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Mediation Ue: in Danimarca il tempo
regola il costo della mediazione

Nona puntata del viaggio conoscitivo nei modelli non giurisdizionali dei conflitti negli ordinamenti europei

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La Danimarca ha scelto di non applicare la direttiva 21 maggio 2008, n. 52 che impone a tutti gli Stati dell'Unione europea l'attuazione della mediazione civile e commerciale all'interno dei propri ordinamenti. In virtù di una prerogativa prevista dagli articoli 1 e 2 del protocollo sulla posizione della Danimarca, allegato al trattato che istituisce la Comunità europea,  la Danimarca  non partecipa, pertanto, alla politica comunitaria in materia ossia all'adozione della predetta  direttiva e non è vincolata da essa, né è soggetta alla sua applicazione. Tale posizione, tuttavia, non esclude il  ricorso ai metodi ADR di cui il Paese ha sempre fatto largo uso.

Le caratteristiche della mediazione
In Danimarca, il consiglio della procedura giudiziaria (Retsplejerådet) ha condotto per anni lavori volti ad una riforma generale del codice di procedura civile. Un primo rapporto, presentato nella primavera 2001, contiene una descrizione delle procedure extragiudiziali esistenti in materia civile. Il Retsplejerådetha ha proseguito poi nel tempo le proprie riflessioni per migliorare il coordinamento tra i metodi di ADR e i procedimenti davanti agli organi giurisdizionali.

La mediazione in ambito commerciale
In Danimarca, come del resto in tutti i Paesi scandinavi, i singoli reclami vengono gestiti ricorrendo alle cosiddette procedure di ADR (Alternative Dispute Resolution), cioè attraverso la risoluzione stragiudiziale della controversia, senza adire quindi la giustizia ordinaria). La mediazione è obbligatoria in ambito civile per tutte le  materie (non esistono, infatti,  vincoli di materia, se non quelli di competenza del tribunale adito) e in ambito commerciale per le imprese nel settore del turismo in merito ai viaggi e all'alloggiamento e nel settore dei mutui ipotecari.
Nell'85% dei casi le ditte accettano di partecipare a queste procedure e, quando la ditta non vi partecipa, gli organismi di conciliazione decidono comunque il caso e invitano la ditta ad attenersi alla decisione. In caso di mancato adeguamento, il professionista (oltre a dover farsi carico dei costi della procedura, che possono ammontare fino a 700 euro), verrà pubblicato su una lista nera del ministero dell'Economia. Nel 90% dei casi però le imprese si adeguano alla decisione.

Le materie oggetto mediazione
In Danimarca è possibile ricorrere privatamente ai servizi di un mediatore. La mediazione privata non è disciplinata dalla legge e le relative spese devono essere sostenute dalle parti. La  normativa, attualmente vigente, prevede il ricorso alla mediazione nelle cause civili dinanzi a un tribunale distrettuale, regionale, marittimo e del commercio, nonché nelle cause penali. Il capo 27 della legge in materia di amministrazione della giustizia (retsplejeloven) definisce, infatti,  le norme relative alla mediazione giudiziaria nelle cause civili presso i byretterne (tribunali distrettuali), l'Østre Landsret (tribunale regionale della Danimarca orientale) o il Vestre Landsret (tribunale regionale della Danimarca occidentale) e il So-og Handelsretten (tribunale marittimo e del commercio).

Chi decide sul ricorso alla mediazione e sull'idoneità di ruolo
Se il giudice civile o commerciale ritiene che la mediazione sia adatta al caso sottoposto e se vi è richiesta delle parti in tal senso, può nominare un mediatore giudiziario e quindi porre le basi per una mediazione della causa civile (Retsmægling). Il mediatore può essere un giudice o un funzionario del tribunale competente o un avvocato che sia stato giudicato idoneo. L'idoneità viene certificata al termine di un tassativo percorso di formazione dal Domstolstyrelsen (amministrazione degli organi giudiziari danesi) per agire in qualità di mediatore nel distretto di un tribunale regionale di competenza. Il luogo della mediazione lo scelgono le parti: può essere un'aula di tribunale oppure  lo studio legale dell'avvocato se questi è un mediatore.

