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Dal mondo

Messico: fisco, servizi, ambiente
tre punti chiave del piano riforme

Pubblicata dall’Ocse l’indagine economica sul sistema Paese che evidenzia importanti segnali positivi

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L’indagine economica sul Messico condotta dall’ Organizzazione per la cooperazione e per lo sviluppo economico (Ocse) conferma che il Messico sta vivendo una situazione di forte recupero, con la crescita del 5% del Pil nel 2010 che dovrebbe arrivare a un ritmo più sostenibile di circa il 4,4% quest’anno e di circa il 3,8% nel 2012.   Forte recupero accompagnato da riforme strutturali Il Paese ha iniziato a aumentare le tasse per ridurre le preoccupazioni dei mercati sui trend fiscali. Se il recupero si svolge come ci si aspetta, il governo dovrebbe implementare pienamente i suoi piani per abbassare il deficit di bilancio attraverso la restrizione della spesa pubblica. Dati i bassi livelli di inflazione, la Banca Centrale può sostenere il recupero, aspettando di aumentare i tassi di interesse almeno fino a metà 2011. L’ineguaglianza rimane alta e la potenziale crescita a lungo termine del Messico ha bisogno di essere rafforzata. Il Messico deve aumentare la sua resistenza ai futuri shocks e assicurare che gli standard di vita si avvicinino alla media Ocse. Sono alcuni dei trattai salienti del Rapporto. Le profonde riforme strutturali sono la chiave principale per stabilizzare la volatilità dell’output economico, incrementare la concorrenza, in particolare nel settore dei servizi e dedicarsi alle lacune nel sistema dell’istruzione.   Aumento delle entrate fiscali e dei prezzi del gasolio  Rafforzare le basse entrate fiscali del Messico farà sì che il paese possa finanziare investimenti vitali nelle infrastrutture, istruzione e politiche sociali. Il paese ha introdotto importanti riforme per aumentare la competitività e le entrate pubbliche,  ha affermato il segretario generale dell’Ocse Angel Gurrìa. Ora è tempo di costruire su questo slancio e di spingere per avere delle riforme in aree vitali come l’istruzione, le tasse e il mercato del lavoro che aiuterà il Messico a realizzare il suo pieno potenziale. Dal rapporto Ocse emerge come il Messico abbia il più basso livello di entrate fiscali come quota del PIL di tutti i paesi Ocse e di molti paesi dell’America Latina. Allargare la base imponibile, grazie all’eliminazione delle esenzioni più contorte e dei regimi speciali, aumenterebbe quindi le entrate fiscali e renderebbe il sistema più facile da amministrare.  Il governo ha incrementato i prezzi del gasolio e del diesel regolarmente negli ultimi mesi, ma dovrebbe accelerare questo processo per ridurre le sovvenzioni non efficienti che sono allo stesso tempo anche dannose per l’ambiente. Il Messico ha l’ambizioso obiettivo di ridurre l’emissione di gas serra, ha affermato Gurrìa.  Infatti, il paese ha bisogno di una strategia decisa a eliminare i sussidi per l’energia e a trovare dei migliori modi di proteggere i poveri.   Più tasse per finanziare servizi per la salute e l’ambiente  L’indagine richiama anche a un continuo miglioramento nel rafforzamento fiscale e nel contrasto all’economia sommersa. L’Ocse raccomanda di ridurre i costi e di valorizzare i benefit per gli uomini d’affari e i lavoratori che lavorano nell’economia formale. Tra gli incentivi per entrare nell’economia reale e riconosciuta ci dovrebbe essere una qualità più alta dei servizi governativi come ad esempio un’assicurazione sanitaria maggiormente integrata. Il settore informale dell’economia, che è abbastanza grande secondo gli standard Ocse, trascina verso il basso la crescita della produttività. Dal rapporto si può osservare come le aziende in questo settore hanno bisogno di accesso al credito, di formazione e di protezione legale per innovarsi e crescere. È chiaro, quindi, come siano fondamentali una migliore formazione, un rafforzamento del lavoro e delle leggi fiscali. Una cospicua parte delle spese sociali dei lavoratori dovrebbe essere destinata alle pensioni piuttosto che ai sussidi per gli alloggi o alle strutture per la cura dei bambini. Questi servizi, infatti, non sono spesso disponibili per i lavoratori più poveri o agricoli, che devono ancora pagare per averli. Il rapporto sostiene che i servizi potrebbero essere finanziati tramite le tasse.  
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