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Dal mondo

Mediation Ue: nei Paesi Bassi
un valido supporto alla giustizia

Settima puntata del viaggio conoscitivo nei modelli non giurisdizionali dei conflitti negli ordinamenti europei

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La mediazione, nell'accezione anglo-americana del termine, si è affermata in Olanda a partire dagli anni '90 ma la conciliazione, come metodo di risoluzione delle controversie condotto da un terzo neutrale, era già praticata da giudici, sindaci e altri funzionari come attività complementare a quella propria. L'antica conciliazione si è evoluta già negli anni '70-'80 (quando la crisi della giustizia ordinaria raggiunse l'acme)  in attività professionale, svolta in sedi istituzionalizzate da conciliatori abilitati.



L'evoluzione normativa
Nel 1993 è stato costituito  l'Istituto Olandese di Conciliazione,  ispirato  all'American Center for Public Resources (CPR) e al British Center for Dispute Resolution (CEDR), per informare il pubblico sul procedimento conciliativo e diffonderne la pratica. Nel 1996 è sorta la cosiddetta Piattaforma di ADR che ha costituito, in assenza di previsioni legislative specifiche,  un riferimento procedurale essenziale per l'applicazione della mediazione e l'armonizzazione dei requisiti qualitativi nel rispetto dei principi di base della volontarietà, imparzialità e confidenzialità (la riservatezza deve essere pattuita convenzionalmente).

I settori che consentono il ricorso alla Mediation
Attraverso la piattaforma di ADR, il ministero della Giustizia ha provveduto a individuare i settori e le materie di diritto che consentono il ricorso all'istituto giuridico e alla procedura. Attualmente la mediazione è applicata prioritariamente nell'ambito del diritto civile e del diritto amministrativo ma è in atto una implementazione anche in altre aree di intervento. Ad attestarlo il numero  di clausole standard di conciliazione nella comunità  commerciale e l'orientamento favorevole, nell'ambito della giustizia amministrativa, all'introduzione di un procedimento di conciliazione obbligatorio.

Quando e come ricorrere alla mediazione
La mediazione, attualmente, volontaria e gestita da particuliere ombudsmannen, può essere extragiudiziale o su invito del giudice. Non è possibile la mediazione quando si controverte in ordine alla sostanza del mancato pagamento di una fattura, in caso di denunce relative a decessi, lesioni o malattie e, non ultimo, se sulla questione si sia già pronunciato il Tribunale. L'inizio della mediazione non blocca i termini della prescrizione.
Nei Paesi Bassi lo Stato raccoglie una statistica, periodicamente aggiornata, sul ricorso alla mediazione (di cui è disponibile una sintesi in lingua inglese) e gli ultimi dati confermano il trend della diffusione e della validità della mediazione per far fronte alle lungaggini della giustizia applicata nei tribunali.

L'attività di controllo sulla Mediation
Il Nederlands Mediation Instituut (NMI, Centro per la mediazione dei Paesi Bassi) è l'ente governativo responsabile della regolamentazione della professione di mediatore. Il Nederlands Mediation Instituut (NMI) fornisce informazioni sulla mediazione e sui mediatori iscritti. I mediatori, membri dell'NM,I seguono uno specifico percorso formativo e ottengono tutte le qualifiche necessarie per svolgere l'attività in conformità con il regolamento dell'NMI sulla mediazione.
Il Centro fornisce un servizio indipendente di garanzia sulla qualità dei servizi di mediazione e sulla professionalità dei mediatori su tutto il territorio nazionale e gestisce un registro pubblico dei mediatori che, prima di registrarsi, debbono aderire al sistema di assicurazione della qualità dell'NMI.
L'NMI Register (registro dei mediatori dell'NMI) è, in buona sostanza, una banca dati contenente i recapiti di tutti i mediatori qualificati iscritti che consente ai visitatori di scegliere la persona più adatta  alle proprie  esigenze.

Il percorso formativo per diventare un mediatore di successo
I mediatori possono iscriversi all'NMI e successivamente aderire al codice di condotta dei mediatori redatto dal Centro. Sia l'iscrizione che l'adesione al codice di condotta sono facoltative. Tuttavia il mediatore che intenda svolgere l'attività all'interno del sistema olandese e intenda gestire i gratuiti patrocini o fornire un servizio a clienti indirizzati dal tribunale, è obbligato ad iscriversi presso l'NMI ed essere in possesso di un certificato di accreditamento-valutazione. Un nuovo progetto è ancora oggetto di discussione, specie sotto il profilo del doppio binario per i mediatori (iscrizione al NMI-non iscrizione). Per potersi iscrivere nel registro dell'NMI, il mediatore deve aver concluso con esito positivo un corso di formazione per mediatori accreditato dall'NMI e aver superato un esame per la valutazione delle relative conoscenze. Il percorso formativo è molto rigoroso e gli stessi enti di formazione, accreditati dall'NMI, sono sottoposti a rigidi controlli diretti a verificare che i programmi e i sistemi di valutazione siano uniformi.

