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Dal mondo

Mediation Ue: in Belgio la sinergia
pubblico-privato fa la differenza

Sesta puntata del viaggio conoscitivo nei modelli non giurisdizionali dei conflitti negli ordinamenti europei

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La mediazione rappresenta un valido strumento di risoluzione delle controversie in ambito civile, commerciale e del lavoro. Il Belgio possiede una consolidata tradizione consociativa e la risoluzione pacifica dei conflitti, attraverso strumenti informali, ha sempre trovato accoglimento e sostegno da parte delle istituzioni di governance. Questa consolidata tradizione è riconosciuta nella Costituzione federale che ha istituito significative figure istituzionali come la Commissione federale sulla mediazione.

La regolamentazione dell'attività
L'attività è disciplinata dalla Commissione federale di mediazione che, tuttavia, non esegue  interventi. La Commissione federale garantisce, grazie al riconoscimento della figura a livello istituzionale, la qualità e lo sviluppo della mediazione. I mediatori sono tenuti al rispetto di un  "codice di buona condotta" e a seguire un corso di formazione professionale articolato.  

Monitoraggio delle attività e formazione
I contenuti di professionalità sono rigorosamente fissati e costantemente controllati. L'autorità deputata alle verifiche periodiche è la Commissione federale di mediazione che effettua il monitoraggio periodico dell'attività e aggiorna l'elenco dei mediatori abilitati. La formazione è, invece, affidata al settore privato. Il legislatore, per evitare che l'offerta formativa di base sia disomogenea, ha fissato (decisione del 1° febbraio 2007 che fissa le condizioni e le procedure di riconoscimento dei centri di formazione e delle formazioni di mediatori riconosciuti) rigorosi criteri e  limiti a cui gli organismi debbono uniformarsi.

La mediazione: formazione teorica e pratica
L'abilitazione all'esercizio della professione presuppone che gli aspiranti mediatori effettuino corsi specifici articolati in una parte comune di 60 ore ripartite in almeno 25 ore di formazione teorica e altre 25 di formazione pratica. La parte comune concerne i principi generali di mediazione (etica/filosofia), lo studio dei vari metodi alternativi di regolamento dei conflitti, il diritto applicabile, gli aspetti sociologici, psicologici e il processo di mediazione. Gli esercizi pratici sono svolti nelle materie del programma e dello sviluppo, con giochi di ruolo, sviluppo dell'attitudine a negoziare e a comunicare. Oltre a una parte comune, vi sono programmi particolari per ciascun tipo di mediazione (almeno 30 ore ripartite liberamente tra tempi di formazione teorica e pratica). Seguono poi programmi particolari di mediazione nei settori del diritto di famiglia, civile, commerciale e sociale.

L'aggiornamento professionale
Accanto alla formazione di base, esiste quella permanente che obbliga i mediatori a aderire ai programmi di aggiornamento. Anche la formazione permanente è oggetto di specifica normativa (decisione del 18 dicembre 2008 che definisce gli obblighi dei mediatori riconosciuti in materia di formazione continua e i criteri di individuazione dei programmi in questa materia) volta a stabilire linee uniformi su tutto il territorio nazionale.  L'elenco dei mediatori è disponibile nelle lingue olandese e francese.
Quando è possibile il ricorso alla mediazione
Scelta volontaria delle parti e nessuna sanzione applicabile in caso di fallimento. Sono le due principali caratteristiche della Mediation in Belgio. La mediazione è ammissibile in materie come il diritto commerciale, del lavoro e, prioritariamente, nell'ambito del diritto civile. La mediazione costituisce una valida possibilità di risoluzione dei conflitti anche in ambito penale. Tali settori non rientrano nella competenza della Commissione federale della mediazione.

La collaborazione con la rete europea extragiudiziale
Una particolare applicazione della mediazione è quella attuata attraverso la rete europea extragiudiziale (EEJ-Net) per la risoluzione dei conflitti con i fornitori di un altro Paese situato nell'Unione europea, in Norvegia e in Islanda. La rete rappresenta un ulteriore valorizzazione dei  sistemi alternativi extragiudiziali di risoluzione delle vertenze (ADR). EEJ-Net è integrata da FIN-NET, la rete già operativa a livello di Unione europea per la risoluzione extragiudiziale delle controversie in materia di servizi finanziari.

I costi della Mediation
La mediazione non è gratuita. Gli onorari del mediatore costituiscono l'oggetto di un accordo tra il mediatore privato e le parti. La legge non fissa criteri in materia di costi per cui generalmente, ciascuna parte paga la metà degli onorari. È possibile per una parte ottenere una sovvenzione per pagare gli onorari di un mediatore nel caso in cui non disponga di un reddito modesto e a condizione che il mediatore sia riconosciuto.

Il rispetto degli accordi fissati con la Mediation
La direttiva comunitaria n. 58/2008 ha imposto a tutti gli Stati dell'Unione di dare attuazione a questo strumento alternativo di risoluzione delle controversie in materia civile e commerciale CON l'introduzione dell'istituto negli ordinamenti interni. In questo modo è possibile chiedere l'esecuzione forzata di un accordo scritto che risulta da una mediazione (gli Stati membri sono, infatti, tenuti a comunicare quali tribunali o altre autorità siano competenti a ricevere tali domande). L'accordo raggiunto tra le parti e sottoscritto viene equiparato a una sentenza. In base agli articoli 1733 e 1736 del codice giudiziario è possibile far omologare l'accordo di mediazione da parte di un giudice che lo renda autentico ed esecutivo.
Esiste un'alternativa all'omologazione? Tale opzione è percorribile, a condizione che tutte le parti siano d'accordo, e si sostanzia nel far trascrivere l'accordo di mediazione in un atto notarile presso un notaio. In questa ultima ipotesi l'accordo diventa autentico ed esecutivo senza aver fatto ricorso a un giudice.

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