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Dal mondo

Mediation Ue: il Regno Unito
tra formazione e albo professionale

Il riconoscimento dell'utilità ed efficacia dell'Alternative Dispute Resolution confermata in ambito comunitario

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La mediazione rappresenta la migliore soluzione stragiudiziale di risoluzione delle controversie e, in quanto tale, una efficace alternativa alla giustizia ordinaria. Ne è convinto da oltre un decennio il legislatore europeo e, considerata la diffusione dello strumento nell’ordinamento civile e tributario, anche il legislatore italiano.  I principi e i requisiti del procedimento sono gli stessi che, da più di un secolo, hanno trovato modo di essere sperimentati nella maggior parte dei sistemi giuridici del mondo (Italia compresa). E questo prima di essere adottati nella prassi anglosassone da cui deriva la denominazione di mediazione, scelta in Europa.   La mediation nei Paesi di common law Il  viaggio conoscitivo all'interno dei modelli non giurisdizionali dei conflitti parte dagli ordinamenti di common law nell’intento di comprendere meglio, attraverso una ricerca comparatistica, i vantaggi della mediazione.  L’Inghilterra e il Galles, all’interno del Regno Unito, possiedono una organizzazione specifica e alcune disposizioni particolari che disciplinano la mediazione.   Collaborazione, formazione e specializzazione Per garantire la qualità della mediazione giudiziale nelle controversie civili (a eccezione dei contenziosi in materia di diritto di famiglia in Inghilterra e Galles) le autorità collaborano con il Consiglio per la mediazione civile (CMC), ossia con chi fornisce un servizio di mediazione civile e commerciale nell'ambito del quale sono accreditati coloro ai quali i tribunali affidano le cause civili. La specializzazione e la formazione continua sono in questi Paesi assolutamente ineludibili e ciò fa sì che il ruolo del mediatore non sia messo in discussione da alcuna categoria professionale. D’altra parte esiste una sorta di albo professionale statale che conferisce agli iscritti prestigio e autorevolezza. Sebbene, infatti, la formazione dei mediatori civili avvenga a livello privato senza regolamentazione, le varie associazioni di appartenenza/accreditamento fissano una serie di livelli di conoscenza professionale e istruzione che specificano anche i requisiti della formazione.   L'adesione al Codice europeo di Condotta In Inghilterra e Galles non è previsto alcun codice di condotta nazionale per i mediatori ma, per poter essere accreditati presso il CMC, i prestatori del servizio di mediazione civile debbono aderire al Codice europeo di Condotta, ossia al codice etico redatto da un gruppo di esperti con l’assistenza della Commissione europea  e presentato a Bruxelles il 2 luglio 2004. Nel documento sono  contenuti  i principi ai quali deve ispirarsi l’operato dei mediatori e i caratteri del procedimento di mediazione impiegato come modello di riferimento. La professione è autoregolamentata e lo Stato non incoraggia i prestatori del servizio a aderire a un codice volontario. I settori principali in cui si ricorre alla mediazione sono quelli del diritto civile/commerciale, di famiglia, la salvaguardia del posto di lavoro e la vita in comunità.   La procedura per la mediazione civile L'istituto della mediazione civile non è disciplinato dalla legge e non è un presupposto necessario per i procedimenti giudiziali ma  la prassi e la procedura stabiliscono che si ricorra alla mediazione prima di avviare una causa dinanzi a un giudice. Le civil procedure rules (codice di procedura civile, CPR) regolano la prassi e la procedura da seguire presso le sezioni civili della Court of Appeal, della High Court e delle County Courts. Le CPR prevedono un codice di procedura che privilegia la possibilità che le parti coinvolte usufruiscano di una procedura alternativa per risolvere la controversia, se il giudice la reputa opportuna e ne agevola l’impiego. Mentre la mediazione è interamente volontaria, le civil procedure rules definiscono i fattori di cui è necessario tener conto quando si tratta di fissare l’importo delle spese da stabilire. Il giudice è tenuto a considerare gli eventuali tentativi effettuati, prima e durante il procedimento, per cercare di risolvere la controversia. Di conseguenza, se la parte vittoriosa ha in precedenza rifiutato una ragionevole offerta di mediazione, il giudice potrebbe decidere che la parte soccombente non debba essere obbligata al pagamento delle spese della parte vittoriosa.   La procedura per la mediazione familiare La mediazione familiare è, attualmente, un procedimento interamente volontario. Quando una coppia di coniugi o di partner in unione civile, in fase di divorzio o di separazione, si rivolge a un giudice perché si pronunci in materia di beni, fisco e finanze (un provvedimento in materia di finanze comunemente indicato come “provvedimento accessorio di liquidazione” o ancillary relief order), le parti sono solitamente indirizzate verso la ”soluzione della controversia finanziaria”. Questa fase rientra nell’ambito del procedimento dinanzi al giudice e in essa il giudice (che non agisce in quanto tale) promuove la trattativa tra le parti applicando le tecniche di mediazione cd. facilitativa, ossia quelle tecniche che conducono le parti alla soluzione della lite favorendo la capacità di autodeterminazione di ognuna.   Analogamente alle Civil Procedure Rules, le Family Procedure Rules (una serie esaustiva di norme riferite al procedimento dinanzi al giudice) favorisce l’impiego di metodi alternativi di soluzione delle controversie. Inoltre le disposizioni in materia di patrocinio a spese dello Stato (che si applicano ai non abbienti nel rispetto dei principi dettati dalla  direttiva 2003/8/CE per la copertura delle spese di giustizia dei non abbienti ma anche la consulenza nella fase precontenziosa alle controversie civili e commerciali) stabiliscono che le parti in lite che chiedono l’assistenza a spese dello Stato si incontrino in anticipo. E questo per valutare l’ipotesi della mediazione familiare quale soluzione alternativa, prima di adire il giudizio.    Informazioni e costi   La National Mediation Helpline fornisce informazioni sulla mediazione, i servizi e i costi, nonché sulla mediazione familiare, il patrocinio a spese dello Stato, le domande più frequenti (FAQ), gli esempi di scuola e alcuni videoclip. Entrambi i servizi sono presenti sui siti Internet sponsorizzati dallo Stato. Il costo della mediazione varia in base al fornitore e non è regolamentato dallo Stato. Per quanto riguarda le questioni civili, il costo è connesso al valore della controversia e le tariffe sono pubblicate sul sito della National Mediation Helpline.   L'accordo raggiunto in sede di mediazione è esecutivo Le parti che abbiano sottoscritto l’accordo tra di loro, mediante il solicitor o con l’ausilio della mediazione, possono chiedere al giudice di trasformare tale accordo in un provvedimento giudiziale vincolante (consent order), qualora il giudice approvi l’accordo raggiunto.
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