più dinamico facendo leva sulle potenzialità della digitalizzazione; favorire la competitività europea in un quadro globale e trasparente; promuovere un approccio organico e durevole per lo sviluppo sostenibile; rafforzare la presenza dell'Unione europea nel mondo. Non a caso sono i punti chiave del programma del nuovo responsabile di turno e condensato nella formula “Una Unione per i cittadini”, richiamata anche nel sito web dedicato e messo a punto per l'occasione.

Il Lussemburgo protagonista di due presidenze 
La presidenza lussemburghese del Consiglio dell'Unione europea nel secondo semestre 2015 è la dodicesima esercitata dal Granducato. Un evento che si situa in un contesto istituzionale mutato radicalmente dopo l'entrata in vigore del trattato di Lisbona. Alla luce delle nuove competenze attribuite all'Unione europea dai trattati, per il Lussemburgo l’incarico rappresenta una prima assoluta. Cosi come rappresenta una coincidenza singolare il doppio incarico lussemburghese ai vertici delle due istituzioni comunitarie; la presidenza della Commissione e la presidenza del Consiglio dell'Unione. Ed è in questo rinnovato contesto che la nuova presidenza di turno, in assoluta continuità con quella italiana prima e quella lettone dopo, attribuisce grande importanza alla costruzione europea, ai valori e ai principi ispiratori dell'Unione, alla luce anche delle criticità emerse negli ultimi tempi. 
 
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