I programmi di formazione e la valutazione finale
Tutti i programmi di formazione prevedono un corso di base di sei giorni (compresa la sera) e corsi della durata di 20 giorni o più, propedeutici all'esame finale. Per poter essere iscritti nel registro dei mediatori dell'NMI è necessario aver superato il test di valutazione delle relative conoscenze. L'esame finale è molto rigido. Il superamento del test, predisposto dall'NMI presso l'Università di Leiden, nei Paesi Bassi è strutturato in 50 domande a risposta multipla e in cinque domande aperte. I contenuti che vengono valutati sono riportati nel "Mediation Handboek" (Manuale di mediazione, ed. Sdu Uitgevers, L'Aia, Paesi Bassi).

Le organizzazione collaterali che operano nella Mediation
Tra gli altri organismi di matrice non governativa (ONG) che operano nel settore della mediazione e svolgono una funzione di ausilio figurano:
  • il Centro per la mediazione giudiziaria;
  • il Servizio di coordinamento nazionale per la mediazione presso i servizi di assistenza giudiziaria;
  • il Raad voor Rechtsbijstand (Consiglio per il patrocinio a spese dello Stato) a Utrecht (coordinamento degli strumenti di mediazione finanziati dallo Stato).

Il contenzioso civile e la mediazione
La mediazione nell'ambito del contenzioso civile non è gratuita e il costo varia in base al tipo di causa. Alcune procedure sono complesse e richiedono tempi prolungati anche in sede mediazione e in tali ipotesi  è opportuno avvalersi di avvocati specializzati, le cui parcelle aggravano  la spesa. Se le parti dispongono di mezzi finanziari sufficienti, sono tenute a sostenere direttamente i costi della mediazione.

Il ricorso alla mediazione per i non abbienti
I non abbienti hanno diritto al gratuito patrocinio. La soglia di reddito per potersi avvalere di un avvocato o di un mediatore a spese dello Stato è la seguente:
  • per coppie coniugate, coppie di fatto registrate o conviventi: 33 600 EUR annui;
  • per soggetti single: 23 800 EUR annui.
In aggiunta a questi limiti finanziari, il patrocinio a spese dello Stato non è disponibile per le parti che dispongono di risorse patrimoniali di valore superiore a un determinato importo per le quali è richiesta la comunicazione all'Agenzia delle Entrate, come una seconda casa, altre proprietà immobiliari, risparmi, liquidità, cespiti, ecc. Il valore esatto per le coppie coniugate, le coppie di fatto registrate o i conviventi è stabilito dalle autorità tributarie nazionali. Per i single, il valore è di 19 698 EUR, aumentato di 2 631 EUR per ogni figlio a carico. Se le risorse finanziarie delle parti sono comprese nelle soglie indicate, è lo Stato a sostenere  il costo di un mediatore, ma parzialmente. Ogni parte deve, infatti, contribuire con risorse proprie. Il contributo è pari a 45 EUR da 0 a 4 ore e a 90 EUR per più di cinque ore (per mediazione, non per parte).

L'intervento da parte dello Stato
Il contributo versato dallo Stato dipende dalla durata della mediazione ed è limitato a un massimo di otto ore. Il mediatore riceve un compenso di 400 EUR per le prime quattro ore e di 400 EUR per i periodi successivi, sempre di quattro ore. Di conseguenza, se la mediazione richiede sei ore, il mediatore riceve 800 EUR; la stessa cifra è dovuta se la mediazione richiede dieci ore.
In aggiunta a questo contributo, per i soggetti meno abbienti esiste un contributo  per incentivare il ricorso alla mediazione, che può essere erogato a tutti coloro che sono stati indirizzati a un mediatore dal giudice, che equivale a 2,5 ore di mediazione ed è indipendente dalle capacità finanziarie delle parti. Si tratta di un parziale rimborso dei diritti di cancelleria già versati che, al momento, ha carattere provvisorio, poiché il ministero della Giustizia intende riesaminarla in futuro. In nessun caso le parti ricevono del denaro. Spetta al mediatore richiedere eventuali somme e ai Raad voor Rechtsbijstand (Consigli per il patrocinio a spese dello Stato) provvedere alla copertura finanziaria del patrocinio a spese dello Stato "normale" e dello speciale compenso di incentivazione. Se le parti seguono l'invito del giudice ad andare in mediazione ottengono dal 2010 un contributo di 250 € da scontarsi sulle spese giudiziarie. L'accordo per aver effetto esecutivo deve essere incorporato da un lodo arbitrale o da una decisione giudiziale.
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