Le funzioni del mediatore
Il mediatore determina comunque lo svolgimento della procedura insieme alle parti con un atto scritto preventivo in cui i partecipanti riconoscono l'applicazione del principio di riservatezza (divieto di testimonianza del mediatore, dei consulenti legali; confidenzialità delle sedute separate, obbligo di riservatezza e confidenzialità delle parti e di chiunque sia coinvolto nel procedimento), assumono nella libera disponibilità i diritti oggetto della procedura e sono resi edotti della facoltà di richiedere una consulenza in qualsiasi momento della procedura. I consulenti, quando chiamati, svolgono  un ruolo attivo nella stesura dell'accordo. Il mediatore può incontrarsi con le parti anche singolarmente, previa autorizzazione di queste ultime.

Quando la procedura si conclude
La procedura può essere conclusa dalle parti in qualsiasi momento e dal mediatore giudiziario. Interessanti sono i motivi per porre in essere la misura: la procedura si conclude qualora il mediatore si renda conto che una delle parti non è in grado di partecipare significativamente alla procedura e di difendere i propri interessi, che vi è uno squilibrio tra le parti che influisce sulla procedura e che non può essere affrontato, che le informazioni assunte non rendono etica la continuazione della procedura, che un eventuale accordo sarebbe contrario alle norme imperative o determinerebbe un'incriminazione, che il conflitto non è adatto ad una mediazione o infine che la mediazione non manifesta più alcuna utilità o vi sia qualche altro importante motivo per concludere.

I costi della mediazione
Ogni parte sostiene i propri costi della mediazione giudiziaria, salvo diverso accordo. Il costo della mediazione è orario e all'indennità di mediazione, quando il mediatore è un giudice, vanno aggiunte le spese di viaggio. Una mediazione in media dura cinque ore e per ogni ora l'indennità è di 1.450 Kr. Le spese di trasporto e viaggio sono calcolate nella cifra fissa di 600 Kr. Indicativamente il costo di una mediazione è al massimo di 7850 Kr che corrispondono a 1.052,72 €. Qualora la mediazione conduca a una composizione della controversia, potrà essere redatto un documento formale, al quale potrà far seguito l'archiviazione della causa.

Esecuzione forzata e conciliazione stragiudiziale
La Lov om Rettens Pleje - Retsplejeloven (legge sull'amministrazione della giustizia) all'articolo 478, paragrafi 1 e 2, prevede che l'esecuzione forzata può avvenire sulla base di un accordo di conciliazione raggiunto di fronte a un tribunale o altra autorità per le cui decisioni la legge preveda l'esecuzione forzata. Ai sensi dell'articolo 478, paragrafi 1 e 4, l'esecuzione può inoltre avvenire sulla base di un accordo di conciliazione stragiudiziale, avente forma scritta e relativo a obbligazioni debitorie rimaste inadempiute, qualora l'accordo indichi esplicitamente di avere valore esecutivo.

La mediazione nelle cause penali
Dal 1° gennaio 2010 è entrata in vigore una legge  che prevede, su base nazionale e con riferimento all'intero sistema penale, una conciliazione volontaria tra vittima del reato e reo tramite l'ausilio di un mediatore neutrale che è in sostanza un agente di polizia specializzato in mediazione. La legge n. 467, del 12 giugno 2009, relativa ai collegi per la risoluzione dei conflitti in connessione con le fattispecie di reato, entrata in vigore il 1° gennaio 2010, ha introdotto un sistema nazionale permanente per la risoluzione dei conflitti nelle cause penali.
Il commissario di ogni distretto di polizia riunisce un collegio per la risoluzione dei conflitti, nell'ambito del quale la vittima e l'autore del reato,  possono incontrarsi, in presenza di un mediatore neutrale, successivamente alla commissione del reato.
La mediazione nell'ambito di un collegio può avere luogo soltanto con il consenso delle  parti. I minori di 18 anni, tuttavia, possono partecipare soltanto previa autorizzazione del tutore legale. La mediazione nell'ambito di un collegio di questo tipo può avvenire soltanto previa ammissione di colpa da parte dell'autore del reato.
Durante la risoluzione del conflitto il mediatore assiste le parti nella esposizione dei fatti e può aiutarle nella formulazione di un eventuale accordo che desiderino concludere.
La mediazione nell'ambito di un collegio non sostituisce la pena o qualsiasi altra conseguenza legale del reato.


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