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Dal mondo

Messico: dal patto del 2012
primi effetti positivi sulla crescita

A evidenziarli è stato l’Ocse che, in un recente rapporto, ha messo in risalto le vantaggiose ricadute sull’economia

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Primi effetti positivi per le riforme contenute nel Patto del Messico, che dovrebbero garantire una crescita di un punto percentuale all’anno per la prossima decade.
Questo, in sintesi, il giudizio espresso dall’Ocse sull’economia messicana nell’Economic survey dedicata allo Stato dell’America centrale e pubblicata nei giorni scorsi.
Nello studio, l’Organizzazione con sede a Parigi mette in evidenza i risultati raggiunti dal governo di città del Messico negli ultimi anni e formula anche una serie di raccomandazioni utili per rilanciare alcuni settori chiave dell’economia del Paese.
 
Un patto per le riforme
Incassa il giudizio positivo dell’Ocse il pacchetto di riforme varato nel 2012 con il Patto del Messico, lo storico accordo siglato da tutte le forze politiche con l’obiettivo di incentivare crescita e occupazione. Il Patto contiene una serie di interventi che toccano tutti gli ambiti più importanti dell’economia nazionale: in particolare, il Governo ha liberalizzato alcuni settori chiave come quello finanziario, energetico e  delle telecomunicazioni, istituendo al contempo delle autorità di controllo e dando così una scossa molto forte al monopolio di alcune multinazionali operanti in questi settori. Di ampio respiro anche la riforma del mercato  del lavoro e le modifiche apportate al sistema scolastico con lo scopo di migliorare gli standard di insegnamento e le competenze professionali.
 
Le raccomandazioni dell’Ocse
Lo studio dell’Ocse mette in evidenza come le riforme introdotte dal Patto del Messico, nonostante i primi effetti positivi sull’economia del Paese, non sono state ancora pienamente realizzate. L’Organizzazione con sede a Parigi, quindi,  punta i riflettori su alcune lacune strutturali del sistema socio-economico messicano: in primis il sistema giudiziario. Secondo il report, è strettamente necessaria una riforma della giustizia in un Paese dove è scarso il senso della legalità mentre è elevato il alto tasso di corruzione. Il governo, inoltre, dovrebbe anche intervenire a sostegno dell’attività degli agricoltori. L’Ocse sottolinea anche la necessità di migliorare ulteriormente il sistema scolastico, di incentivare l’occupazione femminile e di introdurre degli ammortizzatori sociali per le categorie più a rischio di povertà, come disoccupati e anziani.
 
Il Fisco in primo piano
Il Patto del Messico contiene anche un’ampia riforma del sistema fiscale, che prevede di incrementare le entrate mediante un ampliamento della base imponibile. La nuova politica fiscale è stata avviata dal Governo con l’intento di ridurre nel breve periodo il deficit di bilancio e diminuire il rapporto tra debito e Pil,  attraverso un aumento della pressione fiscale e una riduzione della spesa pubblica. Per raggiungere questi obiettivi, è stata introdotta una serie di misure riguardanti tutte le principali imposte. Per quanto riguarda il reddito delle persone fisiche, è stata aumentata al 35% l’aliquota più elevata, sono stati posti dei limiti alle detrazioni ed è stata applicata una tassa del 10% su capital gains e dividendi. Per quanto riguarda il reddito d’impresa, invece, il Governo ha limitato la possibilità delle aziende di dedurre gli investimenti e ha eliminato numerose agevolazioni destinate alle maquiladoras, gli stabilimenti industriali che hanno detenuto per decenni il monopolio di alcuni settori chiave dell’economia messicana. Sul fronte della tassazione indiretta, le nuove norme fiscali hanno ampliato la base imponibile delle imposte sui consumi e hanno introdotto un’accisa sui combustibili fossili. Completano il quadro delle nuove tasse un balzello sul cibo spazzatura e uno sulle bevande zuccherate.
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